Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 14/01/2010

Si alla fecondazione assistita anche in caso di normalità: è la prima sentenza di un giudice italiano


“Il diritto a procreare e lo stesso diritto alla salute dei soggetti coinvolti, verrebbero irrimediabilmente lesi da una interpretazione delle norme che impedissero il ricorso alle tecniche di fecondazione assistita da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che però rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la fecondazione assistita, attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l’impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura ‘costituzionalmente’ orientata dell’art. 13 della legge citata, consentono di scongiurare tale simile rischio”.

 

Con questa sentenza, per la prima volta, un giudice italiano — Antonio Scarpa, del tribunale di Salerno — ha detto SI alla diagnosi genetica pre-impianto e all’accesso alle tecniche di fecondazione assistita nei confronti di una coppia fertile, portatrice di una grave malattia ereditaria, l’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, che costituisce oggi la più comune causa genetica di morte dei bambini nel primo anno di vita. La coppia di origine lombarda, non aveva potuto accedere alle pratiche di procreazione medicalmente assistita perché la legge 40 del 2004 lo consente solo per casi di sterilità e di infertilità. Ma la sentenza pare abbia superato questo principio.


 

 






 
 
 
 
 

  



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