Negli ultimi anni si è riscontrato un interesse crescente nei confronti
del fattore “alimentazione” nella ricerca del benessere individuale. Il
tema è ampiamente dibattuto tra gli esperti del settore che concordano
sul fatto che l’interazione tra individuo e i “fattori nutrizionali e
ambientali” sia la base di partenza per comprendere la causa di numerose
problematiche e patologie.
Il 16 Gennaio 2010 presso presso il Salone degli Specchi del
Palazzo della Provincia di Cosenza, in Piazza XV Marzo, si terrà la 4°
Edizione del Congresso “Dalle intolleranze Alimentari alla Nutrigenetica”,
Congresso accreditato ECM per le categorie dei medici, biologi,
farmacisti e dietisti.
Il Congresso è organizzato dall’ A.I.Nu.C., l’Accademia Internazionale
di Nutrizione Clinica che organizza corsi di Alimentazione nelle sedi di
Roma, Milano, Catania e vuole proporre un confronto serio e scientifico
sull’argomento aprendo nuovi orizzonti di discussione e approfondimento
alle nuove possibilità che la genetica applicata alla nutrizione mette a
disposizione.
Oggi alcuni semplici test sul DNA ci rivelano quelle peculiarità
genetiche che sono sensibili alle variabili ambientali, in primo luogo
la dieta ed il nostro stile di vita, e che incidono nel bene e nel male
sulla qualità della nostra vita stessa.
Ognuno di noi è unico e ciò è dovuto ai nostri geni. Le differenze da
individuo a individuo si manifestano sia esteriormente nel nostro
aspetto fisico, come il colore dei capelli e degli occhi, sia
internamente, ad esempio nella diversa capacità di metabolizzare i
nutrienti o eliminare le tossine. Infatti, sebbene condividiamo gran
parte del materiale genetico, in ciascun gene vi sono punti di
variazione; l’insieme di queste piccole variazioni influenza ciò che
siamo e definisce la nostra individualità.
Ma i geni non sono tutto, essi non lavorano da soli e non ci determinano
in modo assoluto. Essi interagiscono con il nostro ambiente, pertanto
modificando la nostra interazione con l’ambiente modifichiamo
l’espressione dei geni. Ad esempio, una persona dalla pelle chiara
(geni) si scotterà al sole (ambiente) solo se vi si espone senza la
necessaria cautela.
L’aspetto dell’ambiente che ci influenza maggiormente e sul quale
possiamo esercitare il maggior controllo, è quello che immettiamo nel
nostro organismo con l’alimentazione. Conoscendo meglio l’effetto che i
nutrienti hanno sulla nostra particolare costituzione genetica, possiamo
esercitare un controllo più effettivo sulla qualità e le nostre
aspettative di vita.
E’ risaputo che una dieta salutare è essenziale ad una vita sana e
lunga. Ma quest’ultima non è uguale per tutti.
Negli ultimi dieci anni sono stati fatti notevoli progressi nello studio
dei rapporti tra geni ed ambiente e, da essi è emerso un nuovo
territorio della conoscenza: la Nutrigenetica. Grazie ad essa, un gruppo
di medici internazionali ha selezionato un gruppo di geni che
determinano il modo in cui un individuo reagisce a certi nutrienti
essenziali. In tal modo è possibile pensare ad una dieta su misura per
la persona, decidendo in base al suo genotipo la qualità e quantità
giornaliera dei nutrienti necessari al suo organismo ed indicando le
quantità minime e quelle massime per ottenere i massimi benefici.
Ogni parte dei consigli dietetici basati sulla genetica della persona è
contenuta nel “Personal NutriGene Report”, il frutto di comprovati studi
scientifici, condotti in laboratori di varie parti del mondo, i cui
risultati sono stati pubblicati da riviste internazionali.
I Geni modificano i nostri bisogni nutrizionali ed il Sistema NutriGene
determina quali sono le necessità caratteristiche di ciascuno. Un
semplice test genetico rivela le variazioni presenti in venti geni
rilevanti per la nutrizione. I risultati vengono poi convertiti in un
programma alimentare studiato apposta per i bisogni dell’individuo.
Il report fornito dal sistema NutriGene contiene la spiegazione del
significato delle variazioni genetiche e la tavola dei nutrienti
consente di creare una dieta personalizzata.
Questo stabilirà quali sono i livelli ottimali di molti componenti
essenziali alla nostra salute, come l’acido folico ed altre vitamine e
minerali. Esso determinerà anche i limiti che non devono essere superati
di altri componenti dietetici, quali i grassi saturi, la caffeina, il
sale, etc.
Non si tratta di un test diagnostico, né di un’analisi rischiosa.
Essa non rivelerà alcuna malattia genetica, infatti tutti i geni testati
sono responsabili di polimorfismi assai comuni, e pertanto non mostra
geni malati, ma solo diverse versioni dei geni.
Tutti i geni inclusi interagiscono in qualche modo con l’ambiente,
spesso con componenti della nutrizione.
Il corpo è molto complesso ed i geni non agiscono da soli; essi
producono proteine che sono una componente di un sistema che mantiene l’omeostasi
dell’organismo. Geni ed ambiente (dieta, stile di vita, qualità
dell’aria, livelli di stress, tipologia del lavoro, ecc.) agiscono in
sinergia e possono avere un effetto sulla salute sia in negativo che in
positivo. Il genotipo di una persona è stabilito al momento della
concezione, ma i fattori ambientali possono essere modificati da una
conoscenza del genotipo (cioè la particolare versione di un gene) e
sapendo come esso interagisce con i fattori esterni, si può intervenire
su di essi e modificarli al fine di ottimizzare gli effetti benefici per
la nostra salute.
Di seguito i RELATORI presenti al Congresso:
Cristina Aloia (Psicologa, Ist.”N. Rosano”, Casa di Cura
Tricarico – Belvedere M.mo); Giovanni Belli (MMG, Nutrizionista -
Roma); Maurizio Cesareo (Endoscopista Ist.”N. Rosano”, Casa di
Cura Tricarico - Belvedere M.mo); Simona Civitelli (Spec. in
Chirurgia Generale e Chirurgia Pediatrica, Ist.”N. Rosano”, Casa di Cura
Tricarico - Belvedere M.mo); Carmelo D'Asero (Spec. in Malattie
infettive e parassitarie, fegato e ricambio, Patologia Generale,
Ematologia Clinica - Capodipartimento dei servizi diagnostici, Primario
del Servizio di Allergologia e Immunologia Clinica dell'Ospedale San
Pietro Fatebenefratelli - Roma); Antonio De Lorenzo (Prof.Ordinario
di Nutrizione e Alimentazione, Università di Tor Vergata - Roma);
Antonio Di Maro (Nutrizionista, Ist.”N. Rosano”, Casa di Cura
Tricarico - Belvedere M.mo); Laura Di Renzo (Docente in
Fisiologia della Nutrizione e Scienze Merceologiche, Facoltà di Medicina
dell’ Università dell’Aquila - L’Aquila); Massimo Gola
(Specialista in Dermatologia dell’ Università degli studi di Firenze -
Azienda Sanitaria di Firenze); Keith Grimaldi (Biochimico,
Director of Research and Development Lab. De Sanctis,Genetic Consultant
Biomedical Engineering Laboratory (BEL), National Techical University of
Athens (NTUA), Scientific Consultant Eurogene Project - GB); Nina
Laudonio (Biologa Nutrizionista, Spec. in Patologia Generale, Libero
Professionista – Belvedere M.mo); Angela Lauletta (Spec. in
Ostetricia e Ginecologia, Psicologia Clinica, Perfezionata in Ecografia
ostetrica e ginecologica, Monitoraggio fetale, Ecografia internistica,
Sessuologia Clinica e Psicologia Giuridica, Medico legale - Potenza);
Ercole Lauletta (Resp. Scuole Accademia Internazionale di Nutrizione
Clinica - A.I.Nu.C.); Vincenza Mancuso (Spec. in Chirurgia
Generale, Ist.”N. Rosano”, Casa di Cura Tricarico - Belvedere M.mo);
Vincenzo Mazzuca Mari (Perfezionato in Patologia Gastroenteriche e
Metodiche Endoscopiche, Docente Scuola di Medicina Biologica e
Discipline Integrate - AIOT, Direttore Didattico Accademia
Internazionale di Nutrizione Clinica - A.I.Nu.C. - Ist.”N. Rosano”, Casa
di Cura Tricarico - Belvedere M.mo); Antonio Picarelli (Spec. in
Gastroenterologia, Policlinico Umberto I - Roma); Carmelo Rizzo (Docente
di Nutrizione Master Chirurgia del piede, Università Campus Biomedico -
Roma); Fiore Torchia (Spec. in Anestesia, Ist.”N. Rosano”, Casa
di Cura Tricarico - Belvedere M.mo);