Poche le persone che si sono vaccinate rispetto alle dosi acquistate dal
governo. Roberto Gava, medico esperto di vaccinazioni, fa un
primo bilancio: la diffusione d’informazioni indipendenti rimane la
priorità.
L’industria farmaceutica è ancora troppo potente.
Anche se la stagione influenzale non è completamente passata, possiamo
dire di aver vinto la nostra battaglia informativa presso l’opinione
pubblica che aveva come obiettivo quello di spiegare non solo
l’inutilità ma anche i danni della vaccinazione antinfluenzale contro il
virus della “Suina” A/H1N1. Infatti, sono state pochissime (si parla di
circa 700.000, invece delle decine di milioni attese) le persone che
hanno accettato questa vaccinazione.
Purtroppo, questa vittoria ci lascia anche molto amaro in bocca, perché
con frequenza sempre maggiore stanno arrivando segnalazioni di danni da
vaccino antinfluenza “Suina” e purtroppo anche registrazioni di eventi
mortali.
Inoltre, il nostro Paese, come molti altri (ma non tutti) ha acquistato
decine di milioni di dosi di vaccini, si è impegnato a pagarle prima
ancora di conoscere se questo vaccino era innocuo ed efficace e ha
addirittura accettato di riceverle gradualmente fino alla fine del marzo
2010 (in modo da dare tempo all’Industria Farmaceutica di produrle e pur
sapendo che questa epidemia influenzale sarebbe durata poco tempo e che
sarebbe terminata prima della fine del 2009).
Perché questo comportamento e chi paga questi milioni di euro di
vaccini?
Ricordiamo pure che ogni anno il nostro Paese spende più di 100 milioni
di euro delle nostre tasse per pagare una altrettanto inutile e
altrettanto pericolosa vaccinazione antinfluenzale stagionale.
Forse che nel campo sanitario non ci siano priorità maggiori?
Sappiamo tutti che ce ne sono ma, a quanto pare, le politiche sanitarie
non tengono conto sempre delle vere necessità della popolazione e pare
che meno ancora tengano conto dei dati scientifici (o almeno di quelli
ottenuti da ricercatori indipendenti dall’Industria Farmaceutica), che
da anni hanno dimostrato l’inutilità e la pericolosità di qualsiasi
vaccino antinfluenzale.
Si dice che il vaccino contro la “Suina” sia stato un test per vedere
come avremmo reagito, in modo che chi decide tutto possa perfezionare
meglio le azioni future che serviranno a convincerci che sarà
“obbligatoriamente necessario accettare” le future vaccinazioni.
Infatti, non si creda che tutto finisca qui. Nel mondo scientifico c’è
già chi ipotizza quali saranno i virus delle future “pandemie” e le
relative future vaccinazioni che ci verranno proposte.
Come l’Industria Farmaceutica prepara per tempo le sue politiche di
marketing e studia a lungo le strategie di “disease mongering” (cioè di
“invenzione delle malattie”) tessendo accordi e amicizie con i centri di
potere e di informazione, allo stesso modo anche noi dobbiamo imparare
ad informarci e a restare uniti e ben collegati in modo da non trovarci
impreparati davanti ad eventuali piccoli o grandi inganni che a quanto
pare in questo ultimo tempo non mancano nel mondo sanitario.
Ormai sappiamo che probabilmente ogni autunno potremo dover affrontare
un allarme pandemico che all’inizio viene dipinto come catastrofico, ma
che poi sfuma nel nulla come dal nulla è venuto e dato che le pressioni
future verteranno sempre sui virus influenzali, crediamo sia veramente
importante che l’opinione pubblica sia ben informata sulle
caratteristiche di questi virus, sulle loro modalità di diffusione,
sulla inutilità dei vaccini antinfluenzali vecchi e nuovi, ma anche
sulle vere tecniche di prevenzione, sia naturali che farmacologiche.
Roberto Gava