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Valeria Randone -
Psicosessuologa |
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’Dal punto di vista
antropologico, il ruolo e l’identità paterna, si sono profondamente
modificati, in funzione degli importanti cambiamenti epocali a cui la
nostra società è andata in contro.
Dal padre ingessato affettivamente ed emotivamente, incravattato,
periferico e spesso latitante, asettico sul piano verbale e corporeo,
che non aveva accesso alla sfera delle emozioni, delegando l’affettività
alla figura materna; siamo lentamente passati a figure paterne,
caratterizzate da grandi capacità empatiche, papà comunicativi, complici
e soprattutto tattili, dimensione decisamente nuova, che in passato
sembrava intimorire gli uomini, perché faceva perdere loro potere e
rigore educativo.
Dal rigore e dallo stile educativo autoritario, caratterizzato dalla
paura delle rappresaglie paterne e della punizione genitoriale, stiamo
lentamente transitando, verso uno “stile educativo autorevole”,
improntato al rispetto e non al timore della figura paterna, alla stima
ed al riconoscimento del ruolo; dinamiche nutrite ed amplificate
dall’amore e dall’empatia.
La paternità di oggi, è spesso una paternità voluta fortemente,
desiderata e vissuta; profondamente differente da quella del passato,
che tendeva a concludersi precocemente a concepimento avvenuto.
I “nuovi padri”, partecipano emotivamente alla vita intrauterina,
presenziando orgogliosi alle ecografie, sostengono coraggiosi le loro
donne in sala parto, cambiano i pannolini, accudiscono fisicamente i
loro bambini, vivono un quotidiano improntato a condivisione, senza
temere di abdicare in potere educativo ed autorevolezza.
Un provvedimento a cui i padri separati, anelano spesso è l’
“affidamento congiunto” dei loro figli, provvedimento che garantisce
loro quella continuità di accudimento, abitudini ed amore e provvede ad
una rivendicazione spazio-temporale del tempo congiunto.
L’epoca odierna, è caratterizzata da una nuova cultura della paternità,
improntata ad un processo di “alfabetizzazione emotiva”, percorso che dà
parola alle emozioni ed ai sentimenti, migliorando e rinforzando il
rapporto che i padri hanno con i loro figli.
Questa alternanza ed interscambiabilità di ruoli genitoriali,
chiaramente contrapposta alla netta separatezza del passato tra maschile
e femminile, crea un clima emotivo più sereno ed offre ai figli la
possibilità di nuovi apprendimenti sui ruoli e sulle emozioni ad essi
correlate.