Sono 109 le Malattie Rare che aspettano da anni di essere inserite
nell’allegato A del DM 279/01.
Significa che ancora tanti Malati attendono di essere “riconosciuti” e
di poter usufruire dei diritti necessari a superare quotidianamente le
criticità che l’essere paziente raro comporta.
Questo mancato inserimento è causa di assenza d’identità nel Sistema
Sanitario Nazionale che non vede, non sente, non supporta chi di fatto
gli è “invisibile”.
E l’invisibilità è la condizione di queste 109 Malattie, per loro
nessuno studio, nessuna presa in carico, quindi nessun piano terapeutico
previsto, Malati Rari ed “ancora più negletti”.
Per questo la CNdMR ha proposto alle Associazioni di unirsi in un’azione
che vuole “risvegliare le coscienze dormienti”del mondo politico.
“Quasi 300 Associazioni di Malati Rari su consiglio e col supporto
della CNdMR hanno deciso di farsi rispettare senza ricorrere a gesti
eclatanti, ma, per ora, con un’azione persuasiva” spiega Flavio
Bertoglio Segretario Generale della Consulta auspicando una
convocazione della Conulta da parte del Neo Ministro della Salute.
Le Associazioni invieranno infatti, tutte insieme, lo stesso giorno, il
21 dicembre, via raccomandata, via fax, via mail e per telegramma
una lettera al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per
sollecitare il provvedimento di inserimento delle 109 Malattie Rare
nell’allegato A D. M. 279/01.
“Dal canto suo la Consulta Nazionale delle Malattie Rare approva e
promuove questo deciso gesto che racchiude le aspettative sino ad ora
rimaste disattese di migliaia di pazienti Malati Rari. La Consulta con
le 270 Associazioni che va rappresentando non può accettare il permanere
di questo stato di cose così gravemente penalizzante nei confronti dei
Malati Rari ancora esclusi dal Decreto. Un Paese come il nostro che si
definisce “civile”, non può pensare di lasciare “invisibili” centinaia e
centinaia di Malati identificati nelle 109, e non solo, (visto che sono
già molte le Malattie Rare in attesa oltre alle 109). Non dimentichiamo
che si tratta di Persone che devono avere dignità pari ad ogni altro
Malato Raro”.