Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 22/12/2009

 

La meningite da pneumococco


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La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia. La meningite può essere provocata sia da batteri che da virus; quella più temibile è la forma batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo b, pneumococco, meningococco. Le varie forme di meningite dovute a virus sono, invece, generalmente a decorso benigno. La gravità della meningite batterica è più elevata in età pediatrica: gli esiti neurologici permanenti si manifestano nel 30-35% dei casi; la mortalità nel 5-10% dei casi.

Come si manifesta. I sintomi sono assai variabili, possono dipendere dall’età del bambino, a volte insorgono molto rapidamente ma comunque sono generalmente molto gravi e riconoscibili come tali dai genitori.
Nel lattante possono essere presenti irritabilità, nervosismo implacabile, sonnolenza profusa, convulsioni mentre può essere assente la febbre elevata. Nel lattante i sintomi sono più sfumati e possono apparire meno gravi della realtà.
Nel bambino dopo i 12 mesi di età i sintomi sono più decisi: febbre elevata, sopore, sonnolenza, mal di testa, perdite di coscienza, rigidità del collo, vomito.

Come si può prevenire questa malattia? Oltre alle generiche misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il sovraffollamento, (certo soprattutto nel bimbo più grandicello spesso difficilmente attuabile), l’unica misura veramente sicura ed efficace è la vaccinazione.
La meningite è la malattia che in assoluto incute maggiore paura nei genitori, essendo una malattia grave che interessa il cervello con possibilità di esiti a distanza come sordità, ritardo psicomotorio, paralisi motorie in un’elevata percentuale di casi e di morte soprattutto nel bambino al di sotto dei due anni di vita.
La presenza di vaccinazioni sicure ed efficaci costituisce il più importante strumento di prevenzione a nostra disposizione. Sapere come si può manifestare la malattia è un importante strumento di conoscenza per il genitore.
Dal 1994 il sistema di sorveglianza delle varie forme di meningite batterica ha verificato un aumento costante dell’incidenza delle forme dovute allo pneumococco affiancato alla diminuzione delle forme dovute all’emofilo b. Questo dato è in linea con l’incremento della copertura vaccinale per l’Haemophilus influenzae tipo b, mentre rileva l’assoluta necessità di diffusione della vaccinazione antipneumococcica ad oggi ancora raccomandata solo per alcune categorie a rischio.
Tra i pochi dati, peraltro sottostimati, e riferiti a questa fascia di età, si può citare il dato dell’Istituto Superiore di Sanità che riporta un’incidenza di 2,23 per 100.000 bambini. Una malattia, dunque, non così rara.
Se volessimo, invece, parlare di “rischio meningite”, i dati sarebbero molto più allarmanti: circa 60 casi per 100.000 bambini sotto i 3 anni.

Il Killer pneumococco. Perché è un pericolo. Lo pneumococco è un batterio capsulato (come l’Hib) responsabile di infezioni comuni delle vie aeree come otite, sinusite, polmonite e infezioni invasive come meningite e sepsi. Le infezioni invasive possono colpire soggetti di ogni età: una maggiore frequenza e gravità del quadro si può osservare nei bambini con meno di 24 mesi. Il rischio di forme invasive, cioè di meningite e di setticemia da pneumococco, aumenta anche di 100 volte nei bambini con malattie di base come deficit immunitari, anemia a cellule falciformi o talassemie, diabete mellito, insufficienza renale, mancanza di milza. Tali infezioni oltre ad essere molto gravi in sé possono, dopo la guarigione, dare sordità residua o altri deficit e nei casi più gravi possono provocare morte.

Come si trasmette. Anche questa malattia viene trasmessa per via respiratoria da persona a persona, attraverso le goccioline di saliva o le secrezioni respiratorie. Molti individui possono ospitare il batterio nella gola o nel naso senza per questo essere affetti dalla malattia e fungono da portatori. Il periodo di incubazione è generalmente breve da 1 a 3 giorni. Le infezioni da pneumococco hanno prevalenza massima nei mesi invernali, il batterio è ubiquitario.


Il vaccino antipneumococcico. Lo pneumococco appartiene ad una famiglia di batteri con numerosi sottotipi. I vaccini disponibili contengono una parte dei sottotipi esistenti: tuttavia quelli presenti nel vaccino sono responsabili della quasi totalità dei casi di meningite e setticemia da pneumococco. Sono disponibili due vaccini antipneumococcici:
- vaccino polisaccaridico 7-valente coniugato: efficace per la prevenzione della meningite, sepsi e polmonite nel bambino di età inferiore ai 24 mesi.
- vaccino polisaccaridico 23-valente: efficace per la prevenzione della meningite e delle forme respiratorie nei soggetti di età superiore ai 24 mesi.
Al momento tale vaccinazione è raccomandata, attraverso una Circolare ministeriale, per alcune categorie a rischio di infezione grave, come soggetti affetti da anemia falciforme e talassemia, diabete, broncopneumopatie croniche, insufficienza renale, immunodeficienze congenite, mancanza di milza. In alcune regioni viene proposta l’offerta gratuita a bambini frequentanti comunità, mentre in altre la gratuità è estesa a tutti i nuovi nati.

 

 






 
 
 
 

  



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