La
meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi,
le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane
si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che
possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo
mentale, paralisi motorie, epilessia. La meningite può essere provocata
sia da batteri che da virus; quella più temibile è la forma batterica
dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo b, pneumococco,
meningococco. Le varie forme di meningite dovute a virus sono, invece,
generalmente a decorso benigno. La gravità della meningite batterica è
più elevata in età pediatrica: gli esiti neurologici permanenti si
manifestano nel 30-35% dei casi; la mortalità nel 5-10% dei casi.
Come si manifesta. I sintomi sono assai variabili, possono
dipendere dall’età del bambino, a volte insorgono molto rapidamente ma
comunque sono generalmente molto gravi e riconoscibili come tali dai
genitori.
Nel lattante possono essere presenti irritabilità, nervosismo
implacabile, sonnolenza profusa, convulsioni mentre può essere assente
la febbre elevata. Nel lattante i sintomi sono più sfumati e possono
apparire meno gravi della realtà.
Nel bambino dopo i 12 mesi di età i sintomi sono più decisi: febbre
elevata, sopore, sonnolenza, mal di testa, perdite di coscienza,
rigidità del collo, vomito.
Come si può prevenire questa malattia? Oltre alle generiche
misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il
sovraffollamento, (certo soprattutto nel bimbo più grandicello spesso
difficilmente attuabile), l’unica misura veramente sicura ed efficace è
la vaccinazione.
La meningite è la malattia che in assoluto incute maggiore paura nei
genitori, essendo una malattia grave che interessa il cervello con
possibilità di esiti a distanza come sordità, ritardo psicomotorio,
paralisi motorie in un’elevata percentuale di casi e di morte
soprattutto nel bambino al di sotto dei due anni di vita.
La presenza di vaccinazioni sicure ed efficaci costituisce il più
importante strumento di prevenzione a nostra disposizione. Sapere come
si può manifestare la malattia è un importante strumento di conoscenza
per il genitore.
Dal 1994 il sistema di sorveglianza delle varie forme di meningite
batterica ha verificato un aumento costante dell’incidenza delle forme
dovute allo pneumococco affiancato alla diminuzione delle forme dovute
all’emofilo b. Questo dato è in linea con l’incremento della copertura
vaccinale per l’Haemophilus influenzae tipo b, mentre rileva l’assoluta
necessità di diffusione della vaccinazione antipneumococcica ad oggi
ancora raccomandata solo per alcune categorie a rischio.
Tra i pochi dati, peraltro sottostimati, e riferiti a questa fascia di
età, si può citare il dato dell’Istituto Superiore di Sanità che riporta
un’incidenza di 2,23 per 100.000 bambini. Una malattia, dunque, non così
rara.
Se volessimo, invece, parlare di “rischio meningite”, i dati sarebbero
molto più allarmanti: circa 60 casi per 100.000 bambini sotto i 3 anni.
Il Killer pneumococco. Perché è un pericolo. Lo pneumococco è un
batterio capsulato (come l’Hib) responsabile di infezioni comuni delle
vie aeree come otite, sinusite, polmonite e infezioni invasive come
meningite e sepsi. Le infezioni invasive possono colpire soggetti di
ogni età: una maggiore frequenza e gravità del quadro si può osservare
nei bambini con meno di 24 mesi. Il rischio di forme invasive, cioè di
meningite e di setticemia da pneumococco, aumenta anche di 100 volte nei
bambini con malattie di base come deficit immunitari, anemia a cellule
falciformi o talassemie, diabete mellito, insufficienza renale, mancanza
di milza. Tali infezioni oltre ad essere molto gravi in sé possono, dopo
la guarigione, dare sordità residua o altri deficit e nei casi più gravi
possono provocare morte.
Come si trasmette. Anche questa malattia viene trasmessa per via
respiratoria da persona a persona, attraverso le goccioline di saliva o
le secrezioni respiratorie. Molti individui possono ospitare il batterio
nella gola o nel naso senza per questo essere affetti dalla malattia e
fungono da portatori. Il periodo di incubazione è generalmente breve da
1 a 3 giorni. Le infezioni da pneumococco hanno prevalenza massima nei
mesi invernali, il batterio è ubiquitario.
Il vaccino antipneumococcico. Lo pneumococco appartiene ad una
famiglia di batteri con numerosi sottotipi. I vaccini disponibili
contengono una parte dei sottotipi esistenti: tuttavia quelli presenti
nel vaccino sono responsabili della quasi totalità dei casi di meningite
e setticemia da pneumococco. Sono disponibili due vaccini
antipneumococcici:
- vaccino polisaccaridico 7-valente coniugato: efficace per la
prevenzione della meningite, sepsi e polmonite nel bambino di età
inferiore ai 24 mesi.
- vaccino polisaccaridico 23-valente: efficace per la prevenzione della
meningite e delle forme respiratorie nei soggetti di età superiore ai 24
mesi.
Al momento tale vaccinazione è raccomandata, attraverso una Circolare
ministeriale, per alcune categorie a rischio di infezione grave, come
soggetti affetti da anemia falciforme e talassemia, diabete,
broncopneumopatie croniche, insufficienza renale, immunodeficienze
congenite, mancanza di milza. In alcune regioni viene proposta l’offerta
gratuita a bambini frequentanti comunità, mentre in altre la gratuità è
estesa a tutti i nuovi nati.