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Valeria Randone -
Psicosessuologa |
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’Odierni studi
psico-sessuologici, dimostrano ampiamente come la relazione di coppia
sia il “luogo” in cui vengono soddisfatti i bisogni di appartenenza,
sicurezza e crescita personale dei partners che la compongono. Gli
esseri umani, lungo il percorso evolutivo di crescita, si trovano a
vivere esperienze relazionali diverse, che possono essere sia a
vantaggio della crescita personale, che da ostacolo, in rapporto al
tempo e luogo psichico in cui avvengono.
E’ utile comprendere se la relazione di coppia, in cui i singoli vivono
ed a cui appartengono, è di qualche utilità nel favorire il loro
sviluppo psichico ed emozionale o diviene una sorta di gabbia e zavorra,
che tende ad inglobare i membri della relazione, paralizzandoli e
coartantandone la loro naturale capacità espressiva.
Un momento di crisi importante per la coppia, si manifesta quando i
partners non possono soddisfare i loro bisogni all’interno della
relazione stessa oppure, quando l’uno nei confronti dell’altro palesa
aspettative irrealistiche, che poi vengono stabilmente disattese. Uno
degli errori più comuni, che si manifesta anche all’interno delle
relazioni più rodate, è quello di attribuire all’altro, la propria
felicità. Questo processo di “delega psichica”, investe il coniuge di
responsabilità che non gli appartengono, danneggiando il rapporto e
nutrendolo di aspettative salvazionistiche di propria infelicità.
Questi episodi di crisi, possono trasformarsi in possibili tradimenti,
mossi dalla speranza-desiderio, di trovare altrove quello di cui il
partner insoddisfatto necessita.
Una coppia vive bene ed in buona salute, quanto più riesce ad adattarsi
alle esigenze legate al processo evolutivo dei due partners che la
compongono, anzi meglio ancora, favorirne lo sviluppo. Questa condizione
si manifesta, quando ciascuno è in grado di utilizzare lo scambio con
l’altro, a favore della propria crescita e dell’evoluzione delle proprie
potenzialità, senza sentirsi minacciato dalle differenze, divenendo
protagonista assoluto del proprio sentire.
Uno degli errori madornali ed anticipatori di una burrasca sentimentale
e matrimoniale, a cui va incontro la coppia di oggi, è quello di
desiderare all’inizio e, tentare tenacemente dopo, di cambiare l’altro!
Molte coppie che frequentano il mio studio, si lottano per tutta la
vita, con efferata tenacia, nel tentativo di azzerare le differenze; che
siano caratteriali, emozionali, relative alle abitudini più intime,
ecc….affaticandosi e stremandosi vicendevolmente, fino a quando la
stanchezza e la rabbia, lascia lentamente ed inconsapevolmente il posto,
all’odio o peggio all’indifferenza.
L’ “omologazione” dell’altro a se, nell’illusoria speranza di trovare la
propria felicità, apre le porte alla tensione, all’acredine ad allo
stress cronico. Un cambiamento importante di prospettiva, improntato a
valorizzare le differenze ed a cogliere le diversità che l’altro
possiede, proietta la coppia verso un mutuo scambio esperenziale ed
emotivo ed assolve al compito principe di soddisfare i bisogni di
appartenenza, sicurezza e crescita personale, mantenendo in buona salute
la relazione e vivificato il talamo.