Sono
stati circa 4 milioni gli esami di screening oncologici effettuati in
Italia nel 2008 e quasi 8 milioni e mezzo gli italiani invitati a
prendere parte a uno dei tre programmi di prevenzione previsti, quello
mammografico, quello della cervice uterina e quello colonrettale. I
tumori individuati sul territorio nazionale sono stati 11.500, dei quali
5500 alla mammella, 2700 al colon retto e 3300 alla cervice uterina.
I numeri sono stati resi
noti ieri in occasione dell’ottavo convegno dell’Osservatorio Nazionale
Screening (ONS), realizzato in collaborazione con la Regione Piemonte e
il Centro di Riferimento per l'Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica
in Piemonte (CPO), presso il Centro Incontri a Torino.
In Piemonte i programmi
di screening “Prevenzione Serena” hanno consentito di individuare, nel
2008, 750 carcinomi al seno, 800 lesioni preinvasive al collo
dell’utero, 123 adenomi e 556 carcinomi avanzati al colon retto. Le
donne invitate a sottoporsi alla mammografia sono state 204 mila, quelle
invitate a fare il pap-test 396 mila e l’adesione è stata
rispettivamente del 64% e del 44%. Per quanto riguarda il cancro al
colon retto, hanno ricevuto l’invito a sottoporsi alla sigmoidoscopia
flessibile 22.200 piemontesi (adesione del 29%) e al test del sangue
occulto delle feci 48.654 persone (adesione del 33%).
Tra il 2003 e il 2008, in Italia, l’estensione teorica dello screening
mammografico (che esprime il rapporto fra la popolazione che vive in
un’area dove è attivo un programma di screening e l’insieme della
popolazione italiana) è cresciuta dal 56,2% al 87%, pur permanendo uno
squilibrio fra nord e centro da un lato e sud e isole dall’altro. Nel
2008, inoltre, l’estensione effettiva (cioè la percentuale di donne di
età compresa fra i 50 e i 69 anni effettivamente invitate) è pari al 69%
(88% al nord, 77% al centro e 38 % al sud).
Per quanto riguarda lo screening della cervice uterina, nel 2008 il 75%
del territorio nazionale è coperto da programmi organizzati. La
differenza fra nord, centro e Italia meridionale e insulare è in questo
caso meno marcata. Infatti, nel 2008 si passa dal 68% circa del nord al
86% del centro al 77% del sud. Il 63% delle donne residenti nella fascia
di età 25-64 anni ha ricevuto effettivamente la lettera di invito (65%
al centro, 76% al nord, 54% nel sud e nelle isole). Cinque anni fa la
percentuale di copertura effettiva era solo il 43%.
I programmi di screening del carcinoma colonrettale italiani, anche se
di più recente attivazione, rappresentano una delle realtà più
importanti a livello internazionale.
Mentre prima del 2004 praticamente non esistevano programmi organizzati
di diagnosi precoce per questo tumore, nel 2008 risulta coperto dallo
screening del carcinoma colonrettale (mediante ricerca del sangue
occulto fecale, nella grande maggioranza di casi, o mediante
rettosigmoidoscopia) circa il 51% del territorio nazionale. La copertura
riguarda essenzialmente il nord (73%) e il centro (56%), mentre questo
screening è meno diffuso al sud (16%), dove però è cresciuto rispetto
all’anno precedente. Nella grande maggioranza dei casi l’indagine si
effettua mediante la ricerca del sangue occulto fecale e in Piemonte
anche mediante rettosigmoidoscopia Le persone effettivamente invitate
(donne e uomini fra i 50 e i 70 anni nella maggior parte delle Regioni,
donne e uomini di 58-60 anni invitati alla rettosigmoidoscopia in alcuni
programmi) sono il 36% della popolazione target, con una grande
differenza fra nord (oltre il 60%) e centro (oltre il 30%) rispetto al
sud (5%), dove questo tipo di prevenzione interessa ancora oggi una
piccola minoranza delle persone che ne avrebbero diritto.
L’ONS nasce nel 2001 con il nome di Osservatorio Nazionale per la
Prevenzione dei Tumori Femminili, come rete dei centri di screening,
grazie al supporto della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Nel
2005 l’ONS ha assunto la denominazione attuale, ampliando le sue
competenze in funzione delle crescente attivazione dei programmi di
screening colonrettale.
Nel 2004 è stato individuato quale strumento tecnico a supporto sia
delle Regioni per l’attuazione dei programmi di screening, sia del
Ministero per la definizione delle modalità operative, monitoraggio e
valutazione dei programmi.