Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 15/12/2009

 

Cenoni e abbuffate, le feste maledette da chi soffre di disturbi alimentari


Renata Perretti - rperretti@hotmail.com 

Renata Perretti

Ed ecco che ci risiamo alle feste di fine d’anno: un momento di gioia o uno stress da evitare?
I cenoni di Natale e di Capodanno possono rappresentare un incubo per chi convive con disturbi alimentari. Coloro che soffrono di anoressia sanno bene, fin da ora, che probabilmente si ritroveranno isolati, ai margini di tavole ricche e imbandite, circondati da persone che si abbuffano e che dovranno inventare invariabilmente nuove scuse; avranno tutti gli occhi puntati addosso e (se fortunati) dovranno ascoltare a ripetizione i commenti e le raccomandazioni dei familiari preoccupati. Lotteranno ancora una volta contro le tentazioni, pur sapendo di essere i più forti, di non cascarci, di dover solo innalzare un altro po’ le proprie mura di difesa. Anche quest’anno, dalla guerra con il cibo, ne usciranno vincitori…ma a quale costo e con quanto spreco di energia!


I bulimici, d’altro canto, hanno cominciato a vivere queste festività alternando momenti di gioia pura, quando si abbuffano delle leccornie più squisite, dovunque in bella mostra, a momenti di sofferenza profonda, quando i sensi di colpa li spingono a disfarsi delle calorie ingerite.
E’ uno yo-yo di euforia con i torroni, i pandori e i panettoni e di ore cupe passate a testa in giù nel bagno, a ingurgitare lassativi o sui tapis roulant che girano veloci nelle palestre. Che inferno! Altro che Bianco Natale.


Per tanti anni li ho vissuti anche io questi momenti, sia da anoressica che, più tardi, da bulimica. E la depressione non tardava mai ad arrivare: le giornate trascorse a letto in lacrime dopo le feste, i regali che non portavano nessuna gioia, le calze ripiene di dolciumi che mi mettevano alla prova. E poi i dolori allo stomaco, i gonfiori diffusi su tutto il corpo, gli occhi provati e l’alito cattivo. Dormivo male in quei giorni; invece di riposare durante le feste, ne uscivo esausta, ancora più esaurita. Mi svuotavo in tutti i sensi e poi ci voleva un bel po’ per riprendermi, nonostante l’aiuto dell’analista (che però il mio panettone lo accettava felice e se lo mangiava senza problemi). Come avrei voluto ricevere soltanto un regalo: quello di affrontare le feste in serenità, con la mia famiglia, senza abbuffate, senza tentazioni, senza dolori inutili. Avrei voluto dirglielo più volte di evitare quell’abbondanza, quello spreco di cibo almeno per un anno; di cercare tutti insieme di rendermi giorni di festa più facili. Ma non ci riuscivo. Mi sarei sentita in colpa per aver rovinato il Natale a tutti. E allora ecco che entravo sorridente nella cucina invasa di profumi, con i piatti caldi via via sfornati, i dolci e le ceste natalizie traboccanti di ogni bene. E poi la tentazione aveva la meglio. “Solo per quest’anno”, mi ripetevo e affondavo il volto nel pandoro imbiancato.


Ma non più oggi e prego anche voi, che mi ascoltate e che soffrite, di trattenervi. Non so nemmeno perché ci si debba abbuffare a Natale, non dovrebbe essere una festa cristiana e basta? Quindi non ha poi tanto senso. Cerchiamo di darglielo noi un senso, almeno alla nostra vita. Diciamo di no alle cucine che odorano di cibo come dei ristoranti, ai torroni e alle cioccolate. Per un anno, almeno, cerchiamo di mangiare come ogni giorno, regolarmente o il più normale possibile. Senza digiunare ma senza strafare. Il cenone natalizio non vale la sofferenza e i sensi di colpa che ci attaccheranno dopo. E, se esageriamo, lasciamo correre per una volta: davvero non basta un’abbuffata a stravolgere le nostre forme.
Se non lo riceviamo dagli altri, quest’anno, facciamocelo noi un regalo: prestiamo attenzione, per una volta, a ciò che ci accade intorno, ascoltiamo davvero il nostro corpo, riflettiamo sulle nostre azioni con maggiore calma. Non facciamoci prendere dall’euforia del cibo, non lasciamo che gli altri ci contagino a tavola, non digiuniamo, perché poi sarà ancora peggio. Regaliamoci delle feste diverse e, soprattutto, premiamoci avendo cura di noi stessi e dando più valore alle nostre esistenze.
 

 

"A testa in giù"
Autore: Renata Perretti
Argomento: disordini alimentari
Prezzo: 10€

Per l'acquisto contattare: rperretti@hotmail.com

 

 






 
 
 
 

  



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