Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 10/12/2009

 

Nuovo stent a rilascio di farmaco per la cura dell’arteriopatia periferica


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Il nuovo stent Zilver PTX a rilascio di farmaco per il trattamento dell’arteriopatia periferica, una malattia cronica che colpisce decine di milioni di persone in tutto il mondo e una delle prime cause di amputazione della gamba, è una delle importanti innovazioni terapeutiche che saranno presentate al 7° Convegno sulla Interventistica Periferica, in corso ad Avellino l’11 e 12 dicembre 2009. Il Convegno, organizzato dal Professor Paolo Rubino, Responsabile del Laboratorio di Chirurgia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano, e dal Professor Carlo Ruotolo dell’Aorn Cardarelli di Napoli, sarà un’importante occasione di incontro e confronto tra esperti italiani ed internazionali per esaminare i nuovi protocolli diagnostici e terapeutici della patologia arteriosa periferica e aortica e in particolare il crescente ricorso, grazie alle nuove tecnologie oggi disponibili, a interventi meno invasivi.


Una delle più recenti innovazioni tecnologiche per il trattamento mini-invasivo dell’arteriopatia periferica (PAD) è Zilver PTX, il nuovo stent a rilascio di farmaco sviluppato da Cook Medical. Da poco disponibile anche in Italia, Zilver PTX è il primo stent appositamente progettato e approvato per il trattamento dell'arteriopatia periferica che colpisce l'arteria femorale superficiale (SFA), il principale vaso sanguigno della gamba. Si tratta di uno stent auto-espandibile realizzato in nitinolo, che prima ripristina il flusso sanguigno nell’arteria e poi rilascia in maniera mirata il paclitaxel, il farmaco che riduce il successivo stringimento (ristenosi) delle arterie. Un significativo vantaggio clinico del nuovo stent Zilver PTX è l’assenza di polimeri, che negli stent a eluizione di farmaco precedentemente utilizzati rimanevano nel corpo dopo che il farmaco si era dissolto nei tessuti circostanti. Zilver PTX annulla pertanto i rischi potenziali per i pazienti, tra i quali la formazione di trombi e di infiammazioni, mettendo così a disposizione dei medici una opzione terapeutica completamente nuova che consente di evitare il ricorso al bypass chirurgico, solitamente più doloroso e che richiede un ricovero ospedaliero più lungo, e a precedenti procedure minimamente invasive quali l'angioplastica a palloncino e gli stent di metallo, tradizionalmente meno traumatici ma anche meno efficaci.


Nel corso del Convegno, gli esperti faranno il punto sulle opzioni terapeutiche più avanzate nel campo dell’interventistica periferica e aortica e saranno trasmessi dal vivo diversi interventi, tra cui l’impianto del nuovo stent Zilver PTX a rilascio di farmaco che sarà realizzato alla Clinica Montevergine dall’équipe del Professor Paolo Rubino.
Le patologie ostruttive degli arti inferiori sono la prima causa di amputazione chirurgica in Europa, un intervento che potrebbe essere evitato nell’80 per cento dei casi con la diagnosi precoce dell’ostruzione e la rivascolarizzazione dell’arto.
“Purtroppo l’incidenza di reocclusione dell’arteria femorale superficiale è ancora il tallone di Achille della rivascolarizzazione percutanea degli arti inferiori”, commenta il Professor Paolo Rubino, Responsabile del Laboratorio di Chirurgia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano. “In questo la tecnologia sta sperimentando sempre nuovi dispositivi per prevenire la restenosi delle arterie trattate. Proprio su questa linea sarà impiantato, nel corso di uno dei casi trasmessi dal vivo dal nostro laboratorio, lo stent a rilascio locale di farmaco Zilver PTX. L’impiego di questo dispositivo ha consentito di ridurre l’incidenza di reocclusione nei pazienti trattati in studi clinici randomizzati. La possibilità d’impiegare questo dispositivo nella cura dei nostri pazienti offre una speranza concreta per la cura della patologia ostruttiva dell’arteria femorale superficiale”.

 

 






 
 
 
 

  



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