“Riconoscere
l’obesità come malattia sociale e riconoscere l’handicap dell’obeso
grave”. Il sen. Mauro Cutrufo, Vicesindaco di Roma, nel suo
intervento alla conferenza stampa di presentazione di una serie di
iniziative sull’obesità, ha evidenziato alcuni dei principi cardine su
cui si basa il disegno di Legge da lui presentato a Palazzo Madama che è
in attesa di essere calendarizzato per essere discusso in Aula. “Lo
Stato deve farsi carico di quello che può considerarsi ormai il male del
terzo millennio e dare supporto ai cittadini afflitti da quella che è
una malattia a tutti gli effetti e dalla quale nascono e scaturiscono
ogni sorta di patologie quali ipertensione, malattie cardiovascolari in
genere, diabete. Basta pensare a quanto, questa malattia ed i suoi
“derivati”, costino allo Stato in termini economici – ha detto
Cutrufo. Il disegno di legge che ho presentato, realizzato con il
contributo dell’Adao, un’associazione che si occupa degli studi e della
ricerca sui disturbi alimentari e l’obesità – ha detto Cutrufo
– individua un’azione concreta effettiva unita ad una di prevenzione.
Prevenzione e comunicazione possono essere, infatti, una delle soluzioni
per risolvere un problema su cui molti paesi hanno già legiferato. Negli
Stati Uniti l’obesità è un fatto conclamato e di gravi proporzioni tanto
che c’è stato un vero e proprio boom nella chirurgia estetica, ma esiste
anche una legislazione sulla materia. In Italia il fenomeno
fortunatamente non è così preoccupante, ma visto l’alto numero di
persone sovrappeso ed obese, è necessario agire per la prevenzione, ma
anche rispondere a tutta una serie di esigenze per quei cittadini, gli
obesi gravi, affetti da questa malattia. Penso ai lettini operatori, od
a quelli delle ambulanze, od ancora ai farmaci, veri salvavita per gli
obesi gravi, che comportano un costo elevato e che dovrebbero essere
distribuiti a carico del servizio sanitario nazionale. Accanto a questo
è necessario una campagna di comunicazione, come è stato per quella
antifumo, che informi sui rischi che una cattiva alimentazione comporta,
tra cui quelli del sovrappeso e dell’obesità”.