Le dichiarazioni dell'on. Gasparri riportano all'attenzione
dell'opinione pubblica il fallimento dell'operato del vice-ministro
Fazio in relazione alla gestione della pandemia da virus influenzale
A/H1N1.
Il motivo principale del fallimento della gestione di questa pandemia
influenzale è dipeso innanzitutto dal ritardo con cui è avvenuta la
consegna dei vaccini da parte dell’Azienda produttrice e dal ritardo con
cui è iniziata la campagna vaccinale. La curva epidemica di questa
pandemia, che in questo momento si trova nella sua fase discendente, non
ha risentito minimamente della vaccinazione, essendo questa avvenuta
troppo tardi ed avendo interessato una percentuale minima di
popolazione.
Un secondo elemento che ha portato all’insuccesso della gestione Fazio è
stata la scarsa adesione della popolazione e degli stessi medici alla
vaccinazione. La comunicazione infatti è stata contradditoria, imprecisa
e poco efficace. Ad esempio, nelle varie dichiarazioni, questa pandemia
influenzale risultava avere una mortalità inferiore sempre diversa
rispetto a quella stagionale. Assolutamente poco persuasiva è stata la
sua comunicazione nel sostenere l’efficacia e la sicurezza del vaccino.
Scarsissima è stata la leadership esercitata nei confronti dei medici e
del personale sanitario che ben si ricordano come in una trasmissione di
Porta a Porta, all’inizio del suo mandato, Fazio disse di non vaccinarsi
mai contro l’influenza stagionale. Chiunque sia competente in materia
non può non avere notato il suo disagio e gli errori commessi, ad
esempio quando raccomandava che la vaccinazione dovesse proseguirsi
anche quando l’epidemia si stesse spegnendo per eradicare il virus e
prevenire una possibile mutazione! Altro errore della sua gestione è
stata quella di non impiegare lo stock di antivirali di cui è in
possesso lo Stato italiano, impiego che avrebbe potuto spostare in
avanti il picco influenzale e dare maggior tempo per impiegare i
vaccini.
Di questa gestione Fazio restano i milioni di vaccini non impiegati e lo
spreco economico per lo Stato e quindi per tutti i cittadini. C’è da
augurarsi che, a seguito dello spacchettamento del ministero del lavoro,
salute e politiche sociali, non sia lui a ricoprire la carica di
Ministro della Salute
Walter Pasini