Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 07/12/2009

 

Mal di schiena: incontro interattivo con l’esperto


In Sardegna oltre 9.000 persone sono affette da patologie della colonna vertebrale tra cui ernie del disco, fratture vertebrali, discopatie degenerative.
L’approccio terapeutico, pur variando in base alla gravità dei casi, ha un iter progressivo, partendo da trattamenti conservativi (terapia farmacologica antalgica, fisioterapia, presidi terapeutici, riposo, ecc.), fino ad arrivare agli interventi chirurgici.
L’impatto sociale di queste patologie e gli effetti sulla qualità della vita sono estremamente negativi: per i pazienti che non vengono sottoposti ad intervento chirurgico l’assenza media dall’attività lavorativa è di circa 2 mesi nell’arco dell’anno.

Grazie alla continua evoluzione dei dispositivi utilizzati, l’approccio chirurgico alle patologie vertebrali è diventato sempre meno invasivo, e per questo praticabile anche nei confronti delle persone anziane, dimostrando la propria superiorità rispetto alle tecniche di chirurgia tradizionale per quanto riguarda la riduzione delle perdite ematiche durante l’intervento, del tempo di degenza ospedaliera e di recupero post-operatorio.

Questi, in estrema sintesi, i temi trattati in occasione dell’incontro dal titolo: “Mal di schiena: incontro interattivo con l’esperto” in programma oggi presso “Casa Lonis” a Senorbì (CA), organizzato dall’Associazione Famiglie “DOPO DI NOI” nell'ambito di una serie di eventi con l’obiettivo di affrontare problemi sanitari molto diffusi nella popolazione e di particolare impatto socio-economico. Tra i relatori il Dottor Luigi Piacciau dell’Asl 8 Cagliari che ha affrontato gli aspetti socio-sanitari del “mal di schiena”, il Dottor Leonardo Polizzi ed il Dottor Franco Floris, neurochirurghi presso l’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari che hanno parlato dei trattamenti chirurgici delle patologie della colonna vertebrale con particolare attenzione alle nuove tecniche percutanee mininvasive.

“Ogni anno nella nostra Regione vengono eseguiti circa 1.800 interventi chirurgici per patologie della colonna vertebrale di cui, un numero in continua crescita, con tecnica mininvasiva – ha affermato il Dottor Franco Floris. Le lesioni e i cedimenti strutturali della colonna vertebrale dovuti a traumi o a patologie degenerative sono diventati un vero e proprio problema sociale, se pensiamo che rappresentano una causa molto frequente di assenze dal lavoro. Se non adeguatamente trattate – continua Floris - queste patologie procurano stati cronici di dolore lombare, che si possono irradiare fino agli arti inferiori, e progredire in disabilità anche permanenti”.
“Quando i trattamenti conservativi come busto e gesso, e la terapia farmacologica, risultano fallimentari, è necessario impiegare tecniche di trattamento chirurgico
– ribadisce Floris. Oggi, grazie all’adozione di un’innovativa procedura percutanea mininvasiva di intervento chirurgico, è possibile recuperare in modo eccellente l’assetto anatomico-funzionale della colonna vertebrale, a fronte di una riduzione sostanziale delle complicanze post-operatorie che comporterebbe l’impiego delle procedure chirurgiche convenzionali. Questa tecnica di ‘stabilizzazione’ si applica attraverso l’inserimento, per via percutanea, di una barra di connessione collegata ai segmenti vertebrali tramite piccole viti. L’operazione viene eseguita attraverso un’incisione minima, della misura di massimo 1,5 cm. Il minor impatto dell’intervento semplifica notevolmente anche il successivo lavoro del medico fisiatra, accorciando il tempo di riabilitazione completa a sole 3 settimane”.

“Per la cura delle fratture vertebrali da trauma e da osteoporosi –
afferma il Dottor Leonardo Polizzi - è ora possibile ricorrere alla ‘cifoplastica con palloncino’. Si tratta di un rimedio rapido e mininvasivo che può evitare ai pazienti lunghi periodi di immobilità forzata a letto, l'uso del busto o una massiccia assunzione di farmaci per lenire l'intenso dolore alla schiena. La cifoplastica con palloncino – continua Polizzi - è un intervento di circa un'ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Il palloncino viene inserito per via percutanea, e una volta gonfiato, risolleva la vertebra fratturata posizionandola il più vicino possibile all'altezza originale. A questo punto, si procede con l'inserimento di un cemento osseo, biologico, totalmente riassorbibile. Dopo l'intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell'immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono innumerevoli: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore. Per il trattamento delle ernie del disco o delle stenosi spinali lombari che causano la compressione di una o più radici nervose – conclude Polizzi - esiste, poi, una procedura di decompressione chirurgica mininvasiva per alleviare la pressione sui nervi spinali attraverso l’inserimento per via percutanea di ‘spaziatori interspinosi’. Anche in questo caso l’intervento avviene in anestesia locale, attraverso una piccola incisione”.


 

 






 
 
 
 

  



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