Al Castello Estense di Ferrara il prossimo 4 dicembre si apre il
convegno “Le Malattie Rare in Emilia Romagna – la Malattia di Pompe”.
Il meeting - organizzato dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di
Ferrara con il coordi-namento delle Dottoresse Elisabetta Sette e
Valeria Tugnoli e promosso da Genzyme (azienda biotecnologica
impegnata nella ricerca, nel trattamento e nella diffusione di una più
approfon-dita conoscenza delle malattie rare da accumulo lisosomiale) -
fornirà a neurologi, pediatri, pneumologi e altri specialisti
informazioni su aspetti clinici e terapeutici della rara malattia di
Pompe, una patologia che colpisce in Italia circa 100 persone e in
Emilia Romagna meno di 10.
Ma l’appuntamento rappresenta anche l’occasione per fornire una
testimonianza e condividere alcuni risultati su un modello organizzativo
“hub and spoke” virtuoso inaugurato tra anni fa dall’Azienda Ospedaliera
Universitaria di Ferrara per una gestione ottimale del paziente Pompe:
dalla diagnosi al monitoraggio post terapia.
“Nel 2006, quando per la prima volta è arrivata in Italia una terapia
specifica per il trattamento della Glicogenosi di tipo II o Malattia di
Pompe che ha rivoluzionato l’approccio alla malattia bloccandone
l’evoluzione nei casi più gravi (follow up a 3 anni), avevamo nel
no-stro Centro 2 pazienti adulti diagnosticati in collaborazione con il
dottor Merlini dell’Istituto di Genetica Medica – spiega la
Professoressa Maria Rosaria Tola, Direttore dell’Unità Operativa
di Neurologia del S. Anna di Ferrara – Abbiamo così cercato di far
diventare Ferrara un centro d’eccellenza per il trattamento di questa
patologia.
Oggi la nostra struttura,grazie all’adozione di un modello hub and
spoke, ci permette di offrire a tutti i paziente adulti della Regione un
centro di riferimento con un’equipe medica altamente specializzata nella
diagnosi e nella cura, che dialoga e si coordina con strutture
pe-riferiche (spoke) presenti sul territorio e più vicine al domicilio
del paziente, dove è possibile effettuare la terapia.”
Il modello organizzativo adottato garantisce così al malato un ciclo di
cure a “misura d’uomo” ma non solo, permette infatti anche la raccolta
di dati epidemiologici e informazioni da inserire nel registro regionale
sulla malattia, oltre che la condivisione di conoscenze ed e-sperienze
cliniche su una patologia rara purtroppo ancora a molti sconosciuta.
Cos’e’ la glicogenosi di tipo II o malattia di pompe
È una malattia genetica del metabolismo dovuta al deficit dell’enzima
lisosomiale alfa-glucosidasi. La malattia presenta due differenti quadri
fenotipici: la forma infantile che si ma-nifesta entro i primi mesi di
vita e presenta un quadro clinico caratterizzato da grave ipotonia,
cardiomegalia e cardiopatia ipertrofica con insufficienza respiratoria.
Se non diagnosticata e trattata precocemente causa la mortalità nei
primissimi anni di vita. La forma ad esordio tar-divo colpisce invece
prevalentemente i muscoli e risparmia generalmente il cuore. I sintomi
di esordio compaiono in adolescenza o in età adulta: i pazienti perdono
la capacità di deambulare autonomamente, mentre dal punto di vista
respiratorio si realizza un deterioramento progressi-vo della capacità
ventilatoria che, se cronica, necessita il ricorso a una ventilazione
assistita o alla trachetomia.
Nella cura della malattia di Pompe diventa fondamentale la diagnosi
precoce della patologia.