Quanto
si sentono soli gli anziani? Quanti sono in grado di fare la spesa e
cucinare? Quanti farmaci assumono regolarmente? E come trascorrono le
giornate? E a quanti è sufficiente la pensione che percepiscono? Sono
alcune delle domande del questionario che i medici di famiglia
sottoporranno ai loro assistiti. Le risposte che gli anziani forniranno,
insieme ai dati degli archivi delle aziende sanitarie locali,
permetteranno di costruire, per la prima volta, un quadro completo della
vita quotidiana degli over65, per identificare gli aspetti da
migliorare. In questo modo sarà possibile sviluppare iniziative mirate
per aumentare il loro benessere.
“Gli obiettivi dello studio sono due” – illustra Niccolò
Marchionni, Presidente Società Italiana di Gerontologia e Geriatria
- “il primo consiste nel descrivere, tramite dati presenti in archivi
amministrativi ASL, le condizioni di morbilità e l’appropriatezza
dell’uso di farmaci da parte di oltre mezzo milione di over65, mentre il
secondo è illustrare la percezione soggettiva di un campione di anziani
della propria condizione di salute e del proprio stato di benessere,
attraverso un questionario somministrato dai medici di famiglia”.
“La Fondazione sanofi-aventis ha deciso di collaborare fattivamente alla
realizzazione di questo progetto con un investimento significativo”
– spiega Marco Scatigna, Direttore Generale della Fondazione e
Direttore Scientifico della Società sanofi-aventis - “per favorire la
conoscenza sullo stato di salute della popolazione anziana italiana ed
identificare le aree dove sia possibile intervenire attraverso programmi
dedicati”.
Archivi ASL di 6 Regioni: analizzata la quotidianità di 580.000
anziani
Per l’analisi delle condizioni di salute dell’anziano è previsto
l’utilizzo degli archivi amministrativi farmaceutici e di dimissione
ospedaliera di 6 ASL situate in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio,
Campania e Puglia. Queste strutture sanitarie assistono complessivamente
oltre 580.000 anziani su circa tre milioni di assistibili. I dati
disponibili presso gli archivi delle ASL citate sono quelli anagrafici,
delle prescrizioni farmaceutiche e delle schede di dimissione
ospedaliera.
Il tutto verrà condotto nel totale rispetto della normativa sulla
privacy utilizzando dati aggregati.
Ecco di seguito le ASL che partecipano alla ricerca SIGG:

Il questionario: la qualità di vita quotidiana in casa, le attività
ricreative e la soddisfazione
Il questionario raccoglie informazioni sul livello di autonomia
funzionale nelle attività di base e strumentali della vita quotidiana,
l’utilizzazione dei servizi sanitari, le condizioni socio-economiche, la
presenza di deficit sensoriali. E’ stato già dimostrato, in una indagine
pilota condotta dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Geriatria
dell’Università di Firenze e pubblicata recentemente sul Journal of the
American Geriatrics Society, che tali informazioni predicono lo sviluppo
di disabilità, le ospedalizzazioni e la mortalità della popolazione
anziana.
Le domande del questionario sono suddivise in tre sezioni.
La prima indaga la situazione di eventuale solitudine, la capacità di
gestire la vita quotidiana in autonomia (camminare in casa, alzarsi e
vestirsi, mangiare e lavarsi, fare il bucato, cucinare, fare la spesa,
prendere le medicine), ma anche il livello di vista, di udito e di
memoria, la frequenza di ricoveri ospedalieri, la tipologia di
assistenza domiciliare, il numero di farmaci assunti regolarmente,
l’evoluzione dello stato di salute e del peso nel tempo e, infine, la
valutazione dell’adeguatezza del reddito.
La seconda sezione prende in esame il tempo libero e la vita all’aperto.
Le domande riguardano la frequenza con cui si esce, attività creative
(dipingere, fare la maglia, ecc.), sociali (bar, club, giochi di carte),
all’aria aperta (camminare, orto, giardinaggio), l’esercizio fisico
(ginnastica, bicicletta), la frequentazione di cinema, teatro, concerti,
le attività religiose (messa, ecc.), la lettura e lo studio.
La terza sezione riguarda il livello di soddisfazione dell’anziano nel
complesso della sua vita e, della sua salute.
Al termine della compilazione del questionario, l’anziano viene
sottoposto al test funzionali come, ad esempio, la misura della velocità
di marcia, un dato fortemente predittivo del rischio di disabilità.