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Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali
Migrain Day clicMedicina - redazione@clicmedicina.it Il migrain day svolto in questi giorni a Torino ha evidenziato la gravità della cefalea cronica quotidiana (chronic daily headache – CDH) - la forma più grave e invalidante di mal di testa con attacchi di emicrania quotidiani (dolore pulsante, unilaterale, nausea e vomito, fastidio alla luce, rumori e odori), complicata dall’abuso di farmaci che affligge circa 3 milioni degli 8 milioni di malati. “Questa forma - ricorda Pinessi - si associa spesso a un abuso di analgesici quotidiano (fino a 7 -8 dosi) che causa assuefazione e dipendenza - un circolo vizioso che porta il malato ad aumentare l’assunzione di farmaci creando una condizione di dolore cronico sostenuto proprio dai farmaci: la Cefalea da abuso di farmaci (MOH Medication Overuse Headache). L’abuso farmacologico inibisce infatti il sistema antinocicettivo cerebrale deputato al controllo del dolore e altera i sistemi serotoninergici cerebrali rendendo inefficaci le terapie dell’emicrania. In questi gravi casi si ricorre alla “disintossicazione” con il ricovero in ospedale del paziente per 1 – 2 settimane con un’astinenza controllata che interrompe il meccanismo di abuso. Il farmaco di abuso viene sostituito da terapie a base di soluzione reidratante, vitamine, antiossidanti, detossificanti, sostanze antinausea, tranquillanti, farmaci antidepressivi e neurolettici che agiscono sulla soglia del dolore e sui sintomi da astinenza che interrompono il circolo vizioso dell’assuefazione - dipendenza. Successivamente si instaura una terapia preventiva che agisce non sui sintomi ma sulle cause della cefalea, basata su farmaci (neuromodulatori e antiepilettici). Per evitare ricadute il paziente viene seguito con visite periodiche per 1- 2 anni”. Il mal di testa, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle più importanti cause di disabilità, in Italia rimane una malattia nascosta, sottovalutata, mal diagnosticata e mal curata. Il SSN infatti la include nei livelli minimi di assistenza (lea) come patologia minore - con la conseguenza che la maggior parte dei malati (circa il 50%) spesso non si rivolge al medico ma si autocura con analgesici da banco abusandone e cronicizzando la malattia.
Costi economici. In Italia si spendono circa 600 euro per
paziente/anno, (visite mediche, ricoveri, spesa farmacologica) per un
totale di oltre 3 milioni di euro. I Centri Cefalee della Società
Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) diffusi in tutta Italia sono
a totale carico del Sistema Sanitario Italiano e quindi gratuiti e ci si
può rivolgere direttamente o con la prescrizione del medico curante.
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