Codice
bianco, verde, giallo, rosso. E, oggi, anche argento: in pronto soccorso
si sta facendo strada un codice speciale, riservato agli anziani e
assegnato dopo una valutazione semplice e di pochi minuti ai soggetti
più fragili, a maggiore rischio di mortalità. Se i pazienti “Codice
Argento” vengono ricoverati nei reparti di geriatria, i più attrezzati
per seguire gli over 75, la mortalità durante e dopo la degenza
ospedaliera si riduce di un terzo: lo dimostrano i risultati ottenuti in
Lazio con l'applicazione del metodo su oltre 3000 pazienti in tre
ospedali, che saranno presentati in anteprima durante il 54° Congresso
della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. Il prossimo passo
sarà la valutazione dei risultati ottenuti nelle altre 3 Regioni che
stanno partecipando alla sperimentazione sul campo del Codice Argento,
avviata all’inizio del 2009 e finanziata dal Centro Controllo Malattie
del Ministero della Salute, diretto da Massimo Fini.
Il punto di forza del Codice Argento è la sua semplicità. Il Codice è
stato ideato da un gruppo di ricercatori – coordinato dal Prof.
Niccolò Marchionni – del Dipartimento di Geriatria dell'Università
di Firenze, analizzando i dati di oltre 11.000 persone con oltre 75 anni
arrivate ai pronto soccorso di tutti gli ospedali pubblici del capoluogo
fiorentino durante il 2005. Il metodo, pubblicato su Journals of
Gerontology nel gennaio 2009, attraverso la valutazione di dati
clinico-amministrativi di rapida reperibilità, consente di assegnare il
Codice Argento a ogni paziente, accompagnandolo con un “punteggio”
indicativo della gravità del caso. “Chiunque può fare l'assegnazione
del Codice Argento in meno di cinque minuti – spiega Niccolò
Marchionni, presidente della Società Italiana di Gerontologia e
Geriatria – Basta infatti tener conto di elementi come sesso, età,
stato civile, ricoveri ospedalieri precedenti, assunzione di farmaci,
per ottenere un punteggio che indica quattro classi di rischio
predittive della gravità clinica. I casi più seri sono quelli che
totalizzano oltre 7 punti: in questi soggetti si è osservato che il
ricovero in un reparto di geriatria o di medicina interna può fare la
differenza fra morire e sopravvivere. In chi ha un Codice Argento con 11
o più punti, ad esempio, essere curati da un geriatra riduce del 30 per
cento la mortalità durante e dopo il ricovero in ospedale”. Questo
non significa che i medici dell'anziano siano più bravi degli
internisti, come Marchionni tiene a sottolineare: “Il geriatra
però utilizza una valutazione multidimensionale del paziente che, in
medicina interna, spesso non si fa – chiarisce il geriatra –
Anche la dimissione è più “protetta” se si è passati dal reparto di
geriatria: i medici degli anziani infatti valutano sempre l'opportunità
di fisioterapia, riabilitazione, assistenza domiciliare integrata
successive al ricovero”.
I dati raccolti nel Lazio dimostrano che l'approccio è fattibile e
funziona; adesso si attendono i dati delle altre tre Regioni coinvolte
per poter poi estendere l'utilizzo del Codice Argento in tutta Italia.
C'è però un limite alla possibilità di introdurre il Codice ovunque: in
tutto il Paese, infatti, i geriatri sono appena 2800 e i reparti di
geriatria 150, mentre secondo le stime degli esperti ne servirebbero
almeno il doppio. «I reparti geriatrici per acuti poi sono ancora
meno – informa Marchionni – Per di più, non sono
distribuiti in modo omogeneo ma a macchia di leopardo: alcune Regioni,
come il Veneto, hanno molti posti letto di geriatria nelle principali
città; al Sud, in molte Regioni, i letti di geriatria sono assai più
rari. È quindi opportuno che la rete geriatrica italiana venga
potenziata e allargata, per ridisegnare l'assistenza sanitaria e
socio-sanitaria dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non
autosufficienza».