Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 30/11/2009

 

AIDS: all’Amedeo di Savoia tre iniziative per la prevenzione


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Sono tre le iniziative dell’Ospedale Amedeo di Savoia in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS di martedì 1° dicembre curate, rispettivamente, dall’Ambulatorio IST – Infezioni sessualmente trasmissibili della Clinica Universitaria e dalla Divisione A Malattie Infettive: la possibilità di fare i test per HIV e sifilide in orario pomeridiano, senza perdere una giornata di lavoro, la presentazione del progetto “Gioca sicuro” per la prevenzione della sifilide che vede coinvolti CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Regione Piemonte, e di cui l’ASL TO 2 è partner, e il varo del progetto UnMondoPositivo con un sito web dedicato alle persone sieropositive, realizzato anche grazie ad un finanziamento regionale.


I test - Dalle 14 alle 20 presso l’Ambulatorio IST nel Padiglione Rudigoz dell’ospedale di corso Svizzera 164 tutti avranno la possibilità di effettuare gratuitamente i test per l’individuazione degli anticorpi anti-HIV e anti-Treponema, il batterio responsabile della sifilide. Medici e infermieri si alterneranno per effettuare i prelievi di sangue mentre il personale del laboratorio di Microbiologia e Virologia ha assicurato la propria disponibilità per le analisi dei campioni. Volontari del Progetto Giocasicuro e dell’Associazione Piemonte Anlaids distribuiranno dépliant e materiale informativo e offriranno, a chi si presenta al test, cioccolatini e una bevanda calda. L’iniziativa verrà ripetuta sabato 12 dicembre.
“Si tratta – spiega il dott. Ivano Dal Conte, responsabile dell’ambulatorio IST – di una iniziativa di informazione e prevenzione riguardo alle infezioni a trasmissione sessuale. Per quanto riguarda l’AIDS, i dati epidemiologici del Piemonte dimostrano infatti che negli ultimi anni circa un terzo dei nuovi casi di infezione da HIV è arrivato alla diagnosi troppo tardi o perché già in AIDS conclamato o perché l’infezione era progredita al punto da compromettere il successo delle cure: è quindi fondamentale avvicinare il più possibile le persone ai test per l’HIV e le altre infezioni sessualmente trasmesse, come strumenti di prevenzione”.


Progetto Gioca sicuro - Ma l’appuntamento del 1° dicembre sarà anche l’occasione per presentare l’iniziativa di prevenzione della sifilide rivolto alla comunità omosessuale, progetto promosso dal CCM (un organismo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni per le attività di sorveglianza e prevenzione), di cui l’Ambulatorio IST è stato il coordinatore nazionale.
Malattia contagiosa a trasmissione sessuale, la sifilide è attualmente in aumento in molti Paesi occidentali, soprattutto tra persone giovani, omosessuali maschi e residenti nei grandi centri urbani. In Piemonte, le nuove diagnosi di sifilide sono passate dal 3% nel 2002 all’8% nel 2004 e, dopo una diminuzione nei due anni successivi, nel 2007 si è registrato un nuovo aumento con valori pari al 6%. Oggi la sifilide risulta essere la terza infezione sessuale più frequente dopo condilomi e chlamidia.
E se in generale i rapporti sessuali non protetti rappresentano la modalità di trasmissione principale per queste infezioni, per quanto riguarda la sifilide, è il sesso non protetto tra maschi che hanno rapporti con maschi a spiegare un terzo dei casi totali. Senza contare che la presenza di questa infezione aumenta fino a 5 volte il rischio di acquisire il virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con una persona sieropositiva.
Di qui l’avvio del progetto “Gioca Sicuro” per realizzare interventi di prevenzione primaria (informazione, counselling, promozione del condom e facilitazione dell’accesso ai test) nella popolazione omosessuale, iniziando nelle tre aree metropolitane italiane in cui si sono presenti le comunità gay più numerose: Torino, Milano, Roma. Il progetto, giunto alla sua fase operativa dopo l’estate, ha previsto una fase pilota sperimentata a Torino, per la messa a punto di una metodologia di interventi di prevenzione simili a quelli dimostratisi efficaci in USA e Gran Bretagna. A questo scopo sono state coinvolte le associazioni gay più rappresentative e altre agenzie/organizzazioni sociali e ricreative in diretto contatto con la comunità omosessuale cittadina.
“L’aspetto innovativo di questo progetto – continua Dal Conte - è fare prevenzione non verticalmente, cioè con provvedimenti decisi dall’alto da un’autorità sanitaria, ma orizzontalmente, ovvero attraverso il coinvolgimento delle persone interessate al problema che lavorano direttamente con le istituzioni sanitarie. Le figure centrali di questo progetto sono così i “promotori“ della salute, operatori delle comunità interessate adeguatamente formati per sviluppare, di concerto con i gestori di realtà aggregative locali, interventi personalizzati nei luoghi aderenti all’iniziativa. Gli interventi mirano ad aumentare la conoscenza dei rischi per la sifilide e a favorire l’uso del preservativo attraverso la distribuzione di materiale informativo e kit di prevenzione contenenti profilattici, lubrificanti e indirizzi dei centri sanitari in cui fare i test ematici”.


Il sito - Coinvolgere le persone HIV positive in un progetto di educazione e prevenzione per aumentare la conoscenza della malattia, la qualità della vita e per diminuire i comportamenti a rischio attraverso la creazione di una community “virtuale”: questo l’obiettivo del sito www.unmondopositivo.it realizzato, anche grazie ai fondi di un progetto di Ricerca sanitaria finalizzata della Regione Piemonte, dagli esperti della Divisione A Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia.
“Il progetto UnMondoPositivo si fonda sull’idea di partecipazione responsabile – sottolinea il dott. Giancarlo Orofino, medico infettivologo e responsabile dell’iniziativa - Lo sforzo di questi ultimi anni, caratterizzati dalla cronicizzazione della malattia, è andato nella direzione di favorire in particolare gli aspetti di qualità della vita, la cura della persona anche dal punto di vista psicologico, l’attenzione all’integrazione nella vita sociale e la creazione di una “community” di persone focalizzata sull’infezione da HIV. Chiediamo ai nostri utenti, in ambulatorio e online, di indicare le aree che considerano di maggiore interesse per darci la possibilità di un approfondimento specifico. Tale materiale verrà distribuito in ospedale, sarà pubblicato online e sarà oggetto di discussione sul sito”.
 

 

 






 
 
 
 

  



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