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Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali
Desiderio compulsivo, il piacere che non basta mai Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it
Le persone con desiderio sessuale compulsivo, sono spesso uomini con una vita sessuale caratterizzata da dipendenza dal sesso, hanno necessità di raggiungere molti orgasmi quotidiani, mediante rapporti sessuali o madiante l’autoerotismo. Questi pazienti spesso sono ossessionati da fantasie e comportamenti sessuali, che interferiscono ed impediscono lo svolgimento delle normali attività quotidiane e lavorative, creando notevoli problematiche all’interno di relazioni interpersonali ed ovviamente di una vita di coppia.
Una caratteristica di chi soffre di “dipendenza da sesso”, è la compromissione o l’assenza dei meccanismi di controllo del comportamento sessuale; tali soggetti vanno in contro a rischi notevoli, mettendo in atto comportamenti inadeguati, spesso in situazioni ambientali non idonee per la sessualità, per esempio in ufficio, in luoghi pubblici o affollati, ricercando rapporti facili con prostitute, consumando comportamenti sessuali non protetti, o adoperando materiale pornografico con modalità convulse. Quando, per eventi avversi, non riescono a soddisfare tale bisogno sessuale, o per assenza di una compagna consenziente o per la permanenza in luoghi non consoni, divengono marcatamente nervosi, intrattabili, irascibili, fino ad sfociare in una sintomatologia depressiva.
Le cause di questa disfunzione sessuale sono da ricercarsi spesso nelle caratteristiche del nucleo familiare d’origine. Tali pazienti, appartengono solitamente a famiglie con figure genitoriali, fredde, anaffettive, algide nella manifestazione d’amore genitoriale ed estremamente rigide nel comportamento. Spesso all’interno di queste famiglie vi sono altri tipi di dipendenze, oltre a quelle sessuali, quali per esempio dipendenza da alcol, gioco d’azzardo, dipendenze alimentari e da droghe.
Quale possibile terapia?
Molto spesso questo tipo di disfunzione è “ego-sintonica”, cioè in
sintonia con l’Io del soggetto, non creando alcuna spaccatura
all’interno della psiche e non generando così la necessità di un
percorso di cura. E’ molto frequente che sia la compagna a chiedere una
consulenza per potersi orientare e, per comprendere bene quello che le
sta accadendo, con la celata speranza di trascinare il compagno in
terapia. L’approccio terapeutico è sicuramente di tipo combinato, cioè
farmacologico e psicoterapico. Il primo, mediante la somministrazione di
anti-depressivi, regolarizza il tono dell’umore, che in questi pazienti
va in contro a frequenti fluttuazioni; il secondo, decodifica in termini
di vissuto il significato della dipendenza, rivisitando un passato
spesso rimosso ed estremamente doloroso, dando parole nuove e nuovi
significati alla sofferenza .
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