Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 27/11/2009

 

Tecnologie contro il cancro


Nel corso degli ultimi anni, i costanti progressi della tecnologia combinata alla biologia, alla chimica e all’informatica hanno permesso il raggiungimento di una maggiore efficacia nell’attività di ricerca scientifica.

L’ultima giornata del 51° Congresso della SIC – Società Italiana di Cancerologia è stata interamente dedicata proprio ai nuovi e più recenti strumenti per lo studio e la diagnosi precoce dei tumori. Si tratta di nuovi metodi specifici, non invasivi e sensibili, fondamentali per valutare più rapidamente l’efficacia dei diversi trattamenti.

La sessione congiunta con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), ha visto la partecipazione di Carmine Pinto del Policlinico S. Orsola – Malpighi (Bologna), la cui relazione ha evidenziato i progressi della tomografia ad emissione di positroni (PET) nella valutazione di risposta alla terapia. La PET è la principale tecnica di diagnostica medica e di imaging molecolare in vivo, ampiamente impiegata a scopo clinico, che fornisce informazioni funzionali, cioè scopre dove vi è un’attività metabolica eccessiva e quindi le conseguenti alterazioni molecolari, spesso sintomi della presenza di un tumore. Inoltre lo studio della composizione molecolare del paziente, fornisce informazioni basilari per indirizzare la giusta terapia.

“Le applicazioni prospettiche della PET possono essere importanti in due direzioni – spiega Pinto-: come fattore predittivo di risposta e per comprendere il meccanismo di azione dei farmaci. Oggi i farmaci agiscono su diversi bersagli cellulari. La PET ci fa capire su che parte del meccanismo biologico agisce il nostro farmaco”.

Silvana Del Vecchio, dell’Università Fedrico II di Napoli, ha parlato del contributo che l'imaging molecolare (in particolare la metodica PET-CT) può dare alla ricerca traslazionale in oncologia. In particolare nella selezione dei pazienti per determinare tipi di terapie a bersaglio molecolare, per la predizione della risposta, e infine nel monitoraggio.

“L'impiego di metodiche di imaging può accelerare il processo di trasferimento delle conoscenze dal laboratorio alla clinica – conferma Del Vecchio -. Dal laboratorio dove si identificano i nuovi target e i nuovi farmaci che poi devono essere valutati e validati in ambiente clinico, quindi l'imaging interviene proprio in questa fase di valutazione e validazione dei farmaci in clinica”.

La cellula tumorale ha sempre meno segreti, anche grazie alla microscopia più avanzata in grado di filmarne i movimenti all'interno del nostro corpo. Peter Friedl del Centre for molecular Life Sciences, Radbound University di Nijmegen, Olanda, ha presentato per immagini il percorso della cellula neoplastica che si tuffa nella circolazione per diventare metastatica. L’aiuto della filmografia al microscopio consente di sperimentare l’effetto di nuove terapie che possono arrestare questo percorso.

La scoperta più recente di Friedl è che le cellule dei tumori migrano insieme, a gruppi, in una “migrazione collettiva” e quindi, in qualche modo, si “spalleggiano” tra di loro e fanno un fronte comune. Un bersaglio nuovo e complesso che l’imaging e la terapia devono affrontare.

 

 






 
 
 
 

  



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