Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 26/11/2009

 

Il "microambiente" tumorale: da nemico ad alleato nella lotta al cancro


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Adriana Albini

Un seme germoglia solo se il terreno è pronto ad accoglierlo. Se paragoniamo il tumore al seme di un’erbaccia, si può pensare di prevenire il suo "mettere radici", prima ancora di ritrovarsi a doverne estirpare la pianta.
Come? Intervenendo sul "microambiente". Al pari della natura, anche il nostro organismo si può considerare un ambiente, costituito da organi, tessuti, cellule, molecole. Particolari regimi alimentari, farmaci poco tossici, anti-ormoni, possono far sì che l'organismo sia "protetto" dall'attacco di un'iniziale neoplasia, rimanendo in equilibrio con sé stesso.

Il tema di "seme e terreno" fu proposto dalla medicina già alla fine del 1800, per spiegare la diffusione delle metastasi, ma poi è caduto in disuso troppo a lungo, per il concentrarsi della ricerca solo sugli aspetti delle mutazioni genetiche.
Il microambiente è argomento di grande attualità, e costituisce uno dei temi su cui più investe la ricerca oncologica. Argomento centrale del 51° Congresso nazionale della Società Italiana di Cancerologia (SIC), che ha aperto i lavori presso l'IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

La studiosa americana Lisa Marie Coussens di San Francisco, una delle ricercatrici più quotate al mondo nel campo, illustrerà come si possono diminuire i fattori di rischio nell'organismo dell'individuo, rendendo il terreno intorno al tumore da ospitale a inospitale per l’attecchimento delle cellule neoplastiche. Per conseguire questo obiettivo bisogna schierare come alleate le diverse cellule del sistema immunitario a cui il cancro in un certo senso “confonde le idee”, armandole le une contro le altre in una guerra fratricida che lascia il campo libero al tumore.
Lisa Coussens ha scoperto e appena pubblicato che i linfociti T, le cellule più “mature” del sistema immunitario, possono impartire ordine ai macrofagi e quindi regolare l’infiammazione, fenomeno che è tra i maggiori alleati al cancro. “Tradizionalmente è il macrofago, presentando l’antigene, a essere considerato il direttore d’orchestra del linfocita – commenta Adriana Albini, Presidente della SIC e Responsabile della Ricerca Oncologica Multimedica - ma Lisa Coussens ha sovvertito tutti i paradigmi: negli ultimi anni ha individuato ruoli diversi e controversi per i linfociti, i mastociti e i macrofagi”

Molte terapie sono volte a soffocare il tumore, ad esempio “affamarli” combattendo l’angiogenesi di nuovi vasi sanguigni. Ma il cancro quando sente di venir soffocato, in mancanza di ossigeno (ipossia) produce una proteina, chiamata HIF, fattore inducibile dall’ipossia, che risveglia fattori di crescita e li attiva per respirare di nuovo.

Jacques Poysségur, del centro Lacassagne di Nizza, altro protagonista del Congresso, è l’oncologo sperimentale più noto al mondo nel campo dell’ipossia, la scienza che studia come il tumore che si dibatte per sottrarsi al soffocamento. Ha recentemente scoperto un’altra “ribellione” del tumore prigioniero del microambiente: il cambiamento di acidità e metabolismo che lo rendono in grado di nutrirsi anche quando viene a mancare il suo nutrimento tradizionale.

A questo panorama di piccole mostruosità tumorali cerca di mettere riparo Michele De Palma, allievo di Luigi Naldini del San Raffaele, “armando” i monociti con proteine curative e mandandoli all’interno della neoplasia. Nella sua lettura a Sesto, De Palma rivela che esistono tanti diversi tipi di globuli bianchi del tipo macrofago e che in questa armata specializzata alcune cellule possono essere convinte a collaborare per sconfiggere il tumore.

Moderano la sessione dedicata al microambiente due importanti immunologi italiani: Mario Paolo Colombo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Antonio Sica, dell’Humanitas, del team di Alberto Mantovani. Gli studi sul microambiente in Italia sono finanziati da AIRC e dal Ministero della Salute.
Margaret Foti, attivo e poliedrico direttore generale dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR), dottoressa Honoris Causa anche in Italia, chiuderà il Congresso offrendo la disponibilità degli Stati Uniti alla collaborazione internazionale.
Vale la pena di ricordare che il presidente Obama, dopo il suo insediamento, tra le prime azioni ha rilanciato la ricerca, stanziando milioni di dollari in un intervento definito “Stimulus”, per stimolare l’intelligenza scientifica e salvare così la produttività del paese.

 

 






 
 
 
 

  



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