Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

 

Le tre A per affrontare la Nuova Influenza e non solo


Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it

Quali i sintomi principali, quanti ne saranno colpiti e quando il picco? Il quadro epidemico per l’inverno 2009/2010 appare insolitamente instabile a causa del nuovo virus A H1N1 il quale, anche se venissero confermate le previsioni più precauzionali che vogliono la Nuova Influenza come una patologia dall’aggressività paragonabile all’influenza stagionale, allerta e confonde l’opinione pubblica e i tecnici.

 

“E’ molto probabile che con l’abbassarsi delle temperature e la ripresa del lavoro a pieno ritmo, nei prossimi giorni si scateni una prima ondata di sindromi da raffreddamento - dichiara Aurelio Sessa, Presidente Regionale per la Lombardia della Società Italiana di Medicina Generale -. Per non creare falsi allarmismi, è fondamentale ricordare che qualsiasi forma infettiva respiratoria che non si presenti contemporaneamente con febbre, un sintomo respiratorio e un sintomo sistemico a esordio brusco, potrebbe essere causata dai moltissimi virus o batteri che non sono riconducibili al virus dell’influenza: non è quindi né la Nuova Influenza né quella stagionale – che comunque non arriverà prima di Natale - ma siamo di fronte a una comune infezione respiratoria. In caso di febbre alta, per individui sani e in assenza di complicazioni, la prima indicazione è quella di concedersi qualche giorno di riposo a letto, controllando i sintomi parainfluenzali con i farmaci da banco”.

 

Se al microscopio i virus della Nuova Influenza e della “stagionale” si differenziano, i dati epidemiologici confermano che l’aggressività e l’intensità dei sintomi sono analoghi.

“Le informazioni attualmente a nostra disposizione non fanno pensare a una probabile mutazione del virus che potrebbe aumentarne l’aggressività - rassicura Fabrizio Pregliasco, Professore di Virologia presso l’Università degli Studi di Milano-. Nei soggetti sani i concetti chiave per affrontare i sintomi che potrebbero ricondurre alla nuova influenza, ma anche alle altre sindromi stagionali, sono: Allerta, Attenzione e Automedicazione. Per Allerta s’intende mantenere dei comportamenti preventivi per evitare il contagio: lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati e mantenere almeno un metro di distanza dalle persone che potrebbero essere infette. Qualora si riscontrassero i primi sintomi - febbre alta accompagnata da disturbi respiratori, dolori muscolari o spossatezza - si raccomanda particolare Attenzione a non diffondere il virus, evitando di andare a scuola o in ufficio. Rimanere a casa ha un doppio beneficio: evita il diffondersi della malattia e impedisce al paziente di entrare in contatto con ulteriori virus e batteri che potrebbero causare complicazioni”. “L’ultimo concetto – prosegue Pregliasco – è quello dell’Automedicazione: per gli individui sani che contraggono il virus l’invito è rimanere a casa e tenere sotto controllo i sintomi influenzali con i farmaci OTC, quelli cioè che non richiedono prescrizione e sono contraddistinti dal bollino rosso. In caso di complicazioni o se il disturbo non migliora entro 72 ore, si deve fare riferimento al proprio medico.”

 

“L’uso di antivirali in via preventiva non ha nessuna efficacia, il ricorso a questi farmaci è deciso dal medico in caso di soggetti già fisicamente debilitati. Inoltre, solo il medico di famiglia può constatare se è in atto un’infezione batterica e, in tal caso, prescrivere un antibiotico - prosegue Sessa -. L’uso improprio di antivirali e di antibiotici, recuperati magari dall’armadietto dei medicinali avanzati, può essere addirittura dannoso per l’organismo”. Si può parlare di influenza (A e Stagionale) se è presente febbre ad almeno 38 C°, generalmente accompagnata da un sintomo respiratorio come tosse, mal di gola, congestione nasale e/o un sintomo sistemico come cefalea, malessere generalizzato, debolezza, sudorazione e brividi. Per avere la diagnosi certa e sapere se si è affetti dalla Nuova Influenza o dalla “stagionale” sarebbe necessario effettuare un tampone faringeo o un prelievo di sangue, esami previsti solo nei casi gravi che richiedono l’ospedalizzazione.

 

Ma come si riconosce il semplice raffreddore? Il raffreddore, o rinite acuta, è provocato solitamente dai rhinovirus e dagli adenovirus ed è caratterizzato da naso chiuso e gocciolante, starnuti, secchezza della zona rino-faringea, malessere generale e mal di testa. Solitamente, culmina con la riduzione dell’olfatto e con la secrezione che diventa mucosa. Le sindromi da raffreddamento sono caratterizzate da un aumento della temperatura corporea lieve. Per le sindromi influenzali, nel paziente sano che non presenta complicanze o malattie croniche, e per il raffreddore, il trattamento è sintomatico, cioè volto ad alleviare il mal di testa e di gola, il naso chiuso, la febbre e la tosse, con il ricorso ai farmaci di automedicazione o da banco, cioè a quei prodotti che si possono comprare in farmacia senza prescrizione medica e che sono contraddistinti da un bollino rosso. Essi ci consentono, se alle prese con i malanni “invernali”, di alleviare i dolori, diminuire il malessere, abbassare la febbre, calmare la tosse.

 

 






 
 
 
 

  



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