Facile reperibilità degli
integratori per sportivi nei mercati paralleli, come internet, falsa
percezione di non pericolosità dei prodotti, specie se a base di
estratti erboristici, inconsapevolezza delle possibili interazioni con i
farmaci tradizionali, inattendibilità di quanto dichiarato in etichetta
sui prodotti acquistati via web. Questi i problemi maggiori sollevati
dal CNIT - Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Centro
Antiveleni dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia che, dal 2007 al 2009,
ha visto giungere alla propria attenzione ben 37 pazienti, in
particolare frequentatori di palestre, di cui 19 con segni di
intossicazione da prodotti utilizzati per migliorare le performance
sportive, ovvero integratori alimentari, prodotti dimagranti e
anabolizzanti.
In termini assoluti, anche se i casi di tossicità acuta a causa di
prodotti da palestra diagnosticati dal Centro Antiveleni di Pavia sono
relativamente pochi, negli ultimi anni si è registrato un trend in
aumento e l’emergenza riguarda particolarmente gli amanti dello sport.
Infatti, ben 21 su 37 sono sportivi che hanno dichiarato di aver assunto
sostanze a scopo performante e 19 di questi sono frequentatori di
palestre: 5 body-builder professionisti e 14 dilettanti. Gli altri sono
un ciclo-amatore e un giocatore di basket. “Il paziente-tipo che si
presenta con sintomi da intossicazione - afferma il dr. Andrea
Giampreti, medico tossicologo presso il CNIT di Pavia - è
maschio, adulto di età compresa tra i 30 e i 45 anni e pratica attività
sportiva prevalentemente in palestra."
I prodotti maggiormente coinvolti nei casi di intossicazione sono i
prodotti dimagranti, con 8 casi, seguiti dagli integratori - 7 casi - e
dagli anabolizzanti - 4 casi. I pazienti intossicati da prodotti
dimagranti si sono presentati con agitazione e tachicardia (3 casi, in 1
caso il prodotto è risultato adulterato con sibutramina), allucinazioni
e dilatazione eccessiva delle pupille (2 casi, in entrambi i prodotti
sono risultati contaminati da un alcaloide anticolinergico, la
scopolamina), ipertensione (2 casi), dolore retrosternale (1 caso). Gli
integratori, invece, provocano nausea, vomito, dolori allo stomaco,
agitazione, tachicardia (6 casi da prodotti contenenti estratti di
ginseng, guaranà, caffeina ed efedra) e in casi estremi convulsioni e
coma (1 caso in seguito a sovradosaggio di yohimbina). Gli anabolizzanti
infine hanno causato psicosi acuta, tachicardia, danno alle cellule
muscolari (3 casi in seguito ad assunzione di steroidi), agitazione (1
caso per assunzione di clenbuterolo).
Che si tratti di un problema soprattutto culturale emerge chiaramente
dall’analisi delle componenti che hanno causato i sintomi
sopradescritti: si tratta di sostanze comunemente assunte senza una
specifica consulenza medica o reale necessità. Troviamo infatti prodotti
a base di guaranà, ginseng, caffeina, Ephedra (oggi vietata negli Stati
Uniti e nella Comunità Europea), antidepressivi, amfetaminici ed
estratti tiroidei.
“Ciò che preme sottolineare, - continua il dr.
Giampreti – è che ci muoviamo in un campo in cui c’è ancora molto
da regolamentare. È molto semplice procurarsi prodotti che possono
sfuggire ai controlli delle autorità competenti, attraverso internet per
esempio. Inoltre, gli utenti non sono sempre a conoscenza delle
possibili interazioni di certi estratti vegetali con i farmaci di
sintesi o con gli alimenti. In alcuni casi poi (fortunatamente isolati e
concernenti prodotti acquistati via web) sono stati riscontrati
contaminanti o adulteranti tossicologicamente attivi non dichiarati in
etichetta”.
“Siamo in un momento di transizione normativa, in cui si stanno
sempre più delineando, sia in Italia che in Europa, i criteri per la
regolamentazione e commercializzazione di prodotti che possano ritenersi
sempre più efficaci, sicuri e di qualità - conclude il dr.
Giampreti -. Informazione e sensibilizzazione culturale rivolte a
medici e consumatori risultano pertanto fondamentali a fronte di
prodotti complessi in termini di principi attivi e composizione. La non
sempre adeguata conoscenza degli utenti circa gli effetti dei principi
attivi e la complessità dei casi clinici, rendono inoltre la
formulazione del sospetto clinico e l’inquadramento diagnostico un
processo articolato in cui l’esperto tossicologo e l’attività del Centro
Antiveleni possono giocare un ruolo significativo”.
INTEGRATORI (21
Casi – 57%)
Vitaminici
- 3 casi - 14%
Proteici/aminoacidi
- 4 casi - 19%
Guaranà/ginseng/caffeina - 5 casi - 24%
Efedra/caffeina
- 2 casi - 10%
Yohimbina
- 1 caso - 5%
Altro/non noto
- 6 casi - 28%
PRODOTTI DIMAGRANTI (12 Casi – 32%)
Antidepressivi/derivati amfetaminici e tiroidei
- 4 casi – 33%
Estratti erboristici (coleus, sinefrina, caffeina)
- 3 casi – 25%
Sibutramina
- 3 casi - 25%
Non noto
- 2 casi - 17%
ANABOLIZZANTI (4 Casi - 11%)
Stanozololo
- 1 caso
Stanozololo/testosterone - 1 caso
Beclometasone/boldenone/metenolone
- 1 caso
Clenbuterolo
- 1 caso