Buonasera,
sono una ragazza di 26 anni e circa un anno fa mi è stato diagnosticato un nodo
di mioma della parete anteriore sottosieroso delle dimensioni di 45*42 mm. A
distanza di circa un anno ho rifatto l'ecografia e, è emerso che le dimensioni
sono aumentate 58*52mm.
Il mio ginecologo mi ha consigliati di toglierlo, ma ho paura per una possibile
gravidanza tra qualche anno.
L'assunzione temporanea della pillola anticoncezionale potrebbe aiutarmi a far
regredire il mioma.
La ringrazio anticipatamente.
Risposta
La terapia definitiva dei fibromi
uterini è quella chirurgica: se una donna vuole risolvere completamente ogni
problema e non avere più fastidi sintomatologici, deve ricorrere
all’isterectomia, cioè all’asportazione chirurgica dell’utero.
Oggigiorno tuttavia esiste anche qualche provvedimento farmacologico in più,
rispetto ad una volta, per migliorare la sintomatologia ed evitare
l’isterectomia, fermo restando che il primo obiettivo della terapia medica non
deve essere quello di evitare l’intervento chirurgico, ma quello di migliorare
effettivamente la sintomatologia e la qualità della vita della paziente.
In questo occorre essere realisti: se si riesce effettivamente a migliorare la
sintomatologia senza l’intervento chirurgico, bene, se invece non ci si riesce,
oppure ad un certo punto della terapia non ci si riesce più, si dovrà proporre
l’isterectomia.
Non è che una donna può restare fortemente anemica e con mestruazioni
abbondantissime solo per non fare un’ora di sala operatoria: questo non è un
atteggiamento costruttivo.
• Oltre all’isterectomia, come terapia chirurgica dei fibromi c’è anche la
miomectomia, cioè l’asportazione dei soli fibromi senza togliere l’intero utero.
Questo intervento si propone, in presenza di fibromi significativi, a pazienti
in età di gravidanza, cioè a donne che possono ancora utilizzare l’utero per
quella che è la sua unica funzione: consentire la riproduzione. Dopo che una
donna ha "superato" il problema riproduttivo, non si prende più in
considerazione la sola miomectomia, bensì l’isterectomia, per due motivi: Dopo i
40 anni, l’utero che ha dei fibromi, è di solito anche un utero fibromatoso in
generale; quindi se si togliessero solo i fibromi resterebbe comunque un utero
fibromatoso potenzialmente in grado di dare sintomi come prima.
• Inoltre, dato che l’utero ha solo una funzione riproduttiva (non è un organo
che ha anche altre funzioni), se una donna si trova già al di di là dell’età
riproduttiva non si considera sufficientemente vantaggioso, per il futuro di
quella paziente, togliere solo dei fibromi conservando l’utero.