“Come
abbiamo già anticipato al Viceministro Ferruccio Fazio, i farmacisti
italiani sono a disposizione per tutte le iniziative che il Ministero
vorrà attuare per fronteggiare la pandemia della nuova influenza. Siamo
certi che la capillarità e la preparazione dei professionisti del
servizio farmaceutico possano essere preziosi in un momento in cui
occorre informare adeguatamente la popolazione e fornire le risposte che
i cittadini cercano ormai quotidianamente” dice Andrea Mandelli,
presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti. “Per
rendere ancora più efficace l’opera dei farmacisti sul territorio”
prosegue Mandelli “abbiamo già disposto l’invio di una documentazione
aggiornata sulle patologie influenzali e sul nuovo virus pandemico a
tutti gli 75mila iscritti agli Ordini. Inoltre, a fine settembre,
partirà un nostro corso di formazione a distanza su questo tema, valido
ai fini dell’ECM, che i farmacisti potranno seguire gratuitamente. Si
tratta di un sistema di formazione ben collaudato, al quale l’anno
scorso hanno partecipato oltre 15mila farmacisti”.
La Federazione degli Ordini, però, esprime anche preoccupazione per un
eventuale ritardo nella partenza della campagna vaccinale contro
l’influenza stagionale: un ritardo potrebbe infatti aumentare la
morbilità e la mortalità di quest’ultima che lo scorso anno ha causato
circa 8.000 decessi. “Ci rendiamo conto che condurre due campagne
vaccinali differenti, mirate anche a gruppi della popolazione diversi,
potrebbe creare un sovraccarico delle strutture sanitarie. Riteniamo
però che sarebbe possibile creare due circuiti differenti: quello
dell’immunizzazione contro il virus A/H1N1, già delineato nelle forme
organizzative dal Ministero e quello dell’immunizzazione contro
l’influenza stagionale, come sempre capillarmente diffuso sul
territorio. In questa particolare occasione, la Federazione degli Ordini
dei Farmacisti ritiene che, nel pieno rispetto delle competenze del
medico prescrittore, le farmacie territoriali, avvalendosi della
collaborazione di infermieri professionali, potrebbero collaborare
all’immunizzazione della popolazione cui è raccomandata la vaccinazione
contro l’influenza stagionale” spiega Mandelli. In questo
modo si potrebbe arginare efficacemente l’influenza “normale” ed evitare
che le due epidemie vengano a sommarsi. Per ottenere questo risultato,
d’altra parte, le autorità sanitarie internazionali ricordano che è
necessario far partire il più tempestivamente possibile la vaccinazione
antinfluenzale standard e, di conseguenza, rendere rapidamente
disponibile il vaccino trivalente 2009-2010 già approvato e in
produzione. “Ed è questa la richiesta che rivolgiamo al Ministero”
conclude il presidente della Federazione.