Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 08/09/2009

 

Pillole dell’amore: la partner sotto le lenzuola


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

Dieci anni fa, con l’avvento della “pillola blu”, si è totalmente modificato il panorama andrologico e psico-sessuologico, relativo all’approccio al deficit erettivo. Grazie a questo farmaco totalmente innovativo, ed alla sensibilizzazione che è stata effettuata, sia nei confronti dell’ambiente sanitario, che a largo spettro nei confronti dei pazienti, effettuando una campagna di prevenzione ed informazione, si è ravvisata la possibilità di una diagnosi precoce alla disfunzione ed, una conseguente terapia risolutiva, spesso di tipo combinato: farmacologico-psicosessuologico.


Negli anni antecedenti le pillole dell’amore (oggi in commercio vi sono tre molecole, con tre nomi commerciali differenti), l’approccio terapeutico al deficit erettivo, era la farmaco-infusione, cioè l’auto-somministrazione, da parte del paziente stesso, di un farmaco, per via iniettiva, da effettuare precedentemente il rapporto sessuale. Dalle interviste strutturate, somministrate alle partners di questi pazienti, emergeva un disagio importante di queste donne, con ovvie conseguenze sul tono dell’umore e sull’autostima. Vivevano la disfunzione dei loro uomini, come un chiaro attacco al legame d’amore e, l’unica terapia possibile da effettuare, sottolineava il loro senso di esclusione dal rapporto sessuale e sentimentale, non sentendosi assolutamente responsabili dell’erezione dei loro partners, con ovvie conseguenze sul livello di autostima e capacità seduttiva.


Oggi la farmacologia, con i suoi contributi, ha restituito la possibilità d’amare senza preoccupazioni, senza strategie invasive, preventive e precedenti il rapporto sessuale, conservando soprattutto la dimensione del “desiderio”, elemento fondamentale ed indispensabile, per una buona e valida capacità erettiva. La componente del desiderio, salvata dalla madicalizzazione, tutela anche il legame, conferendo alla donna il “ruolo da protagonista” della capacità erettiva del partner. Quando la disfunzione sessuale, si manifesta all’interno di una coppia collaudata, spesso il paziente, oltre alla terapia farmacologica somministrata dall’andrologo, viene invitato ad effettuare una terapia psico-sessuologica, che possa dipanare la matassa psichica, insegnando sia al singolo, che alla coppia nuovi percorsi erotici, meno conflittuali e disfunzionali, rispetto ai pregressi, che hanno fatto da cornice alla comparsa della disfunzione sessuale.

 

L’ambito sessuologico, con i suoi approcci terapeutici, è un territorio estremamente ampio, correlato ad infinite sfaccettature dell’animo umano, alla relazione di coppia, ad ambiti intra-psichici dei singoli e della coppia ed alla dimensione ambientale. Oggi l’attenzione dei clinici, si sta sempre più spostando verso la “dimensione coppia”, una disfunzione sessuale infatti quando si manifesta, necessita di un approccio olistico, che tenga necessariamente presente la componente biologica, sessuale, emotiva e culturale, per un approccio veritiero e soprattutto risolutivo alla disfunzione.

 

 






 
 
 
 

  



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