Genzyme Corporation ha
annunciato che l’EMEA ha dato l’autorizzazione all’immissione in
commercio per plerixafor, una molecola indicata per migliorare la
mobilizzazione delle cellule staminali per il prelievo e il successivo
trapianto autologo in pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo.
“Poter disporre di plerixafor per trattare i nostri pazienti è
estremamente importante nella pratica clinica” afferma il Prof.
Alberto Bosi, Presidente della Società Scientifica GITMO (Gruppo
Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo). “Plerixafor è stata
infatti approvata per la mobilizzazione nel sangue periferico delle
Cellule Staminali Ematopoietiche nei pazienti affetti da linfoma e
mieloma multiplo nei casi in cui queste cellule mobilizzano scarsamente.
La molecola, quindi, può far sì che il trapianto di Cellule Staminali
Ematopoietiche venga offerto quale valida opzione terapeutica anche a
quei pazienti che, a causa della scarsa mobilizzazione cellulare,
risultano attualmente esclusi da questo trattamento”.
Nell’Unione Europea, plerixafor è indicata per l’uso in associazione al
fattore di stimolazione delle colonie granulocitarie (G-CSF) per
consentire il rilascio delle cellule staminali ematopoietiche (cellule
capaci di ricostruire la normale funzionalità del midollo osseo) nei
pazienti innanzi definiti. Plerixafor, infatti, permette il
trasferimento di queste cellule dal midollo osseo al circolo ematico
(processo denominato mobilizzazione), da dove possono essere prelevate.
In questo modo, si aumentano le probabilità per i pazienti di poter
essere sottoposti con successo al trapianto.
Attualmente, prima che il trapianto possa avvenire, i pazienti ricevono
una dose di chemioterapico e/o altri fattori di crescita, come il G-CSF,
per favorire il rilascio delle cellule staminali. Una volta avvenuta la
mobilizzazione, le cellule possono essere prelevate dal flusso sanguigno
in preparazione del trapianto. Affinché il trapianto possa avvenire con
successo, devono essere prelevati almeno due milioni di cellule
staminali per chilogrammo di peso. Per aumentare le probabilità di buon
esito del trapianto, tuttavia, molti clinici tendono a prelevare un
numero di cellule due volte e mezzo superiore. Le cellule prelevate
vengono poi nuovamente impiantate nel paziente tramite infusione
endovenosa, dopo che questi ha ricevuto un trattamento con chemioterapia
ad alto dosaggio (necessario per eliminare le cellule maligne, ma che
provoca anche la morte delle cellule ematopoietiche sane del midollo
osseo).
Per molti pazienti, il completamento del processo di raccolta delle
cellule staminali, denominato aferesi, può richiedere sedute di tre o
quattro ore al giorno per diversi giorni consecutivi. Ciononostante, non
sempre il numero di cellule mobilizzate risulta sufficiente, rendendo
quindi impossibile sia il trapianto, sia il trattamento con
chemioterapia ad elevato dosaggio necessario per eradicare le cellule
maligne. Nella UE, plerixafor è indicata per quei pazienti che
mobilizzano un numero insufficiente di cellule staminali. Questo
significa che i medici curanti possono utilizzare plerixafor su quei
pazienti a rischio di scarsa mobilizzazione cellulare, causata, ad
esempio, da un’eccessiva esposizione a chemioterapia o a radiazioni,
oppure su quelli che hanno precedentemente fallito la mobilizzazione con
i trattamenti tradizionali.
Plerixafor ha ricevuto lo status di farmaco orfano nell’Unione Europea e
negli Stati Uniti.
In aggiunta ai benefici attesi per i pazienti affetti da linfoma e
mieloma multiplo, plerixafor può offrire vantaggi economici per i centri
di trapianto. La terapia ha, infatti, il potenziale per ridurre il
numero di sessioni di aferesi necessarie, consentendo, di conseguenza,
un utilizzo meglio pianificato ed efficiente delle risorse del centro di
aferesi. Plerixafor può anche ridurre il numero di pazienti che
necessitano di una seconda procedura di mobilizzazione a causa del
fallimento del precedente tentativo di raccolta effettuato con le
esistenti procedure.
“Tra gli specialisti europei, il livello di interesse per plerixafor
è elevato. L’ampia adozione di questa terapia attraverso programmi di
uso compassionevole dimostra una chiara e precisa necessità clinica per
questo trattamento,” ha affermato il Dottor Carlo Incerti,
Direttore Ricerca e Sviluppo di Genzyme per l’Europa. “Grazie a
questa approvazione, potremo agire rapidamente per far sì che questa
terapia possa essere largamente disponibile per la comunità dei
trapianti.”
In Europa, oltre 1.000 pazienti hanno potuto essere trattati con
plerixafor attraverso programmi di uso compassionevole iniziati poco più
di un anno fa. Si tratta di pazienti che non avevano risposto
positivamente ai trattamenti standard, non raggiungendo quindi un numero
di cellule mobilizzate sufficienti, o che, in base a specifici
indicatori, facevano prevedere il fallimento dei trattamenti stessi.
Plerixafor è stata sperimentata in due studi di fase 3 randomizzati, in
doppio cieco, con placebo, in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin e
mieloma multiplo. Questi pazienti hanno ricevuto plerixafor in
combinazione con G-CSF oppure placebo in combinazione con G-CSF. Gli
studi hanno dimostrato che plerixafor in combinazione con G-CSF ha
determinato un incremento del numero di pazienti che hanno raggiunto sia
il livello minimo sia quello target di cellule staminali mobilizzate in
un numero inferiore di sessioni di aferesi. Ciò ha consentito ad un
numero più elevato di pazienti di poter procedere al trapianto, nonché
una più precisa previsione degli esiti e delle tempistiche del processo
di aferesi.
I dati di follow-up della durata di un anno hanno inoltre dimostrato che
le percentuali di stabilità del trapianto tra il gruppo trattato con
plerixafor in combinazione con G-CSF e il gruppo trattato con placebo in
combinazione G-CSF sono analoghe.
Genzyme ha inoltrato richieste per l’approvazione di plerixafor in
Argentina, Australia, Brasile, Israele e Singapore, e sono state già
pianificate ulteriori domande a livello globale. Nel maggio di quest’anno,
vi è stato il lancio del prodotto in Messico.
Ogni anno sono circa 55.000 in tutto il mondo – 26.000 in Europa – i
trapianti di cellule staminali ematopoietiche per casi di mieloma
multiplo, linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin ed altre patologie. Genzyme
intende continuare a supportare lo sviluppo di plerixafor come parte
della terapia in queste indicazioni.