Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 04/09/2009

 

L’EMEA approva plerixafor


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Genzyme Corporation ha annunciato che l’EMEA ha dato l’autorizzazione all’immissione in commercio per plerixafor, una molecola indicata per migliorare la mobilizzazione delle cellule staminali per il prelievo e il successivo trapianto autologo in pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo.
“Poter disporre di plerixafor per trattare i nostri pazienti è estremamente importante nella pratica clinica” afferma il Prof. Alberto Bosi, Presidente della Società Scientifica GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo). “Plerixafor è stata infatti approvata per la mobilizzazione nel sangue periferico delle Cellule Staminali Ematopoietiche nei pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo nei casi in cui queste cellule mobilizzano scarsamente. La molecola, quindi, può far sì che il trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche venga offerto quale valida opzione terapeutica anche a quei pazienti che, a causa della scarsa mobilizzazione cellulare, risultano attualmente esclusi da questo trattamento”.


Nell’Unione Europea, plerixafor è indicata per l’uso in associazione al fattore di stimolazione delle colonie granulocitarie (G-CSF) per consentire il rilascio delle cellule staminali ematopoietiche (cellule capaci di ricostruire la normale funzionalità del midollo osseo) nei pazienti innanzi definiti. Plerixafor, infatti, permette il trasferimento di queste cellule dal midollo osseo al circolo ematico (processo denominato mobilizzazione), da dove possono essere prelevate. In questo modo, si aumentano le probabilità per i pazienti di poter essere sottoposti con successo al trapianto.
Attualmente, prima che il trapianto possa avvenire, i pazienti ricevono una dose di chemioterapico e/o altri fattori di crescita, come il G-CSF, per favorire il rilascio delle cellule staminali. Una volta avvenuta la mobilizzazione, le cellule possono essere prelevate dal flusso sanguigno in preparazione del trapianto. Affinché il trapianto possa avvenire con successo, devono essere prelevati almeno due milioni di cellule staminali per chilogrammo di peso. Per aumentare le probabilità di buon esito del trapianto, tuttavia, molti clinici tendono a prelevare un numero di cellule due volte e mezzo superiore. Le cellule prelevate vengono poi nuovamente impiantate nel paziente tramite infusione endovenosa, dopo che questi ha ricevuto un trattamento con chemioterapia ad alto dosaggio (necessario per eliminare le cellule maligne, ma che provoca anche la morte delle cellule ematopoietiche sane del midollo osseo).
Per molti pazienti, il completamento del processo di raccolta delle cellule staminali, denominato aferesi, può richiedere sedute di tre o quattro ore al giorno per diversi giorni consecutivi. Ciononostante, non sempre il numero di cellule mobilizzate risulta sufficiente, rendendo quindi impossibile sia il trapianto, sia il trattamento con chemioterapia ad elevato dosaggio necessario per eradicare le cellule maligne. Nella UE, plerixafor è indicata per quei pazienti che mobilizzano un numero insufficiente di cellule staminali. Questo significa che i medici curanti possono utilizzare plerixafor su quei pazienti a rischio di scarsa mobilizzazione cellulare, causata, ad esempio, da un’eccessiva esposizione a chemioterapia o a radiazioni, oppure su quelli che hanno precedentemente fallito la mobilizzazione con i trattamenti tradizionali.


Plerixafor ha ricevuto lo status di farmaco orfano nell’Unione Europea e negli Stati Uniti.
In aggiunta ai benefici attesi per i pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo, plerixafor può offrire vantaggi economici per i centri di trapianto. La terapia ha, infatti, il potenziale per ridurre il numero di sessioni di aferesi necessarie, consentendo, di conseguenza, un utilizzo meglio pianificato ed efficiente delle risorse del centro di aferesi. Plerixafor può anche ridurre il numero di pazienti che necessitano di una seconda procedura di mobilizzazione a causa del fallimento del precedente tentativo di raccolta effettuato con le esistenti procedure.
“Tra gli specialisti europei, il livello di interesse per plerixafor è elevato. L’ampia adozione di questa terapia attraverso programmi di uso compassionevole dimostra una chiara e precisa necessità clinica per questo trattamento,” ha affermato il Dottor Carlo Incerti, Direttore Ricerca e Sviluppo di Genzyme per l’Europa. “Grazie a questa approvazione, potremo agire rapidamente per far sì che questa terapia possa essere largamente disponibile per la comunità dei trapianti.”
In Europa, oltre 1.000 pazienti hanno potuto essere trattati con plerixafor attraverso programmi di uso compassionevole iniziati poco più di un anno fa. Si tratta di pazienti che non avevano risposto positivamente ai trattamenti standard, non raggiungendo quindi un numero di cellule mobilizzate sufficienti, o che, in base a specifici indicatori, facevano prevedere il fallimento dei trattamenti stessi.


Plerixafor è stata sperimentata in due studi di fase 3 randomizzati, in doppio cieco, con placebo, in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin e mieloma multiplo. Questi pazienti hanno ricevuto plerixafor in combinazione con G-CSF oppure placebo in combinazione con G-CSF. Gli studi hanno dimostrato che plerixafor in combinazione con G-CSF ha determinato un incremento del numero di pazienti che hanno raggiunto sia il livello minimo sia quello target di cellule staminali mobilizzate in un numero inferiore di sessioni di aferesi. Ciò ha consentito ad un numero più elevato di pazienti di poter procedere al trapianto, nonché una più precisa previsione degli esiti e delle tempistiche del processo di aferesi.
I dati di follow-up della durata di un anno hanno inoltre dimostrato che le percentuali di stabilità del trapianto tra il gruppo trattato con plerixafor in combinazione con G-CSF e il gruppo trattato con placebo in combinazione G-CSF sono analoghe.
Genzyme ha inoltrato richieste per l’approvazione di plerixafor in Argentina, Australia, Brasile, Israele e Singapore, e sono state già pianificate ulteriori domande a livello globale. Nel maggio di quest’anno, vi è stato il lancio del prodotto in Messico.
Ogni anno sono circa 55.000 in tutto il mondo – 26.000 in Europa – i trapianti di cellule staminali ematopoietiche per casi di mieloma multiplo, linfoma di Hodgkin e non-Hodgkin ed altre patologie. Genzyme intende continuare a supportare lo sviluppo di plerixafor come parte della terapia in queste indicazioni.

 

 






 
 
 
 

  



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