Nuove evidenze
scientifiche dimostrano cherosuvastatina, al dosaggio di 20 mg/die, ha
ridotto del 39%(P <0,001) rispetto al placebo il numero di eventi
cardiovascolari maggiori (rischio combinato di infarto del miocardio,
ictus cerebrale, rivascolarizzazione arteriosa, ospedalizzazione per
angina instabile o morte per cause CV), in pazienti anziani, con livelli
di colesterolo da bassi a normali ed elevati livelli di proteina C
reattiva ad alta sensibilità (PCR).
Questa analisi, condotta su 5.695 pazienti di almeno 70 anni d’età, è
stata presentata recentemente al congresso dell’European Society of
Cardiology di Barcellona.
I risultati hanno dimostrato che il trattamento con rosuvastatina:
ha ridotto il rischio combinato di morte per cause cardiovascolari,
infarto miocardico e ictus cerebrale del 40% circa (P=0,004 vs placebo),
ha ridotto il rischio di infarto miocardico del 45% (P=0,046 vs placebo)
e di ictus cerebrale del 45% (P=0,023 vs placebo),
ha ridotto del 49% (P=0,003 vs placebo) la necessità di
ospedalizzazioneper rivascolarizzazione arteriosa o angina instabile.
Questi risultati, emersi da un’ulteriore analisi dello studio JUPITER,
sono coerenti con la riduzione del rischio cardiovascolare osservata con
rosuvastatina nella popolazione globale arruolata nello studio.
“Questa nuova analisi è importante in quanto fornisce ai medici
un’ulteriore evidenza che rosuvastina è in grado di ridurre
significativamente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori nei
pazienti anziani, a più elevato rischio di malattia cardiovascolare”-
ha detto Michael Cressman, Direttore della Ricerca Clinica
AstraZeneca per rosuvastatina. - “Questo si aggiunge ai dati JUPITER
già pubblicati in precedenza che dimostravano che il trattamento con
rosuvastatina 20 mg comportava evidenti benefici in diversi sottogruppi
di pazienti ad alto rischio inclusi i fumatori di sigaretta, gli
ipertesi e quelli con un elevato rischio cardiovascolare (criteri di
Framingham)”.
I primi risultati provenienti dallo studio JUPITER, presentati per la
prima volta nel Novembre 2008 alle sessioni scientifiche annuali
dell’American Heart Association e pubblicati sul New England Journal of
Medicine, avevano, infatti, dimostrato che rosuvastatina 20 mg riduce
significativamente gli eventi cardiovascolari maggiori (rischio
combinato di infarto miocardico, ictus cerebrale, rivascolarizzazione
arteriosa, ospedalizzazione per angina instabile o decesso per cause
cardiovascolari) di un significativo 44% rispetto al placebo
(P<0,00001). Questi risultati avevano, inoltre, mostrato che nei
pazienti in trattamento con rosuvastatina 20 mg il rischio combinato di
infarto miocardico, ictus cerebrale o morte per cause CV si riduceva del
47% (P<0,00001).
Inoltre, durante il corso dello studio JUPITER, rosuvastatina 20 mg è
stata ben tollerata in quasi 9.000 pazienti, inclusi 2.878 pazienti di
età 70 anni.
Nel primo semestre 2009, AstraZeneca ha presentato un dossier
registrativo alla Food and Drug Admistration (FDA), includendo i dati
JUPITER.