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Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali
A/H1N1: La posizione dell’Associazione Culturale Pediatri clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
Quello che sappiamo per certo di questo nuovo virus influenzale A/H1N1,
è che per ora si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza
stagionale. Diventa perciò difficile capire perché sia stato dichiarato
lo stato di pandemia modificando addirittura i criteri della definizione
(è scomparsa ad esempio l’elevata mortalità), come spiega Tom
Jefferson della Cochrane vaccines field in un’intervista a Spiegel.
Nessuno è però in grado di dire se in futuro questo virus si modificherà
e diventerà pericoloso. Il suo comportamento, come quello di tutti i
virus, è assolutamente imprevedibile.
La bassa mortalità, ossia quanti morti rispetto ai casi, riscontrata
finora nei paesi dove l’A/H1N1 è già circolato ampiamente (dello 0,3% in
Europa e 0,4% negli USA), potrebbe essere in realtà ancora inferiore
perché facilmente diversi casi con sintomi lievi sfuggono alla
sorveglianza e alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause
presenti e non al solo virus.
I sintomi della nuova influenza sono assai generici (febbre, tosse,
raffreddore, dolori muscolari, malessere, vomito o diarrea) e, come
quelli dell’influenza stagionale, possono essere causati da molti altri
virus o batteri. Questo è uno dei motivi per cui il fenomeno
“influenzale” nel suo complesso, viene generalmente sovrastimato.
I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di
sperimentazione. Nessuno è in grado oggi di sapere se e quanto saranno
efficaci e sicuri. Ma per diventare aggressivo il virus dovrebbe
cambiare (per mutazione? riassortimento con altri virus?), quindi i
vaccini mirati al virus attuale, potrebbero non essere utili. Sulla
sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia
del farmaco europea (EMEA), fanno presente la necessità di un’attenta
sorveglianza post-marketing per rilevare eventuali effetti collaterali
che potrebbero manifestarsi con l’uso su grandi numeri, anche perché
alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove. Abbiamo già visto
durante la pandemia del 1976, diversi casi di Guillain-Barré (una
neuropatia periferica) associati alla vaccinazione di milioni di
americani contro un virus anch’esso di derivazione suina. Chi decide di
vaccinarsi, dovrebbe firmare un “consenso informato” che illustri con
precisione benefici e rischi.
Riguardo agli antivirali a cui il nuovo virus è risultato sensibile in
laboratorio - Oseltamivir (Tamiflu) e allo Zanamivir (Relenza) - non
sappiamo quanto siano efficaci “in vivo”. Per ora non abbiamo studi al
riguardo. Si sa però che entrambi sono poco efficaci verso l’influenza
stagionale e sono già state segnalate resistenze del nuovo virus all’Oseltamivir,
in alcuni paesi (Danimarca, Giappone, Cina, USA). Inoltre non va
dimenticato che gli antivirali possono dare a volte effetti collaterali
importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito a cui è
stato somministrato l’Oseltamivir in occasione dell’epidemia di A/H1N1,
ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.
Gli antivirali vanno quindi usati solo su indicazione medica e solo per
casi gravi o persone in cattive condizioni di salute.
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