Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 03/09/2009

 

Milano: formazione per difendersi dall'influenza A


Nei Paesi più colpiti dall’influenza suina si è assistito ad un uso della tecnica di assistenza extra-corporea per la ventilazione meccanica in misura mai registrata precedentemente, data la gravità della insufficienza respiratoria osservata prevalentemente in soggetti giovani e donne gravide. Dobbiamo essere quindi preparati ad un largo uso di questa tecnologia, che non è certo nuova ma collaudata in anni di esperienza.


L’ossigenazione extra-corporea con polmone a membrana (ECMO) è una tecnica abbandonata a metà degli anni ’70, dopo che un ampio studio clinico randomizzato aveva dimostrato una mortalità simile nei pazienti trattati con ECMO ed in quelli trattati con terapie convenzionali.
Nella seconda metà degli anni ’70, Kolobow e Gattinoni, in una serie di esperimenti, hanno validato una nuova forma di assistenza extra-corporea con polmone a membrana associata a una differente tecnica di ventilazione meccanica. Questo nuovo approccio, basato sulla rimozione di CO2, oltre che sull’ossigenazione, premetteva il “riposo” del polmone malato, al quale venivano risparmiati i possibili danni della ventilazione meccanica convenzionale.


“Dall’inizio degli anni ’80 – sottolinea Luciano Gattinoni, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore-Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena - questa nuova tecnica è stata applicata con successo nella Terapia Intensiva dell’Ospedale Policlinico di Milano e i positivi risultati sono stati pubblicati sulle più importanti riviste mediche, quali JAMA e Lancet. Altri ospedali sono successivamente diventati centri di assistenza extra-corporea sia in Italia che all’estero. Il Policlinico di Milano è, quindi, l’ospedale in cui, da 30 anni, esistono tecnologia e competenza riconosciute in tutta la comunità scientifica internazionale per il trattamento delle gravi insufficienze respiratorie con polmone a membrana”.


Il problema non è però semplicemente quello di possedere l’attrezzatura adeguata, acquisibile in pochi giorni, ma la competenza ad usarla in modo utile e appropriato, che si acquisisce in anni di esperienza.
In una situazione contingente e di possibile emergenza quale quella che stiamo affrontando, visti i tempi ristretti, è necessario formare nel più breve tempo possibile personale sanitario ad hoc in modo tale che sia pronto e preparato ad utilizzare questa tecnologia. A questo proposito, presso il Policlinico, è attivo un Centro di Formazione avanzata - “Adveniam”, nato nel 2008 - per anestesisti, rianimatori e personale impiegato nei reparti di emergenza-urgenza, che offre corsi di formazione sia in loco che in remoto per acquisire le competenze specifiche per questo tipo di strumentazione.

 

 






 
 
 
 

  



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