Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 03/09/2009

 

Tracciati erotici, archeologia del desiderio


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

Quasi tutto quello che si apprende sulla sessualità proviene dalla televisione, internet, religione, medicina, scuola, gruppo di pari..., ma in realtà prima che tutto questo e molto altro, possa raggiunge i nuclei più profondi degli esseri umani e, creare conoscenze ed esperienze, la “famiglia d’origine” crea un’imprinting erotico, fondamentale e difficilmente modificabile nel tempo. La psicologia del desiderio, rimane sepolta nella storia dell’infanzia e, la possibilità di scavare in dietro nel tempo, ne porta alla luce l’archeologia. Dalle prime esperienze d’amore con le figure genitoriali, sia l’uomo che la donna, imparano ad amare, ad essere attenti ai bisogni dell’altro, la reciprocità emozionale, l’accesso al piacere tramite il contatto corporeo, la dimensione della protezione, il bacio, l’abbraccio, il tatto, il guardare negli occhi ed un’infinità di sfaccettature emozionali, uniche e private.

 

Se le prime esperienze d’amore, non soddisfano i precedenti canoni emotivi, possono danneggiare il futuro accesso al piacere o, comunque comprometterlo fortemente. L’imprinting sensoriale, erotico ed esperenziale dell’infanzia, rappresenta la “dote” che ogni individuo porterà poi nella dimensione di coppia dell’amore adulto; determina da quali esperienze sessuali verrà poi attratto in futuro, quanta intimità sarà capace di sopportare, la tendenza o meno alla simbiosi, la capacità a lasciarsi andare alla dimensione del piacere ed, una serie di tante altre caratteristiche emotive e comportamentali, frutto di quel percorso infantile. L’inconscio spesso, se non rivisitato in terapia, rimane fedele al passato e, l’intera storia emotiva si rispecchia poi totalmente immodificata, nella fisicità e nella sessualità. Il corpo con il suo linguaggio, rappresenta lo strumento principe per comunicare, rappresenta una “banca di memoria” dei piaceri sensuali della pelle.

 

Molti dei miei pazienti, vivono una sorta di schizofrenia nell’esperire amore e sessualità, scindono l’aspetto emozionale da quello dell’appagamento sessuale, mantenendo frequentemente in vita relazioni parallele, che consentono loro la realizzazione di un’apparente equilibrio, senza compromettere i nuclei di fondo della loro psiche. Alcuni di loro, riescono ad essere lussuriosi ed intemperanti, con donne che non conoscono bene o per le quali, non provano alcun sentimento importante, creando e mantenendo situazioni emotivamente disimpegnate fuori casa e, stabilità affettiva scissa dall’aspetto primitivo e pulsionale della sessualità.
Così come un fuoco dimenticato, l’infanzia può sempre riaccendersi dentro di noi... conoscerla, decodificarla, comprendere le reali esigenze psichiche, comportamentali e sessuali che ci caratterizzano, rappresenta il primo passo verso una dimensione di vita adulta.

 

 






 
 
 
 

  



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