Una nuova analisi dei
dati dello studio UPLIFT, pubblicata oggi su Lancet, dimostra come la
somministrazione di tiotropio (SPIRIVA® Handihaler® 18 µg) in pazienti
con BroncoPneumopatia Cronico Ostruttiva (BPCO) di grado moderato
(stadio II GOLD - Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease)
induca un miglioramento significativo e sostenuto, sino a 4 anni, della
funzionalità respiratoria.
Questa analisi pre-specificata di sottogruppo, è stata condotta su 2.739
pazienti, il più ampio gruppo di pazienti con BPCO in stadio precoce
trattato con un anticolinergico a lunga durata d'azione in uno studio
clinico randomizzato controllato verso placebo.
La nuova analisi dello studio UPLIFT dimostra come nei pazienti con BPCO
in stadio GOLD tiotropio rallenti la progressione della malattia,
misurata attraverso la velocità di declino della funzionalità
respiratoria.
Tiotropio riduce, infatti, la velocità di declino del VEMS
post-broncodilatatore nei 4 anni di studio, rispetto al gruppo di
controllo (43 mL/anno vs. 49 mL/anno; p=0.024).
La velocità di declino del VEMS pre-broncodilatatore era simile tra i
due gruppi.
I miglioramenti del VEMS pre- e post-broncodilatatore ottenuti con
tiotropio, rispetto al gruppo di controllo, si sono mantenuti per tutta
la durata dello studio (101-119 mL e 52-82 mL rispettivamente;
p<0.0001). I pazienti di Stadio GOLD II, in terapia con tiotropio,
inoltre, presentavano un rischio di riacutizzazioni ridotto del 18%, e
un tasso di riacutizzazioni inferiore del 20% (p<0.0001) rispetto al
controllo. La qualità di vita correlata allo stato di salute, valutata
utilizzando il Saint George’s Respiratory Questionnaire (SGRQ), è
risultata migliore nei pazienti trattati con tiotropio, rispetto al
gruppo di controllo, per tutta la durata dello studio (p<0.006). Si è
inoltre evidenziata una tendenza alla riduzione della mortalità nei
pazienti trattati con tiotropio, rispetto al gruppo di controllo.
“Questi risultati sono particolarmente rilevanti per la pratica
clinica, perché questo è il primo ampio studio a lungo termine che
dimostra che il trattamento con un anticolinergico a lunga durata
d’azione induce importanti benefici nei pazienti con BPCO di stadio
precoce. Lo studio UPLIFT ha dimostrato che esiste un declino
significativo della funzionalità respiratoria sin dalle fasi iniziali
della malattia, ed è inoltre noto come le riacutizzazioni ne accelerino
la progressione. Questa nuova analisi conferma che dovremmo trattare la
BPCO sin dalle fasi più precoci con un farmaco come tiotropio in grado
di migliorare la funzionalità respiratoria e la qualità di vita, oltre a
ridurre le riacutizzazioni” - ha affermato il Professor Marc
Decramer, sperimentatore principale dello studio UPLIFT, Professore
di medicina e Direttore della Divisione di Malattie Respiratorie della
Katholieke Universiteit Leuven, Belgio.
“I risultati di questa sub-analisi enfatizzano anche l’importanza
della diagnosi precoce. E’ noto infatti che in un’alta percentuale di
individui con BPCO nei suoi stadi iniziali, la malattia non viene
riconosciuta e, di conseguenza, non trattata. La causa della
sottodiagnosi di BPCO risiede sia nella scarsa specificità dei sintomi,
che spesso vengono confusi con i segni dell’invecchiamento e non portano
quindi alla consultazione del medico (in quasi la metà dei soggetti
sintomatici secondo uno studio spagnolo), sia per lo scarso uso delle
prove di funzionalità respiratoria” – afferma il Prof. Vito
Brusasco, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso
l’Università degli Studi di Genova e Presidente della Società Italiana
di Medicina Respiratoria (SIMER) .
L’impatto socio-economico della BPCO aumenta costantemente, ed i
pazienti diventano meno indipendenti con il progredire della malattia.
E’ tipicamente nello stadio GOLD II che i pazienti iniziano ad
accorgersi di un peggioramento della propria funzione polmonare, e ad
avvertire la dispnea da sforzo. Con il progredire della malattia, la
funzionalità polmonare continua a declinare e la capacità di esercizio
fisico diviene seriamente limitata, interferendo negativamente sulla
conduzione delle normali attività della vita quotidiana. Questi aspetti
possono indurre nei pazienti sensazioni di paura, ansia, frustrazione,
isolamento e depressione. E’ quindi importante assicurarsi che i
pazienti vengano diagnosticati e trattati il più precocemente possibile.