Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 31/08/2009

 

Verginità: dalla prova d’amore, al togliersi il pensiero


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

Gli usi e costumi sessuali, nel corso degli anni si sono modificati di molto ed, hanno da sempre avuto connotazioni differenti nelle diverse aree geografiche, in special modo se ci spostiamo da nord a sud. La perdita della verginità, interiorizzata nell’immaginario collettivo, come un rito iniziatico alla vita adulta, ha assolto la pregressa funzione di “prova d’amore”. Nell’entroterra della Sicilia, agli inizi del novecento, la deflorazione veniva associata inevitabilmente ed irreversibilmente al matrimonio e, soprattutto necessitava che la donna giungesse vergine al talamo nuziale. L’avvenuta deflorazione veniva esibita, con connotazioni di un rituale pubblico, l’indomani mattina della fatidica e faticosa prima notte, veniva infatti steso al balcone, il lenzuolo con tracce ematiche a testimonianza della mantenuta verginità fino al matrimonio.

 

Nel corso degli anni, a seguito di un radicale cambiamento della cornice culturale, anche la sessualità ha assunto nuovi significati: è stata disgiunta dall’aspetto procreativo, è stato sdoganato per l’universo femminile l’accesso alla dimensione del piacere, sono state rese note e lecite alcune perversioni soft ed i media ed internet hanno trasmesso una sessualità ginnica con scarse connotazioni emozionali.
Alla luce di queste modifiche dei parametri comportamentali, anche la verginità ha totalmente smarrito nel tempo, il suo atavico ed ancestrale significato originale. Studi recenti (convegno nazionale di sessuologia clinica - Taormina, maggio 2009), hanno dimostrato come l’età del primo rapporto sessuale si è notevolmente abbassata e, si aggira in un range che va dai tredici ai diciassette anni, associata ad un elevato livello di disinformazione sessuale, per quel che riguarda contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili. Proveniamo da un’epoca caratterizzata da una scarsa educazione ai sentimenti ed alla sessualità, la maggior parte delle scuole non formano i giovani in tal senso ed inoltre non c’è nessuna legge che obbliga all’educazione sessuale. In linea generale, le coppie genitoriali di oggi, non sono preparate emozionalmente per fornire informazioni sulla vita sessuale, causa estremo imbarazzo e difficoltà nel trovare le parole giuste. I giovani d’oggi apprendono e si sperimentano sul campo, non avendo nessun riferimento adulto con cui condividere ansie, preoccupazioni, emozioni e disavventure sessuali, ma esclusivamente il gruppo di pari a cui appartenere obbligatoriamente ed in cui identificarsi per comportamenti, vestiario, linguaggio ed ovviamente usi e costumi sessuali.

 

Il rito iniziatico alla vita adulta, si è svuotato di significato ed è solo una “tappa esperenziale” (e non emozionale) scomoda, da transitare velocemente, quasi con vergogna per essere ancora vergini, per togliersi poi il pensiero nel minor tempo possibile. Qualche colloquio di counselling psico-sessuologico, aiuterebbe sia genitori che figli, a trovare parole adeguate ed appropriate, significati congrui alla vita sentimentale e sessuale e preziose informazioni inerenti l’aspetto della prevenzione, sanando divari generazionali e colmando le assenze di comunicazione.

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati