Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 27/08/2009

 

Anche gli Omega 3 contro lo Stress da Rientro


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Omega 3 contro lo stress Stress da rientro?

Certamente si. Ad affermarlo è la dottoressa Caterina Vignoli all’AGI, secondo cui una sana alimentazione ricca di acidi grassi omega 3 può aiutare a combattere lo stress dall'interno del nostro organismo.

 

Gli omega 3 aumentano le difese immunitarie e favoriscono la vitalità del sistema nervoso centrale, esercitando così una funzione antidepressiva, che si manifesta in una maggiore lucidità mentale, un miglioramento dell'umore, una migliore concentrazione e un aumento dell'energia psico-fisica. E' ormai noto che per assumere il quantitativo di omega 3 necessario al benessere del proprio organismo una delle fonti principali è il pesce che, se assunto almeno 2-3 volte alla settimana, copre il fabbisogno necessario. Ma le specie ittiche sono tante e ognuna contiene quantitativi di omega 3 differenti. Dunque, per chi avesse difficoltà ad alimentarsi frequentemente con il pesce, molto più semplicemente può rivolgersi alle compresse in grado di arricchire di molto il nostro organismo. Fra queste, sicuramente, quella più nota è la compressa denominata Seacor, che contiene un grammo di omega tre. A detenere il brevetto della molecola è una dinamica industria farmaceutica italiana, la SPA, Società Prodotti Antibiotici, che ha sede a Milano.


Un anno addietro è stato inoltre dimostrato che gli omga tre allungano la vita e diminuiscono i ricoveri in ospedale a patto però che le compresse degli acidi grassi polinsaturi (PUFA), meglio noti come Omega3, siano somministrate alla dose di un grammo al di. E’ stata questa la conclusione di un importante studio italiano presentato dal gruppo GISSI (costituito dall’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri, ANMCO, dall’Istituto Mario Negri, dal Consorzio Mario Negri Sud) al congresso dei cardiologi europei, anticipando anche il contenuto di un successivo editoriale di The Lancet, la prestigiosa rivista scientifica. Lo studio, durato 4 anni, era articolato in due trial indipendenti, ma sviluppati insieme grazie ad un disegno metodologicamente originale, che aveva come obiettivo la valutazione di due nuovi trattamenti per lo scompenso cardiaco: gli acidi grassi polinsaturi (noti con il loro acronimo n-3 PUFA) e la più recente delle statine, la rosuvastatina.
 

 

 






 
 
 
 

  



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