Genova Anno VII - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 24/08/2009

 

Eiaculazione precoce, solitudine e sofferenza di chi ne soffre


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

Tra le disfunzioni sessuali maschili l’eiaculazione precoce, è la più frequente e segreta, associata ad un vissuto di vergogna e, sperimentata in totale solitudine. L’E.P., crea e concorre a mantenere una condizione di solitudine nell’uomo che ne soffre, di isolamento e di sofferenza. L’impatto emotivo della sessualità sulla vita dell’uomo è notevole e, può avere anche notevoli ripercussioni negative sull’equilibrio psichico, creando stress prolungato, disturbi d’ansia ed inevitabili disagi relazionali. L’uomo si trova solo con se stesso, con la propria intimità sofferente e non sa né cosa fare, né a chi rivolgersi e, soprattutto non ha chiaro se tale disfunzione è curabile in maniera definitiva.

 

Nell’immaginario di chi ne soffre, l’E.P., in una prima fase, viene spesso confusa per foga, per troppa passione, per un eccesso di coinvolgimento, ma tali elementi oltre a non essere assolutamente veritieri, rappresentano l’anti-appagamento per eccellenza. La non informazione e l’assenza di un’adeguata formazione sessuale e sentimentale, fanno si che questo disturbo sembri incurabile, danneggiando fortemente il futuro erotico della coppia e del singolo. L’uomo, protagonista assoluto della propria disfunzione, non ha un referente adeguato con cui condividere angosce e preoccupazioni, si trova così in una dolorosa condizione di isolamento e solitudine. L’identità maschile è fortemente correlata alla potenza e funzionalità sessuale, per tale motivo, l’uomo avverte una marcata difficoltà a dare spazio mentale alla possibilità di una “disfunzione-fallimento orizzontale”. Chi soffre di E.P.,si trova a dover convivere con una realtà che mal riesce a celare e metabolizzare e, soprattutto la negazione della disfunzione, concorre a rinforzare la disfunzione e ad aumentare il livello di insoddisfazione sessuale proprio e della partner.

 

Quando noi clinici, ci troviamo di fronte ad una coppia stabile e ben assortita sul piano psichico e relazionale, è molto più semplice prenderla in trattamento, sarà una coppia capace di reggere ai duri colpi della disfunzione e, soprattutto sarà una coppia motivata ad intraprendere un percorso risolutivo mirato ad una sana e ritrovata sessualità. Una coppia con aree sane, non teme un percorso terapeutico, ma lo ricerca per risolvere in breve tempo la disfunzione sessuale, mettendosi in discussione su tutti gli ambiti della loro coppia. Le coppie più disadorne psichicamente, con pregresse problematiche psichiche o con difficoltà coniugali, non sopravviveranno alla disfunzione, anzi le divergenze relazionali, concorreranno a mantenere viva e florida la disfunzione sessuale. L’uomo, dentro o fuori la coppia, vive l’E.P .con grande disagio e sofferenza. Chiedere aiuto e non soccombere alla disfunzione ed a tutte le conseguenze devastanti che questa comporta, rappresenta l’unica soluzione possibile. Superare i retaggi culturali, i falsi miti, i tabù associati alla sessualità, equivale a trovare il coraggio di lottare e chiedere aiuto, al fine di poter risolvere in maniera definitiva, la propria problematica sessuale.

 

 






 
 
 
 

  



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