Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 13/08/2009

 

Memoria danneggiata da Alcolismo, Hiv e Apnea Notturna


Aldo Franco de Rose - afdr@clicmedicina.it

L’alcolismo e l’HIV, separatamente, sono dannosi per l’organismo umano in quanto, per diverse strade, possono portare alla morte, anche se dopo diversi anni.

Contrariamente la coesistenza di alcolismo ed infezione da Hiv è associata al danneggiamento a carico della memoria episodica immediata. E’ quanto si sostiene in un articolo pubblicato su Alcohol Clin Exp Res 2009 (33: 1-10). Generalmente gli effetti negativi di queste combinazioni di problemi sono sottovalutati, e le conoscenze sul trattamento di ciascuno di essi sicuramente migliorerebbe le probabilità che il trattamento possa portare ad esiti positivi. La combinazione in oggetto è altamente prevalente, ed impone un rischio significativo di danni cognitivi e motori che possono ridurre la qualità della vita, l'abilità al lavoro, l'aderenza ai regimi terapeutici e la salute in generale.

 

Studi precedenti avevano già stabilito come siano i corpi mammillare del cervello ad essere implicati nel mantenimento della memoria. Secondo uno studio pubblicato su Neurosci Lett. 2008 (438: 330-4) la diminuzione del loro volume è presente nei soggetti con apnea notturna, che presentano anche un calo di memoria. Si tratta di un dato importante, in quanto i pazienti che soffrono di perdita di memoria derivante da altri elementi, come alcolismo o morbo di Alzheimer, presentano a loro volta una riduzione del volume di queste strutture. La perdita di memoria negli alcolisti viene trattata con massive quantità di vitamina B1, e si sospetta che questa vitamina aiuti le cellule morenti a riprendersi, consentendo al cervello di usarle di nuovo. In particolare è stato rilevato tramite RM ad alta risoluzione che i corpi mammillari, strutture cerebrali implicate nella memoria, risultano più piccoli del 20 percento nei pazienti con apnea nel sonno rispetto agli altri. Dato che si tratta di strutture relativamente piccole che si trovano nelle parti profonde dell'encefalo, molto vicine all'osso ed al fluido cerebrospinale centrale, esse sono piuttosto difficili da rilevare con le tecniche standard.
 

 

 






 
 
 
 

  



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