Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 11/08/2009

 

Bergamo: primato per numero di donazioni e di trapianti


Gli Ospedali Riuniti di Bergamo sono il centro che nei primi sei mesi del 2009 ha registrato il maggior numero di donazioni e di trapianti d’organo. È questo il risultato che emerge dai dati diffusi dal Nord Italian Transplant, uno dei tre centri di Coordinamento interregionali italiani sui quali si basa, sotto la supervisione del Centro Nazionale Trapianti dell’Istituto Superiore di Sanità, l’organizzazione dei trapianti del nostro Paese.

Il resoconto pubblicato nei giorni scorsi analizza l’attività di tutte le regioni coordinate dal NITp, cioè Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Marche, che insieme costituiscono un’area di circa 19 milioni di abitanti, dove operano 80 ospedali in cui si effettuano i prelievi d’organo, 42 unità di trapianto localizzate in 16 ospedali, 5 Coordinamenti Regionali più quello della Provincia Autonoma di Trento, e un Centro Interregionale di Riferimento per la gestione delle liste d'attesa e l’allocazione degli organi.

Nei primi 6 mesi del 2009 agli Ospedali Riuniti sono stati eseguiti 94 trapianti, 24 in più rispetto al medesimo periodo del 2008. A seguire l’Ospedale Niguarda di Milano con 93 e l’Azienda Ospedaliera di Padova con 87 trapianti.

I Riuniti confermano la propria eccellenza nei trapianti di fegato – 44 trapianti in 6 mesi, di cui 16 con tecnica split, unico ospedale in grado di raggiungere questi volumi sui trapianti di emifegato – e di polmone - 5 di polmone singolo e 5 di doppio polmone. Al 30 giugno nel Centro di Bergamo sono stati inoltre eseguiti 20 trapianti di rene e 3 di doppio rene, 14 di cuore, 1 combinato cuore-rene, 1 combinato fegato-rene e 1 multiviscerale, quello sul piccolo Etion del maggio scorso, che ha ricevuto intestino, fegato, pancreas, milza e stomaco.

“Questi volumi dimostrano quanto il nostro ospedale sia attivo sul fronte dei trapianti – ha commentato Claudio Sileo, Direttore Sanitario degli Ospedali Riuniti -, settore che ci vede punto di riferimento nazionale, specialmente nei bambini e per i trapianti di intestino e multiviscerali, per i quali siamo l’unico centro italiano autorizzato in campo pediatrico.
Questi numeri sono possibili solo grazie alla nostra capacità di seguire con competenza e professionalità i pazienti prima, durante e dopo il trapianto. Questo permette loro di arrivare all’intervento nelle migliori condizioni possibili e di affrontare al meglio le possibili complicanze post trapianto. A fare la differenza è la presenza di équipe distinte di professionisti in grado di lavorare all’unisono nei rispettivi campi di competenza con un unico obiettivo: dare una nuova vita a chi è in lista d’attesa e non vanificare un gesto così prezioso e straordinario come la donazione degli organi.”


Dallo spaccato restituito dal NITp emerge un significativo aumento dei trapianti rispetto allo scorso anno in quasi tutti gli ospedali coinvolti.
Un aumento proporzionale all’incremento delle donazioni, in netta crescita nei primi 6 mesi di quest’anno. Senza la disponibilità degli organi, infatti, i trapianti non sarebbero possibili. Anche su questo fronte gli Ospedali Riuniti sono il Centro che al 30 giugno di quest’anno ha registrato il maggior numero di donatori: nei primi 6 mesi del 2009 sono infatti stati segnalati 17 possibili donatori, esattamente come l’anno scorso, ma per ben 12 di loro è stato effettivamente possibile prelevare gli organi a scopo di trapianto contro i 5 dello scorso anno.

“Grazie all’ottimo lavoro che viene svolto nelle terapie intensive, e ad un accurato e costante programma di formazione del personale, ai Riuniti vengono segnalati come possibili donatori tutti i pazienti deceduti per lesioni irreversibili al cervello che purtroppo non siamo riusciti a salvare – ha spiegato Mariangelo Cossolini, Coordinatore al prelievo e trapianto d’organi della provincia di Bergamo -. Non tutti poi diventano donatori effettivi per due motivi: o perché il defunto si era dichiarato contrario alla donazione in vita o perché, pur essendoci il consenso, gli organi prelevati non sono idonei al trapianto, per il sussistere di infezioni, neoplasie o altre patologie. Sul primo aspetto stiamo lavorando molto e, da molti anni, organizziamo diverse iniziative e campagne di comunicazione per dare un’informazione corretta ai cittadini, a cominciare dai ragazzi delle scuole. La scelta di donare o no è libera e va rispettata, l’importante è che venga presa da tutti i cittadini, per evitare ai familiari una dolorosa interpretazione della volontà del proprio caro in un momento tragico e improvviso. Sul secondo aspetto invece è più difficile lavorare. Abbiamo un’organizzazione tale da permetterci di intervenire prontamente per mantenere gli organi in ottime condizioni fino al trapianto e per eseguire accurati esami per valutare la loro funzionalità, ma se questi sono malati ogni nostro sforzo è inutile.”

Dalla fotografia restituita dal NITp la Lombardia è la regione con il maggior numero di donatori segnalati ed effettivamente utilizzati: nei primi sei mesi del 2009 sono stati segnalati 179 donatori, 48 in più rispetto allo scorso anno, e di questi 122 sono stati effettivamente utilizzati, 47 in più rispetto al 2008. La Lombardia si conferma anche la regione che esegue più trapianti tra le 6 coordinate dal NITp: 370 gli interventi eseguiti al 30 giugno, 85 in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. A seguire la Regione Veneto con 198 trapianti, il Friuli Venezia Giulia con 63, la Liguria con 46 e le Marche con 35.

 

 






 
 
 
 

  



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