Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 10/08/2009

 

Non solo l’offerta sanitaria, anche la salute è peggiore al Sud


L’indicatore sintetico dell’offerta sanitaria nelle regioni italiane elaborato dal Censis, che valuta sia la dotazione strutturale che la soddisfazione degli utenti, evidenzia come la qualità dei servizi nelle regioni meridionali sia nettamente inferiore rispetto alle altre aree del paese.
Già da un’indagine del Censis del 2007 era emerso che i cittadini meridionali rilevavano in misura maggiore degli altri un peggioramento del servizio sanitario regionale: il 24,7% contro il 16% della media nazionale. La qualità dei servizi era considerata inadeguata da oltre la metà dei residenti al Sud (il 50,8% contro il 26,9% medio nazionale).
Nelle regioni meridionali tutte le articolazioni del servizio sanitario ricevono giudizi peggiori rispetto alle altre ripartizioni geografiche: i servizi domiciliari (al Sud li considera adeguati solo il 16,8% della popolazione contro il 30,7% a livello nazionale), i servizi territoriali (adeguati per il 25,6% contro il 44,9% a livello nazionale) e il pronto soccorso (adeguato per il 51,5% contro il 69,9% a livello nazionale).
La qualità dell’assistenza sanitaria ha evidentemente un peso importante nel determinare le condizioni di salute della popolazione. L’indicatore sintetico delle condizioni di salute nelle regioni italiane elaborato dal Censis a partire da un’ampia batteria di dati (dalla speranza di vita alla mortalità e morbosità, fino agli stili di vita, la prevenzione e l’autopercezione del proprio stato di salute) evidenzia che gli abitanti del Mezzogiorno presentano condizioni tendenzialmente più precarie di quelle rilevate nelle altre aree del Paese, nonostante la diversa composizione anagrafica della popolazione, che vede nelle regioni del Nord i tassi di invecchiamento più elevati.
I dati che sottolineano le disparità sotto il profilo sanitario sono numerosi. Tra questi spiccano quelli relativi alla prevenzione: secondo il Ministero della Salute è pari al 39,4% la quota di donne over 40 residenti al Sud e nelle isole che hanno svolto almeno una volta uno screening oncologico al seno, contro il 56,3% della media nazionale (e il 68,5% registrato al Nord-Est).
Nei prossimi anni la situazione è destinata a cambiare radicalmente: la quota di over 65 nel Sud, pari oggi al 17,8%, raggiungerà nel 2030 la media nazionale (circa il 27%), per superarla dal 2040 (quando sarà pari al 32,7%), per raggiungere nel 2050 il 35,8%. Si tratta di trasformazioni destinate a modificare in modo drastico i bisogni di salute della popolazione e ad imporre una sostanziale modificazione dell’assetto dell’offerta sanitaria, rendendo necessaria una inversione di tendenza negli standard qualitativi.

Indicatore sintetico dell’offerta sanitaria nelle regioni italiane
 

Regione                    Valore dell’indicatore sintetico
Emilia-Romagna                                     67,6
Toscana                                                 62,9
Veneto                                                    55,0
Lombardia                                              54,6
Valle d’Aosta                                          54,0
Friuli-Venezia Giulia                               53,4
Liguria                                                    53,3
Trentino-Alto Adige                                52,9
Umbria                                                   52,6
Piemonte                                               50,1
Molise                                                    37,9
Marche                                                  36,8
Abruzzo                                                 34,5
Lazio                                                     33,5
Sardegna                                              26,6
Basilicata                                              26,3
Puglia                                                   15,4
Sicilia                                                    14,7
Campania                                             13,8
Calabria                                                 9,8
 

L’indicatore di offerta sanitaria è stato costruito tenendo conto dei seguenti diversi aspetti: la valutazione dell’utenza (% di persone che hanno valutato il Servizio sanitario del proprio territorio con un voto da 7 a 10, persone per valutazione media data al Servizio sanitario pubblico), l’offerta ospedaliera (medici di medicina generale per 1.000 abitanti, personale infermieristico del Servizio sanitario pubblico per 1.000 abitanti, personale medico del Servizio sanitario pubblico per 1.000 abitanti, posti letto per acuti per 1.000 abitanti e indice di modernizzazione, ossia numero di Tac (tomografo assiale computerizzato), di Ali (acceleratore lineare) e di Trm (tomografo a risonanza magnetica) per 100.000 abitanti), la mobilità ospedaliera (indice di attrazione e indice di fuga della regione) e assistenza territoriale (ossia la presenza sul territorio di consultori materno-infantili, strutture di assistenza agli anziani, di assistenza psichiatrica, di assistenza a disabili fisici e di assistenza a disabili psichici, anziani assistiti dall’Adi).
Fonte: Censis

Indicatore sintetico delle condizioni di salute nelle regioni italiane

Regione                    Valore dell’indicatore sintetico
Trentino-Alto Adige                               74,9
Veneto                                                   59,1
Friuli-Venezia Giulia                              58,7
Lombardia                                             55,6
Emilia-Romagna                                    55,3
Valle d’Aosta                                         54,7
Abruzzo                                                 54,2
Puglia                                                    53,9
Marche                                                 52,2
Molise                                                   50,4
Toscana                                               49,7
Piemonte                                              48,9
Campania                                             48,9
Lazio                                                     48,0
Umbria                                                  46,2
Calabria                                                42,2
Liguria                                                  41,9
Basilicata                                             39,0
Sicilia                                                   38,7
Sardegna                                            37,9


L’indicatore di salute è stato costruito tenendo conto di diversi aspetti: la speranza di vita (ottenuta mediando la speranza di vita delle donne e quella relativa agli uomini), la mortalità (tasso di mortalità totale, tasso di mortalità infantile, tasso di mortalità per tumori e tasso di mortalità per malattie del sistema circolatorio), gli stili di vita (diffusione della pratica sportiva, incidenza delle persone di 18 anni e più obese, fumatori di 14 anni e più), l’auto-percezione dello stato di salute (% di persone che hanno valutato buono o molto buono il proprio stato di salute), prevenzione (% di persone che hanno effettuato controlli per la pressione arteriosa, per il colesterolo e per la glicemia in assenza di sintomi) e infine la morbosità (% di popolazione senza malattie croniche).

 

Fonte: Censis
 

 

 






 
 
 
 

  



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