L’aumento delle frequenza
minzionale associato all’impellente e frequente bisogno di urinare
abbattono il desiderio e l’attività sessuale della coppia. E’ questa
l’importante conclusione di una indagine condotta su 400 donne di
Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna affette da iperattività o
instabilità vescicale.
Le risposte dell’indagine hanno evidenziato l’elevata influenza di
questa condizione medica sulla vita sessuale degli stessi interessati,
soprattutto con atteggiamenti di imbarazzo per la propria condizione,
mancanza di comunicazione per timore che qualche altro possa venire a
conoscenza della propria condizione, paura di perdere la propria
intimità e quindi rifiuto del rapporto sessuale. Atteggiamenti, questi,
interamente attribuibili ai sintomi provocati della vescica iperattiva
che, quasi sempre, si caratterizza per l’impellente e frequente bisogno
di trovare una toilette per urinare oppure per una vera e propria
incontinenza urinaria.
Vita sessuale e capacità di controllo della vescica sono due argomenti
di cui la gente non parla con facilità. In realtà l’indagine mostra come
la perdita di controllo di una funzione fisiologica di base possa
tradursi in un sentimento di inadeguatezza fisica ed emotiva.
In particolare lo studio
ha evidenziato prima di tutto preoccupazione ed imbarazzo per il fatto
che gli altri possano venire a conoscenza di questo disturbo. Infatti il
partner, nella maggior parte dei casi, si è accorto delle difficoltà
minzionali della propria compagna solo osservando un episodio di
incontinenza. L’incidenza di questo senso di disagio è stata riscontrata
per il 60 per cento negli spagnoli, il 54 negli inglesi ed il 48 negli
italiani.
Ma la vera novità che scaturisce da questa ricerca è costituita
dall’impatto negativo dei disturbi della minzione sulla vita sessuale
della coppia. Un fatto questo tristemente invalidante se si pensa che la
vescica iperattiva colpisce donne in giovane età. Il dato singolare è
che, nel Regno Unito, oltre il 30 per cento degli intervistati abbia
attribuito ai propri sintomi la decisione di non essere sessualmente
attivi, mentre in Italia il 34 per cento di rispondenti ha dichiarato
che la vescica iperattiva ha significato spesso rinunciare ad iniziare
una relazione sentimentale.
L’impatto negativo sulla sessualità è ancora più evidente per quel che
riguarda il rapporto: esso viene rifiutato dalle donne britanniche nel
45 % dei casi, da quelle italiane nel 38%, dalle spagnole nel 31% e
dalle tedesche nel 25%.
Lo studio ha evidenziato
inoltre che, anche relazioni consolidate, vengono influenzate
negativamente dai disturbi menzionali della vescica iperattiva: in oltre
il 50 per cento degli intervistati spagnoli la sintomatologia ha causato
una perdita di vicinanza ed intimità con il proprio partner.
Analogamente il 34 per cento dei britannici ritiene questo motivo
sufficiente per non essere coinvolti in un relazione.
Infine il Trenta per cento degli intervistati non erano al corrente
dell’esistenza di soluzioni terapeutiche in grado di porre rimedio al
disturbo, ma otto su dieci, percependo una possibilità di cura, hanno
dichiarato di essere ben disposti a seguire il consiglio di un medico
per risolvere il proprio problema.
A questo proposito il dott. Karin Glavind, direttore del
dipartimento di ginecologia dell’ospedale universitario di Aalborg in
Danimarca, ha sottolineato che «Il non controllo della vescica è un
problema comune, specie nelle donne, ma oggi è anche facilmente
controllabile, rivolgendosi ad un medico che potrà suggerire i rimedi
più moderni, inclusi quelli farmacologici attualmente disponibili».
In Germania, Italia e Spagna i questionari sono stati compilati mentre i
pazienti si trovavano nell'ambulatorio del loro medico, che poteva
essere quello "di famiglia" o dello specialista urologo. Nel Regno
Unito, invece, i questionari sono stati distribuiti nel corso di una
"giornata del paziente" sponsorizzata da Incontact, un'organizzazione
non lucrativa di utilità sociale britannica che si dedica a coloro che
soffrono di disturbi vescicali; i questionari completati sono stati
quindi rispediti per posta. Infine, i risultati sono stati elaborati da
Wirthlin Worldwide.
In Germania e Italia l'età media dei rispondenti è stata di 58 anni, in
Spagna di 47 anni e nel Regno Unito di 66 anni.