Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 31/07/2009

 

Arriva anche in Italia la Pillola Abortiva RU 486


Aldo Franco de Rose - afdr@clicmecina.it

Fino a metà serata del 30 luglio ancora resistenze: per la libera circolazione della pillola abortiva in Italia, la RU 486, sembrava bisognasse aspettare ancora. Però, quasi a sorpresa, poco prima della mezzanotte, sempre di ieri sera, arriva finalmente l’ok dell’AIFA, la commissione del farmaco. Sembrava uno scherzo e invece è proprio così: da oggi la RU486 potrà essere commercializzata anche in Italia mentre mancano all’appello europeo ancora Portogallo e Irlanda.
Certamente quando si parla di aborto si rischia di entrare in querelle di tipo etico, dove filosofie, religioni, morali si differenziano così profondamente tra loro, per cui diventa impossibile trovare un punto di incontro. La realtà che abbiamo vissuto per tanti anni è stata caratterizzata soprattutto da ipocrisia. Abbiamo acconsentito che esistesse l’aborto chirurgico ma fino ad oggi abbiamo evitato quello medico. E allora senza imbarcarci in considerazioni religiose, etiche o parolaie di qualsiasi genere esiste un dato incontrovertibile di cui abbiamo finalmente preso coscienza: la legge 194 approvata quasi 25 anni fa, che permette di abortire legalmente a carico del Sistema Sanitario Nazionale, non dà alcuna indicazione limitativa sul metodo. Perché fino ad oggi tanta resistenza. Da una parte forse ci sono motivi religiosi, etici, l’influenza della Chiesa, dall’altra la dura realtà della cronaca: alcuni medici sono obiettori in ospedale mentre praticano gli aborti in casa di cura o nei propri ambulatori. L’aborto medico speriamo allora possa consentire maggiore privicy e più celerità rispetto al trattamento chirurgico. In realtà si tratta di un metodo medico sicuro che non mette in forse la salute delle donne. Proprio come hanno dimostrato i maggiori istituti scientifici competenti, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità .
In Italia però la Ru486 potrà essere utilizzata solo in ambito ospedaliero, così come la legge 194 prevede per le interruzioni volontarie di gravidanza. Lo ha spiegato al termine della lunga riunione, Giovanni Bissoni, assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna e componente del Cda.

Nelle disposizioni, ha aggiunto Bissoni, c'è un "richiamo al massimo rispetto della legge 194 e all'utilizzo in ambito ospedaliero. Dopo una lunga istruttoria è stato raccomandato di utilizzare il farmaco - ha aggiunto - entro il quarantanovesimo giorno, cioè entro la settima settimana". Entro questo termine, infatti, le eventuali complicanze sono sovrapponibili a quelle dell'aborto chirurgico. Si tratta di due compresse che vanno assunto a distanza di due giorni.
 

 

Fonte fotografia: www.tantasalute.it
 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati