Si chiama Igaki-Tamai
stent, è completamente biodegradabile e mantiene aperte le arterie
periferiche senza gli effetti collaterali spesso associati agli stent
tradizionali.
L’innovativo “stent riassorbibile periferico” è stato utilizzato per la
prima volta a Milano (e in Italia per uso clinico e non sperimentale)
dall’équipe del Dott. Francesco Bedogni dell’Istituto Clinico
Sant’Ambrogio, per curare un paziente affetto da grave claudicatio
intermittens causata da un’occlusione dell’ arteria femorale.
Le patologie vascolari periferiche, che colpiscono in Italia circa
150.000 persone ogni anno, sono dovute nella stragrande maggioranza dei
casi all'aterosclerosi, cioè alla formazione di una placca
aterosclerotica sulla parete dell'arteria che, in tempi più o meno
lunghi, conduce all'ostruzione del vaso. Trattamento di prima scelta per
queste patologie è, oltre l’angioplastica percutanea, il posizionamento
di stent metallici che consentono di mantenere costantemente dilatato il
tratto di arteria occluso.
“L’inconveniente dell’utilizzo di stent metallici - afferma il
Dott. Bedogni, Responsabile dell’ U.O di Cardiologia Interventistica
e Radiologia Cardiovascolare del Sant’Ambrogio - è l’alta incidenza
di effetti secondari dovuti alla loro permanenza nel lume arterioso.
Nello specifico, oltre ad una certa rigidità a livello articolare, le
complicanze sono date da un’alta percentuale di ristenosi significativa,
dall’elevato rischio di frattura del dispositivo, oltre che dalla
possibilità di un’azione trombogenica. L’aspetto più innovativo
dell’impiego di questi stent biodegradabili non è tanto nella tecnica di
inserimento, ma nel fatto che dopo 9-12 mesi lo stent viene
completamente riassorbito. In questa maniera lo stent rimane in sede
solo per il tempo necessario della guarigione, senza rischiare gli
inconvenienti tipici degli stent metallici tradizionali. Vengono infatti
eliminati i possibili effetti collaterali associati alla presenza di un
dispositivo metallico all’interno del vaso. Inoltre, è ridotta
notevolmente la possibile incidenza di ristenosi ed essendo lo stent
realizzato in materiale elastico è meglio tollerato del paziente durante
i movimenti.”
Questi stent biodegradabili sono dispositivi di ultimissima generazione,
messi a punto con tecnologia giapponese. L’Igaki-Tamai stent è
costituito di un particolare tipo di lattice noto come PLLA (poly-l-lactic
acid), ha uno spessore di 0.17 mm, con una struttura ad elica, ed è
inserito nell’arteria lesionata per via percutanea.
“Con l’impiego di questo nuovo stent, solo adesso disponibile per uso
clinico - prosegue il Dott. Bedogni - l’Istituto Clinico
Sant’Ambrogio, che nel 2008 è stato il centro a più alto volume di
attività in Lombardia per il trattamento endovascolare della patologia
ostruttiva aterosclerotica delle arterie periferiche, conferma il suo
impegno nell’anticipare il trend generale della cardiologia moderna, che
tende a ridurre l’ invasività delle metodiche di trattamento delle
patologie cardiovascolari riducendo la necessità di approcci chirurgici
e l’utilizzo di materiali estranei. Questi ultimi vengono sostituiti con
dispositivi biologici, da introdurre possibilmente con tecniche che
permettono tempi minimi di ospedalizzazione e una più rapida ripesa del
paziente”.
Un altro esempio, fiore all’ occhiello dell’attività del Sant’ Ambrogio,
è l’alto numero di sostituzioni valvolari aortiche percutanee (evitando
l’intervento chirurgico) eseguite nel 2008.