Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 14/07/2009

 

Calo del desiderio sessuale nella donna: test dell’autoerotismo


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

’Molte donne, lamentano una carenza di desiderio sessuale, non manifestando alcun interesse sia per la vita intima sotto le lenzuola che, per comportamenti o atteggiamenti seduttivi in generale; sono spesso poco sessuate sia nell’aspetto estetico, che nei comportamenti. Sembrano, ibernate, imbrigliate in un iper controllo cosciente della corporeità e della sensualità, non vivono il corpo ed i suoi piaceri, come un teatro dove poter mettere in scena l’alchimia dell’incontro con l’altro sesso, fatto di intimità, corporeità, piacere e sensualità.

Qualunque occasione erotica dovesse presentarsi, non viene accolta, anzi fugata ed accuratamente evitata, viene subito interpretata e decodificata, come un possibile attacco al muro di silenzio dei sensi, che sapientemente e dolorosamente hanno costruito nel tempo.

 

Le mie pazienti, mi raccontano spesso, che la caduta del desiderio, in alcuni casi non coinvolge la normale risposta sessuale; avviene la vasocongestione degli organi genitali, la lubrificazione caratteristica della fase di eccitazione e propedeutica alla fase penetrativa, ed è anche presente la risposta orgasmica, ma ogni fase ed esperienza emotiva associata ad esse, avviene in modo meccanico, senza provare alcun piacere. Vivono “orgasmi tiepidi”, scevri da contenuti emozionali, orgasmi come parziale esplosione e non” espansione” dell’intimità e della vita psichica. Un elemento da valutare, di fondamentale importanza diagnostica per noi clinici, è la presenza o assenza dell’autoerotismo e, le caratteristiche che questo presenta.

 

Se la sintomatologia associata al desiderio, si manifesta anche durante la masturbazione, con una difficoltà di accesso all’immaginario erotico, con un’inibizione del desiderio, con una risposta orgasmica tiepida o assente, la disfunzione è indubbiamente più severa e/o primitiva e, può nascondere un quadro depressivo mascherato o la presenza di pregressi traumi infantili irrisolti. Il trattamento principe, in questo caso è la psicoterapia. Questo percorso conoscitivo, insegna alla donna un nuovo codice comunicativo, sia per un migliore dialogo con il proprio corpo (per anni coartato e monitorato), che con i nuclei più profondi della psiche, che frequentemente si esprimono tramite i sintomi, non obbligatoriamente associati alla sfera sessuale.

 

Quando la masturbazione invece è presente e funzionante, è spesso sostitutiva di un difficile e faticoso rapporto coitale, in questi casi le aree da investigare e trattare, sono quelle relative al rapporto di coppia, spesso conflittuale e non appagante, sia dentro che soprattutto fuori dal letto. Un percorso di terapia di coppia ad orientamento sessuologico, apre la strada verso l’intimità, verso la complicità e l’alleanza e, soprattutto verso la riscoperta del piacere perduto.
 

 

 






 
 
 
 

  



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