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Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali
Vaccino GSK contro il tumore della cervice uterina Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it
Lo studio, denominato PATRICIA, ha coinvolto 18.644 donne di età compresa tra i 15 e i 25 anni, di 14 Paesi di Europa, Asia-Pacifico, America Latina e America del Nord. Il carcinoma della cervice uterina è il secondo più comune tumore maligno della donna a livello mondiale e il primo nei Paesi in via di sviluppo, dove si verificano l’80% dei casi. Si stima che nel 2006 ci siano stati 500.000 nuovi casi e 280.000 morti a livello mondiale. In Europa si contano circa 25.000 nuovi casi ogni anno con circa 12.000 decessi. In Italia è la quarta neoplasia per numero di nuovi casi ogni anno: si ammalano 3.500 donne, con un picco di incidenza tra i 40 ed i 60 anni. La mortalità è andata progressivamente riducendosi di circa un terzo rispetto agli anni ’50 a seguito di una precoce diagnosi mediante le campagne di screening citologico, che consistono nell’esecuzione regolare del Pap test.
Tuttavia questo esame può dar luogo a falsi negativi, soprattutto in caso di adenocarcinoma. Esistono infatti tre diverse forme di tumore: l'80% è costituito dai carcinomi spinocellulari, che derivano dalle cellule epiteliali più superficiali, mentre circa il 15% è costituito dagli adenocarcinomi, che derivano invece dall’epitelio ghiandolare o colonnare della cervice. Infine il 3-5% dei tumori cervicali ha un'origine mista: si parla quindi di carcinomi adenosquamosi. Il papilloma virus umano è considerato la causa di queste forme tumorali. In particolare, i ceppi 16, 18, 31, 33 e 45 di HPV sono responsabili di oltre quattro casi su cinque di tumore. Le prime infezioni si concentrano tra i 15 e i 19 anni. Ma il virus, per la mancanza di memoria immunitaria da parte dell’organismo in caso di infezione naturale, può determinare infezioni ripetute che nel tempo aumentano il rischio di ammalarsi di tumore. I risultati dello studio pubblicato su The Lancet mostrano che il vaccino realizzato da GSK è altamente efficace nei confronti dei più comuni ceppi virali che causano il tumore della cervice e ha la potenzialità di ridurre l’incidenza di lesioni precancerose cervicali, di tumori cervicali e delle procedure diagnostiche e terapeutiche associate a tale patologia.
“Questo studio premia l’impegno dei nostri ricercatori che hanno voluto e sviluppato questo vaccino affinché offrisse la più ampia e persistente protezione possibile contro il tumore al collo dell’utero – ha affermato Marco Ercolani, Direttore Medico Prevenzione di GSK commentando la pubblicazione dello studio su una delle riviste mediche più accreditate come The Lancet. Questi ottimi risultati sono dovuti alla presenza nel vaccino dell’adiuvante originale AS04. Un adiuvante è una sostanza in grado di aiutare a stimolare una risposta anticorpale elevata e prolungata nel tempo. I composti adiuvanti vengono quindi utilizzati per aumentare la capacità del vaccino di stimolare un’intensa e duratura risposta immunitaria. Se fino a poco tempo fa, la ricerca sui vaccini era mirata esclusivamente sull’antigene, cioè sulla molecola identificata per stimolare una risposta specifica dell’organismo e quindi la protezione nei confronti di una determinata malattia, attualmente si punta invece a ricercare nuovi adiuvanti. Gli adiuvanti convenzionali fino a qualche anno fa contenevano quasi esclusivamente sali di alluminio. Il meccanismo d’azione dei sali di alluminio è ancora in gran parte sconosciuto. Alcuni studi indicano un ruolo del supporto alla formazione di un deposito dell’antigene nel sito di inoculazione. Altri possibili meccanismi possono coinvolgere la attivazione del complemento, degli eosinofili o dei macrofagi . Molti vaccini sono formulati con sali di alluminio e hanno dimostrato di essere altamente immunogenici, di indurre memoria immune e di offrire una ottima protezione. Purtroppo i sali di alluminio hanno dimostrato di essere adiuvanti relativamente inefficaci in talune situazioni, in particolare nella induzione di una risposta cellulare che preveda l’induzione delle cellule T effettrici. Pertanto è proseguita la ricerca per trovare nuovi adiuvanti che potessero migliorare l’efficacia del vaccino. Le recenti innovazioni in scienza molecolare hanno permesso di scoprire una nuova generazione di adiuvanti particolarmente attivi, aprendo la strada allo sviluppo di vaccini nati per proteggere per periodi prolungati anche nei confronti di malattie destinate a svilupparsi diversi anni dopo l’evento infettivo che le determina. E’ questo il caso del carcinoma della cervice uterina: possono infatti passare molti anni dall’infezione primitiva prima che si determinino le trasformazioni neoplastiche.
Per questo motivo è fondamentale che il vaccino preventivo nei confronti dell’infezione da HPV non sia solo in grado di stimolare una reazione del sistema immunitario dell’organismo, ma anche di assicurare un’elevata e prolungata risposta anticorpale specifica. Questa prolungata risposta è fondamentale soprattutto quando la vaccinazione viene praticata in adolescenti e ragazze molto giovani, che hanno necessità di avere una protezione che si mantenga negli anni. Il vaccino GSK contiene un sistema adiuvante che aumenta la risposta immunitaria nei confronti degli antigeni presenti nel vaccino. La sinergia creata dal sistema adiuvante con l’antigene consente di migliorare le interazioni del vaccino con il sistema immunitario e quindi assicura una risposta difensiva migliore e maggiormente mirata.
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