Estate, tempo di vacanze e di partenze anche per coloro che vivono la
celiachia. In Italia ne soffrono 80.000 persone, ma circa 500.000
aspettano ancora una diagnosi.
Scegliere mete italiane significa non dover modificare in modo
significativo le proprie abitudini: è possibile infatti acquistare i
prodotti senza glutine a marchio Spiga Barrata in farmacia e al
supermercato o i prodotti del libero commercio presenti nel Prontuario
AIC. Inoltre - grazie al supporto costante dell’Associazione Italiana
Celiachia – è facile identificare ristoranti, pizzerie, alberghi ed
altre strutture in grado di ospitare il celiaco con menù a lui idonei.
Al contrario, partire per mete più lontane, in Europa o in altri
continenti, può comportare qualche difficoltà. Per aiutare il celiaco a
dissipare dubbi e paure, gli esperti del comitato scientifico Dr Schär
hanno realizzato un ‛vademecum del turista celiaco’, destinato ai
celiaci ed ai loro familiari in partenza, allo scopo di rendere le
proprie vacanze sicure e serene, qualunque sia la destinazione scelta.
“Essere celiaci significa seguire una alimentazione rigorosamente
gluten-free ed evitare la contaminazione da glutine. Tutto ciò non
comporta limiti nella propria vita sociale e/o nella scelta delle
proprie mete per le vacanze – dichiara la dottoressa Letizia
Saturni, Specialista in Scienze dell’Alimentazione presso
l’Università Politecnica delle Marche e membro del comitato scientifico
Dr Schär - Al contrario, la vacanza in luoghi diversi dall’Italia può
essere vissuta anche come occasione per scoprire nuovi sapori e nuove
ricette a base di cereali naturalmente privi di glutine poco noti nella
tipica cucina mediterranea. Dunque si tornerà arricchiti anche di questo
bagaglio!”
“Molti pazienti giungono ad una diagnosi di celiachia da adulti, per
cui a volte sono disorientati su quali nuove abitudini prendere in
vacanza - aggiunge il Dottor Giuseppe Caula, gastroenterologo
presso Divisione di Medicina Interna Presidio Ospedaliero Valdese ASL
TO1 di Torino e membro del comitato scientifico Dr Schär – In realtà,
con gli stessi accorgimenti adottati durante l’anno e qualche piccolo
trucco in più, si può esplorare qualunque angolo del mondo.”
Vademecum per turista celiaco: Europa e altri continenti
UNA RETE DI AMICI: prima di partire prendi contatti con l’associazione
del Paese che hai deciso di visitare, attraverso il link
http://www.celiachia.it/links/world.asp
ANCHE IN AEREO SENZA PENSIERI: al momento della prenotazione del
biglietto aereo richiedi il pasto gluten-free a bordo. Qui le compagnie
aeree in grado di assisterti (http://www.glutenfreepassport.com/
traveling/airlines.html)
SPIEGA LE TUE ESIGENZE: porta sempre con te la gluten free restaurant
card (link: www.celiactravel.com/restaurant-cards.html) per spiegare le
tue esigenze alimentari in tutte le lingue del mondo
PROVA NUOVI SAPORI! In molti Paesi puoi trovare piatti tipici a base di
cereali naturalmente privi di glutine: ad esempio il pane di mais e le
torte di tapioca in Africa, la feijoada in Brasile, il budino di riso in
Canada e molte altre golosità ancora http://www.dossier.net/ricette/
piatti_tipici/internazionali/index.html
VIA LIBERA AL RISO, PERÒ… presta attenzione anche quando scegli di
mangiare riso. Il riso deve essere cotto in una pentola non contaminata
da bolliture precedenti e anche il cucchiaio deve essere non utilizzato
per altre preparazioni
GLUTINE NON È SOLO PASTA. Il glutine è contenuto anche in altri
alimenti, come alcuni dadi, salumi, formaggi da spalmare..Attenzione
anche alla pasta di farro o di kamut, entrambi sono cereali non
permessi!
MEDICINE? NO PROBLEM! Ricorda che tutti i medicinali sono senza glutine,
quindi possono essere presi in tranquillità
VARIA LA TUA ALIMENTAZIONE. Nel tuo menù quotidiano non debbono mai
mancare frutta, verdura, carne o pesce o legumi che sono naturalmente
privi di glutine
EVITA IL DIGIUNO! Porta sempre con te uno snack salato o dolce per
superare un momento di difficoltà
Inoltre, tutti i viaggiatori che si recano in paesi extraeuropei con
condizioni igieniche precarie dovrebbero attenersi ad alcune semplici
regole di educazione sanitaria, al fine di ridurre al minimo il rischio
di incorrere nel problema della cosiddetta “diarrea del viaggiatore”,
che spesso affligge i viaggiatori delle suddette aree. In particolare,
il turista celiaco è bene che osservi queste semplici regole in quanto
la diarrea potrebbe essere male interpretata come improvviso
peggioramento o ripresa della sintomatologia preesistente alla diagnosi.
Le regole sono:
1. bere soltanto da bevande imbottigliate e sigillate
2. non aggiungere ghiaccio alle bevande
3. non bere latte o mangiare latticini non pastorizzati
4. sbucciare frutta e verdura crude prima di consumarle
5. non consumare pesce o frutti di mare crudi o poco cotti
6. consumare solo carne ed in generale cibi ben cotti, ancora
caldi
7. non acquistare generi alimentari da venditori ambulanti
8. curare l’igiene personale, usare acqua potabile anche per
lavarsi i denti, lavarsi sempre le mani prima dei pasti e dopo l’uso dei
servizi igienici
9. in mancanza di acqua potabile, consumare solo acqua dopo
bollitura o con l’aggiunta di qualche disinfettante
La celiachia
La celiachia è un’enteropatia permanente al glutine che determina una
reazione immunitaria a livello dell’intestino, con conseguente
infiammazione cronica e atrofia dei villi intestinali. Nel bambino i
sintomi più comuni sono rappresentati da diarrea e arresto della
crescita, mentre nell’adulto la malattia si può presentare sia con
sintomi gastrointestinali quali la diarrea, anoressia, nausea, vomito,
dolori addominali ricorrenti sia con sintomi extraintestinali che non
sempre possono fare pensare in prima ipotesi alla malattia, come bassa
statura, anemia da carenza di ferro, rachitismo, osteoporosi, ritardo
puberale, stipsi, idiopatica, sindromi emorragiche, alopecia, astenia,
cefalea. L’incidenza del problema è in aumento, con 5.000 nuove diagnosi
ogni anno.
A oggi, l’unica terapia efficace è una dieta assolutamente priva di
glutine: non solo pertanto, alimenti a base di farina, come pane e
dolci, ma anche cibi che nella loro fabbricazione e confezionamento
possono essere stati contaminati da piccole quantità di glutine.