Si è appena concluso il
25esimo Convegno di As.It.O.I. Onlus, l’Associazione Italiana
Osteogenesi Imperfetta, ospitato quest’anno a Padova, la città di cui è
originaria la fondatrice dell’associazione e presidentessa di As.It.O.I.
per vent’anni, Marcella Zingales.
Un Convegno nato per ringraziare quei genitori che come Marcella -
nominata in questa occasione Presidente Onorario di As.It.O.I. Onlus -
si sono uniti per cercare specialisti che si occupassero di questa
patologia, è diventato un momento per progettare con consapevolezza il
futuro della ricerca e del progresso nello stile di vita delle persone
colpite dall’Osteogenesi Imperfetta. Un futuro che guarda al dialogo tra
discipline mediche diverse, dentro e fuori i confini nazionali, in
un’unica grande rete di riferimento per medici e pazienti.
L’Osteogenesi Imperfetta interessa 1 su 10.000 nati. Le fratture
spontanee rappresentano il tratto distintivo di questa patologia e
determinano, soprattutto durante l’infanzia, la necessità di interventi
chirurgici, anche frequenti.
Le deformità dell’apparato scheletrico completano il quadro di sintomi
causati dalle anomalie del tessuto connettivo osseo all’origine della
malattia e contribuiscono a causare handicap fisici, anche gravi, che
rendono complessa l’autonomia della persona che ne è affetta.
La ricerca ha sperimentato con successo sostanze come i difosfonati, che
concorrono al rafforzamento del tessuto scheletrico, limitando
l’incidenza delle fratture. Essi rappresentano il primo passo verso una
cura vera e propria, per la quale i ricercatori sono ancora impegnati.
Organizzato con il Patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di
Padova, del Comune di Padova e dell’Università di Padova, il Convegno di
As.It.O.I. Onlus ha ospitato quest’anno, tra le numerose relazioni,
anche l’illustrazione delle nuove prospettive nella terapia genica, un
punto di vista importante che nei prossimi anni consentirà di servirsi
della genetica non solo per descrivere le cause dell’Osteogenesi
Imperfetta, ma anche per studiare terapie in grado di interagire con
tali cause, bloccando la patologia nel suo nascere o limitandone gli
effetti.
Altro importante aspetto trattato al Convegno è stato quello legato ai
problemi respiratori in O.I.: causa ancora spesso sottovalutata di gravi
rischi per le persone con Osteogenesi Imperfetta, infatti, la
malformazione della gabbia toracica e il conseguente turbamento della
fisiologia respiratoria possono portare a disturbi gravi con derive
anche letali. Un lavoro di prevenzione e monitoraggio della
respirazione, che coinvolga pneumologo, fisiatra e ortopedico, diventa
dunque fondamentale per salvaguardare il paziente e migliorarne lo stile
di vita, o intervenire immediatamente nel caso di disturbi già in atto.
Il dialogo tra specialisti di differenti discipline di uno stesso centro
medico, ma anche il confronto diretto tra centri differenti, sempre
meglio organizzati per accogliere i pazienti, è stato un altro aspetto
particolarmente presente nel Convegno: l’esperienza decennale del centro
di Roma, presso il Policlinico Umberto I e quella più recente del centro
di Bologna, presso l’Istituto Rizzoli, insieme all’impegno dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Sassari davanti alle sfide e ai problemi
dell’isola, hanno offerto punti di vista differenti, ma tutti importanti
per capire come solo il continuo dialogo tra le strutture può portare ad
un progresso della conoscenza e ad una continuità necessaria alla
creazione di una solida rete di servizio e sostegno al paziente.
"Grazie alla volontà di Marcella Zingales, As.It.O.I. Onlus è entrata in
contatto tren’anni fa con il primo specialista che si è avvicinato con
generosità ai pazienti con Osteogenesi Imperfetta: il Dott. Lenzi, degli
Spedali Civili di Brescia – spiega Leonardo Panzeri,
presidente di As.It.O.I. Onlus – In seguito a quella prima mano tesa,
dal mondo della medicina si sono aggiunte tante altre mani che hanno
aiutato i pazienti e hanno contribuito a scrivere importanti pagine
della letteretarura scientifica intorno alla patologia. Oggi –
conclude Panzeri – gli specialisti interessati all’Osteogenesi
Imperfetta, presenti in tanti centri in Italia, sono validi e numerosi:
la sfida per la nostra Associazione è ora la formazione, sia a livello
nazionale che internazionale, di una nuova generazione di medici e
operatori capaci di intervenire sul paziente e di far progredire la
ricerca".
I 25 anni di As.It.O.I. Onlus sono stati festeggiati anche oltre i
confini nazionali: infatti, nello stesso weekend in cui l’Associazione
Italiana Osteogenesi Imperfetta celebrava questo anniversario, anche
l’Associazione tedesca che si occupa della patologia era riunita per il
proprio 25esimo convegno. La coincidenza è stata salutata con un
collegamento via Skype tra le sedi dei due convegni, mediato da Rob
Van Welzenis, Presidente Onorario della Federazione Europea della
Associazioni sull’Osteogenesi Imperfetta (OIFE) fondata nel 1993, che
oggi rappresenta 19 Paesi in Europa e nel mondo, e la cui creazione si
deve ad un’idea nata durante un Convegno di As.It.O.I. a Salice Terme
(PV) nel 1990 e caldeggiata dall’allora presidente di As.It.O.I.
Marcella Zingales.
L’internazionalità è diventata così un tema importante all’interno del
convegno e un fondamentale punto di vista per il futuro
dell’Associazione: sempre di più, infatti, le idee e gli impulsi per il
progresso della ricerca scientifica e per la cura del paziente
nasceranno da uno scambio paritario di conoscenze ed esperienze a
livello internazionale. Un impegno che coinvolgerà gli specialisti e gli
operatori, ma anche le associazioni che li devono sostenere.