 |
|
Alessandra
Graziottin |
|
Alla domanda “Quali
condizioni rendono i rapporti sessuali più validi e soddisfacenti”, il
62% ha riportato “fare l’amore con gioia”, il 58% “se entrambi lo
desiderano”, il 51% “quando insorge il desiderio” e il 40% “se i partner
parlano di tutto tra di loro”. Sono risposte che però non stupiscono più
di tanto il fautore della ricerca.
“Gli ultracinquantenni erano adolescenti nel ’68,”, spiega
Enrico Finzi, Presidente AstraRicerche. “Hanno quindi un
approccio alla vita in assoluto diverso sia dalla generazione prima, che
è quella dell’immediato dopoguerra, sia rispetto a quella successiva. La
loro gioventù è stata la prima del sesso più libero, ma anche più
consapevole. Non dimentichiamoci che risale a quell’epoca anche il
femminismo e quindi la coppia fondata sul rispetto uno dell’altro, sul
piacere di fare l’amore per se stessi e non con un fine unicamente
procreativo.” Pur avendo quindi vissuto crisi di coppia e divorzi,
gli over 50 sono quelli che più di altri cercano nella loro stessa
fascia d’età il partner con cui riformare una coppia. La stabilità e non
l’avventura, come emerge tra le righe da un altro dato: solo il 25%
indica la vacanza come il momento migliore per i rapporti sessuali.
Risposte che contano.
Libertà di parlare e complicità sono quindi il collante che mantiene
insieme le coppie tra i 50 e i 60 anni, come confermano anche altre
risposte degli intervistati. Alla domanda “Quali situazioni rendono la
coppia più felice”, ben otto su dieci indipendentemente dall’età afferma
che “fare l’amore è un modo per entrambi i partner di ricevere e dare
piacere” e cinque su dieci che “la felicità è possibile quando si decide
entrambi se e quando fare l’amore”. Dicono anche che aiuta discutere
serenamente degli eventuali problemi e difficoltà sessuali del partner.
“E' un’affermazione che non va sottovalutata, perché è il segno dei
tempi che stanno cambiando,” interviene il Professor Bruno
Giammusso, Responsabile Unità operativa di Andrologia Urologica,
Università di Catania. “Per fortuna, mi azzardo a dire, dal momento
che per quanto riguarda gli uomini tra i 50 e i 60 anni in particolare,
abbiamo dovuto lottare a lungo contro quel cocktail di orgoglio e
vergogna che impedisce loro di ammettere di soffrire di un disturbo
erettivo. Con risultati drammatici, dal momento che otto uomini su dieci
preferivano l’astinenza anziché rivolgersi a un medico. E quel 20% che
andava da uno specialista, attendeva in media un paio di anni
dall’inizio dei disturbi.” Il merito è di un uomo e di una donna più
consapevoli, ma anche più attenti ai messaggi.
La fonte di informazione?
Giornali, riviste e trasmissioni televisive e radiofoniche per il 55,2%
degli intervistati, che hanno letto articoli oppure ascoltato interventi
sulla disfunzione erettile e sui farmaci che la curano.
La gioia che provano quando fanno l’amore, il desiderio e la passione
che entrambi i partner dichiarano di provare, sono invece evidentemente
emozioni troppo forti e insostituibili per pensare di farne a meno a
causa di un disturbo. Tant’è che pressoché tutti, al di là dell’età,
sono d’accordo che il problema vada risolto e il dato positivo è che non
si curano da sé. Sette intervistati su dieci ha dichiarato che i farmaci
per la disfunzione erettile vanno usati su prescrizione medica e la metà
degli over 50 ha precisato che le cure specifiche sono più valide se
permettono di fare l’amore spontaneamente, quando sorge il desiderio. Il
farmaco per la disfunzione erettile, dunque, all’interno della coppia
non viene vissuto come il terzo incomodo, ma come un mezzo ai fini della
gioia e della passione di stare insieme. Ma non solo, in uno studio
pubblicato sul Journal Sex Medicine 2008 condotto da Conaglen e colleghi
dal titolo Investigating Women’s Preference for Sildenafil or Tadalafil
Use by Their Partners with Erectile Dysfunction: The Partners’
Preference Study si è cercato di capire quale fosse il farmaco preferito
e le motivazioni per la preferenza della partner di maschi affetti da
DE. Lo studio ha coinvolto 100 coppie stabili nelle quali al partner è
stata diagnosticata DE in base ai criteri normalmente utilizzati. Lo
studio prevedeva che le coppie potessero provare sia Tadalafil che
Sildenafil per un periodo di 12 settimane ciascuno. Dai questionari
raccolti alla dodicesima e alla ventiquattresima settimana è risultato
che il 79.2% delle donne che avevano preso parte allo studio hanno
preferito che il proprio compagno venisse trattato con Tadalafil, contro
il 15.6% che ha preferito Sildenafil. Le partner che hanno scelto
Tadalafil, hanno espresso questa preferenza perchè si sono sentite più
rilassate e perchè con Tadalafil hanno percepito il rapporto sessuale in
maniera più spontanea e naturale. Le partner hanno preferito Sildenafil
perchè hanno avuto la percezione che avesse soddisfatto maggiormente il
loro compagno.
“Tadalafil è indicato come trattamento della DE al dosaggio da 10 e
20 mg al bisogno, è disponibile anche un dosaggio da 5 mg per il
trattamento giornaliero” aggiunge il Professor Giammusso.
”In particolare, il trattamento giornaliero è indicato per chi ha
rapporti regolari almeno un paio di volte alla settimana e risponde alla
terapia al bisogno”.
La metà degli intervistati afferma anche che apprezza che ci siano delle
le terapie specifiche e altrettanti che bisogna rivolgersi a un medico.
Tra le figure chiave viene indicata quella del medico di famiglia.
“E’ un ruolo-cardine importante,” spiega la Dottoressa Raffaella
Michieli, Segretario Nazionale SIMG – Società Italiana di Medicina
Generale. ”Sta a noi infatti scardinare le concezioni errate,
infondere fiducia e prescrivere un primo screening per verificare
l’eventuale presenza di malattie che causano la disfunzione erettile,
come il diabete e l’ipertensione. Con questi esami il paziente ha una
strada più veloce verso la soluzione, perché lo specialista si troverà
di fronte un paziente che ha già effettuato i passaggi “di routine”. E’
compito del medico di famiglia poi consigliare una serie di regole di
stile di vita, come dimagrire in caso di sovrappeso, smettere di fumare
e ridurre gli alcolici.”
Se libertà di scelta, passione e serenità in amore sono un tutt’uno, è
anche grazie alla cinquantenne di oggi, che non ha nulla a che vedere
con la donna di un tempo. Lo svela anche uno studio del Policlinico
Sant’Orsola, dal quale è emerso che il 64% delle “over” in menopausa ha
una vita sessuale attiva. “Le donne sono attente da sempre alla loro
salute e lo sono ancora di più quando arrivano alla menopausa,” dice
la Professoressa Alessandra Graziottin. Direttore del Centro di
Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di
Milano. “Non dimentichiamoci che la cinquantenne di oggi è ancora
inserita nel mondo lavorativo, ha una vita attiva e molte volte è alla
sua seconda esperienza importante di vita di coppia che imposta con una
maggiore consapevolezza. E’ anche conscia dei limiti che l’avvento della
menopausa può determinare e li affronta preventivamente per risolverli.
La stessa cosa chiede al “suo” uomo.” A volte però è necessario far
sentire al proprio partner che si è al suo fianco, e spronarlo affinché
prenda le decisioni più appropriate. Questo vale per molte situazioni e
ancora di più nel caso della disfunzione erettile che se non viene
affrontata nel modo più corretto, potrebbe essere fonte di una ferita
nella coppia. La donna ben lo sa e proprio per questo, istintivamente da
sempre cerca nel confronto con altre donne la strategia che le permetta
di aiutare il il suo compagno”.
Proprio per questo, www.donnamoderna.com attiva da oggi primo luglio un
forum per parlare di disfunzione erettile. In altre parole, la versione
on line delle chiacchiere tra amiche, per offrire a tutte l’opportunità
di parlare di sé direttamente e di avere consigli e suggerimenti utili
da parte di amiche “di rete” che hanno già vissuto e superato insieme al
partner la disfunzione erettile. Senza i timori, come si diceva spesso
anni fa, che si tratti semplicemente di mancanza di desiderio per la
propria compagna. E’ nero su bianco nell’indagine. Solo il 3,1% è
dell’idea che una soluzione possa essere quella di cambiare partner.
La DE
In Italia circa il 12% degli uomini soffre di questa patologia: una
percentuale che va scomposta e che cresce proporzionalmente all’età dei
pazienti. Se, infatti, nella fascia d’età che va dai 20 ai 30 anni è
solo il 3-4% a soffrire di DE, si arriva ad un 40-50% tra gli over 60.
Al di là del fisiologico invecchiamento ciò che contribuisce all’
aumento della prevalanza di questa patologia con l’aumentare dell’età
sono l’aumento di prevalenza diil diabete, ipertensione, obesità in
questa fascia di popolazione. C’è comunque ancora un grande sommerso.
Studi attendibili dimostrano che prima di rivelare al proprio medico il
proprio disagio un paziente impiega 2 anni e il 20% di chi si rivolge ad
un medico è spinto dalla propria compagna. Questa difficoltà dipende da
fattori culturali, religiosi e morali ma parte della responsabilità è
anche da attribuire ad una classe medica che per anni non ha indagato
sulla sessualità dei pazienti a più alto rischio di DE.