Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 02/07/2009

 

La coppia non scoppia


Alessandra Graziottin

Alla domanda “Quali condizioni rendono i rapporti sessuali più validi e soddisfacenti”, il 62% ha riportato “fare l’amore con gioia”, il 58% “se entrambi lo desiderano”, il 51% “quando insorge il desiderio” e il 40% “se i partner parlano di tutto tra di loro”. Sono risposte che però non stupiscono più di tanto il fautore della ricerca.
“Gli ultracinquantenni erano adolescenti nel ’68,”, spiega Enrico Finzi, Presidente AstraRicerche. “Hanno quindi un approccio alla vita in assoluto diverso sia dalla generazione prima, che è quella dell’immediato dopoguerra, sia rispetto a quella successiva. La loro gioventù è stata la prima del sesso più libero, ma anche più consapevole. Non dimentichiamoci che risale a quell’epoca anche il femminismo e quindi la coppia fondata sul rispetto uno dell’altro, sul piacere di fare l’amore per se stessi e non con un fine unicamente procreativo.” Pur avendo quindi vissuto crisi di coppia e divorzi, gli over 50 sono quelli che più di altri cercano nella loro stessa fascia d’età il partner con cui riformare una coppia. La stabilità e non l’avventura, come emerge tra le righe da un altro dato: solo il 25% indica la vacanza come il momento migliore per i rapporti sessuali.


Risposte che contano.
Libertà di parlare e complicità sono quindi il collante che mantiene insieme le coppie tra i 50 e i 60 anni, come confermano anche altre risposte degli intervistati. Alla domanda “Quali situazioni rendono la coppia più felice”, ben otto su dieci indipendentemente dall’età afferma che “fare l’amore è un modo per entrambi i partner di ricevere e dare piacere” e cinque su dieci che “la felicità è possibile quando si decide entrambi se e quando fare l’amore”. Dicono anche che aiuta discutere serenamente degli eventuali problemi e difficoltà sessuali del partner. “E' un’affermazione che non va sottovalutata, perché è il segno dei tempi che stanno cambiando,” interviene il Professor Bruno Giammusso, Responsabile Unità operativa di Andrologia Urologica, Università di Catania. “Per fortuna, mi azzardo a dire, dal momento che per quanto riguarda gli uomini tra i 50 e i 60 anni in particolare, abbiamo dovuto lottare a lungo contro quel cocktail di orgoglio e vergogna che impedisce loro di ammettere di soffrire di un disturbo erettivo. Con risultati drammatici, dal momento che otto uomini su dieci preferivano l’astinenza anziché rivolgersi a un medico. E quel 20% che andava da uno specialista, attendeva in media un paio di anni dall’inizio dei disturbi.” Il merito è di un uomo e di una donna più consapevoli, ma anche più attenti ai messaggi.

La fonte di informazione? Giornali, riviste e trasmissioni televisive e radiofoniche per il 55,2% degli intervistati, che hanno letto articoli oppure ascoltato interventi sulla disfunzione erettile e sui farmaci che la curano.


La gioia che provano quando fanno l’amore, il desiderio e la passione che entrambi i partner dichiarano di provare, sono invece evidentemente emozioni troppo forti e insostituibili per pensare di farne a meno a causa di un disturbo. Tant’è che pressoché tutti, al di là dell’età, sono d’accordo che il problema vada risolto e il dato positivo è che non si curano da sé. Sette intervistati su dieci ha dichiarato che i farmaci per la disfunzione erettile vanno usati su prescrizione medica e la metà degli over 50 ha precisato che le cure specifiche sono più valide se permettono di fare l’amore spontaneamente, quando sorge il desiderio. Il farmaco per la disfunzione erettile, dunque, all’interno della coppia non viene vissuto come il terzo incomodo, ma come un mezzo ai fini della gioia e della passione di stare insieme. Ma non solo, in uno studio pubblicato sul Journal Sex Medicine 2008 condotto da Conaglen e colleghi dal titolo Investigating Women’s Preference for Sildenafil or Tadalafil Use by Their Partners with Erectile Dysfunction: The Partners’ Preference Study si è cercato di capire quale fosse il farmaco preferito e le motivazioni per la preferenza della partner di maschi affetti da DE. Lo studio ha coinvolto 100 coppie stabili nelle quali al partner è stata diagnosticata DE in base ai criteri normalmente utilizzati. Lo studio prevedeva che le coppie potessero provare sia Tadalafil che Sildenafil per un periodo di 12 settimane ciascuno. Dai questionari raccolti alla dodicesima e alla ventiquattresima settimana è risultato che il 79.2% delle donne che avevano preso parte allo studio hanno preferito che il proprio compagno venisse trattato con Tadalafil, contro il 15.6% che ha preferito Sildenafil. Le partner che hanno scelto Tadalafil, hanno espresso questa preferenza perchè si sono sentite più rilassate e perchè con Tadalafil hanno percepito il rapporto sessuale in maniera più spontanea e naturale. Le partner hanno preferito Sildenafil perchè hanno avuto la percezione che avesse soddisfatto maggiormente il loro compagno.
“Tadalafil è indicato come trattamento della DE al dosaggio da 10 e 20 mg al bisogno, è disponibile anche un dosaggio da 5 mg per il trattamento giornaliero” aggiunge il Professor Giammusso. ”In particolare, il trattamento giornaliero è indicato per chi ha rapporti regolari almeno un paio di volte alla settimana e risponde alla terapia al bisogno”.
La metà degli intervistati afferma anche che apprezza che ci siano delle le terapie specifiche e altrettanti che bisogna rivolgersi a un medico. Tra le figure chiave viene indicata quella del medico di famiglia. “E’ un ruolo-cardine importante,” spiega la Dottoressa Raffaella Michieli, Segretario Nazionale SIMG – Società Italiana di Medicina Generale. ”Sta a noi infatti scardinare le concezioni errate, infondere fiducia e prescrivere un primo screening per verificare l’eventuale presenza di malattie che causano la disfunzione erettile, come il diabete e l’ipertensione. Con questi esami il paziente ha una strada più veloce verso la soluzione, perché lo specialista si troverà di fronte un paziente che ha già effettuato i passaggi “di routine”. E’ compito del medico di famiglia poi consigliare una serie di regole di stile di vita, come dimagrire in caso di sovrappeso, smettere di fumare e ridurre gli alcolici.”

Se libertà di scelta, passione e serenità in amore sono un tutt’uno, è anche grazie alla cinquantenne di oggi, che non ha nulla a che vedere con la donna di un tempo. Lo svela anche uno studio del Policlinico Sant’Orsola, dal quale è emerso che il 64% delle “over” in menopausa ha una vita sessuale attiva. “Le donne sono attente da sempre alla loro salute e lo sono ancora di più quando arrivano alla menopausa,” dice la Professoressa Alessandra Graziottin. Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. “Non dimentichiamoci che la cinquantenne di oggi è ancora inserita nel mondo lavorativo, ha una vita attiva e molte volte è alla sua seconda esperienza importante di vita di coppia che imposta con una maggiore consapevolezza. E’ anche conscia dei limiti che l’avvento della menopausa può determinare e li affronta preventivamente per risolverli. La stessa cosa chiede al “suo” uomo.” A volte però è necessario far sentire al proprio partner che si è al suo fianco, e spronarlo affinché prenda le decisioni più appropriate. Questo vale per molte situazioni e ancora di più nel caso della disfunzione erettile che se non viene affrontata nel modo più corretto, potrebbe essere fonte di una ferita nella coppia. La donna ben lo sa e proprio per questo, istintivamente da sempre cerca nel confronto con altre donne la strategia che le permetta di aiutare il il suo compagno”.
Proprio per questo, www.donnamoderna.com attiva da oggi primo luglio un forum per parlare di disfunzione erettile. In altre parole, la versione on line delle chiacchiere tra amiche, per offrire a tutte l’opportunità di parlare di sé direttamente e di avere consigli e suggerimenti utili da parte di amiche “di rete” che hanno già vissuto e superato insieme al partner la disfunzione erettile. Senza i timori, come si diceva spesso anni fa, che si tratti semplicemente di mancanza di desiderio per la propria compagna. E’ nero su bianco nell’indagine. Solo il 3,1% è dell’idea che una soluzione possa essere quella di cambiare partner.

La DE
In Italia circa il 12% degli uomini soffre di questa patologia: una percentuale che va scomposta e che cresce proporzionalmente all’età dei pazienti. Se, infatti, nella fascia d’età che va dai 20 ai 30 anni è solo il 3-4% a soffrire di DE, si arriva ad un 40-50% tra gli over 60. Al di là del fisiologico invecchiamento ciò che contribuisce all’ aumento della prevalanza di questa patologia con l’aumentare dell’età sono l’aumento di prevalenza diil diabete, ipertensione, obesità in questa fascia di popolazione. C’è comunque ancora un grande sommerso. Studi attendibili dimostrano che prima di rivelare al proprio medico il proprio disagio un paziente impiega 2 anni e il 20% di chi si rivolge ad un medico è spinto dalla propria compagna. Questa difficoltà dipende da fattori culturali, religiosi e morali ma parte della responsabilità è anche da attribuire ad una classe medica che per anni non ha indagato sulla sessualità dei pazienti a più alto rischio di DE.

 

 






 
 
 
 

  



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