Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 01/07/2009

 

Roma: una città attenta al cuore


Il Comune di Roma ha avviato un piano strategico, il primo in Italia, volto a combattere la mortalità per arresto cardiaco improvviso: una patologia che costituisce una delle prime causa di decesso nei Paesi occidentali e che produce in Italia ogni anno tra 50.000 e 70.000 vittime, ossia dieci volte i decessi per incidenti stradali.
Nell’ambito di questo programma in Campidoglio sono stati istallati cinque defibrillatori di ultima generazione, donati dal gruppo De Vita, ed è stato avviato il programma di formazione per l’utilizzo di questi apparecchi che possono essere messi in opera anche da chi non è medico, purché abbia conseguito l’apposita certificazione BLSD (Basic Life Support Defibrillation).


Due sono infatti le condizioni per ridurre la mortalità da arresto cardiaco improvviso: la conoscenza delle manovre di primo soccorso BLS (Basic Life Support) e la presenza sul posto dei defibrillatori semiautomatici esterni, apparecchi salvavita che misurano i parametri vitali del paziente decidendo se e come somministrare la scarica elettrica necessaria per riavviare il muscolo cardiaco.

La letteratura scientifica è concorde nel ritenere che la presenza di questi due fattori aumenti in maniera significativa il tasso di sopravvivenza: ogni minuto di ritardo nel soccorso diminuisce infatti del 10% la probabilità che la vittima sopravviva. Al contrario, un intervento corretto e tempestivo può salvare da morte certa oltre il 40% delle vittime. La correttezza dell’intervento è garantita dalla frequenza ai corsi BLS (Basic Life Support) dove si apprendono le tecniche di primo intervento. L’addestramento per l’utilizzo dei defibrillatori da parte del Comune di Roma sarà sempre a cura del Gruppo de Vita.


Il programma della Giunta Capitolina mira a sensibilizzare il personale della città ad intervenire con competenza e prontezza in caso di necessità, favorendo così la diffusione di una cultura della prevenzione capace di proteggere cittadini e turisti. L’obiettivo è di intervenire concretamente su un problema sociale di grande rilevanza coinvolgendo direttamente, in prima persona, i dipendenti municipali che sin da subito si sono dimostrati sensibili a questa problematica.
I cinque defibrillatori, prime maglie di una rete destinata a coprire l’intera aerea metropolitana, sono stati istallati in luoghi di grande affluenza: i Musei Capitolini, il Palazzo dell’Avvocatura, il Palazzo Senatorio - ingresso Sisto IV, il punto di primo soccorso IPA, il Dipartimento I - Politiche Risorse Umane e Decentramento in via del Tempio di Giove.
I defibrillatori semiautomatici istallati in Campidoglio sono dotati di sensori che riconoscono l'arresto cardiaco dovuto ad aritmie, fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare e, in caso di necessità, erogano la scarica elettrica di intensità corretta per ripristinare la funzionalità del cuore. L’intera procedura è guidata da istruzioni vocali che aiutano l’operatore.
Tutti gli apparecchi sono collegati on line a un server centrale che ne monitorizza permanentemente la funzionalità mantenendoli nelle migliori condizioni di funzionamento e di sicurezza: un’ulteriore garanzia per i cittadini che, osservando i totem ben visibili dove alloggiano i defibrillatori, avranno la certezza che Roma pensa a loro, col cuore.

 

 






 
 
 
 

  



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