Il
Comune di Roma ha avviato un piano strategico, il primo in Italia, volto
a combattere la mortalità per arresto cardiaco improvviso: una patologia
che costituisce una delle prime causa di decesso nei Paesi occidentali e
che produce in Italia ogni anno tra 50.000 e 70.000 vittime, ossia dieci
volte i decessi per incidenti stradali.
Nell’ambito di questo programma in Campidoglio sono stati istallati
cinque defibrillatori di ultima generazione, donati dal gruppo De Vita,
ed è stato avviato il programma di formazione per l’utilizzo di questi
apparecchi che possono essere messi in opera anche da chi non è medico,
purché abbia conseguito l’apposita certificazione BLSD (Basic Life
Support Defibrillation).
Due sono infatti le condizioni per ridurre la mortalità da arresto
cardiaco improvviso: la conoscenza delle manovre di primo soccorso BLS
(Basic Life Support) e la presenza sul posto dei defibrillatori
semiautomatici esterni, apparecchi salvavita che misurano i parametri
vitali del paziente decidendo se e come somministrare la scarica
elettrica necessaria per riavviare il muscolo cardiaco.
La letteratura scientifica è concorde nel ritenere che la presenza di
questi due fattori aumenti in maniera significativa il tasso di
sopravvivenza: ogni minuto di ritardo nel soccorso diminuisce infatti
del 10% la probabilità che la vittima sopravviva. Al contrario, un
intervento corretto e tempestivo può salvare da morte certa oltre il 40%
delle vittime. La correttezza dell’intervento è garantita dalla
frequenza ai corsi BLS (Basic Life Support) dove si apprendono le
tecniche di primo intervento. L’addestramento per l’utilizzo dei
defibrillatori da parte del Comune di Roma sarà sempre a cura del Gruppo
de Vita.
Il programma della Giunta Capitolina mira a sensibilizzare il personale
della città ad intervenire con competenza e prontezza in caso di
necessità, favorendo così la diffusione di una cultura della prevenzione
capace di proteggere cittadini e turisti. L’obiettivo è di intervenire
concretamente su un problema sociale di grande rilevanza coinvolgendo
direttamente, in prima persona, i dipendenti municipali che sin da
subito si sono dimostrati sensibili a questa problematica.
I cinque defibrillatori, prime maglie di una rete destinata a coprire
l’intera aerea metropolitana, sono stati istallati in luoghi di grande
affluenza: i Musei Capitolini, il Palazzo dell’Avvocatura, il Palazzo
Senatorio - ingresso Sisto IV, il punto di primo soccorso IPA, il
Dipartimento I - Politiche Risorse Umane e Decentramento in via del
Tempio di Giove.
I defibrillatori semiautomatici istallati in Campidoglio sono dotati di
sensori che riconoscono l'arresto cardiaco dovuto ad aritmie,
fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare e, in caso di
necessità, erogano la scarica elettrica di intensità corretta per
ripristinare la funzionalità del cuore. L’intera procedura è guidata da
istruzioni vocali che aiutano l’operatore.
Tutti gli apparecchi sono collegati on line a un server centrale che ne
monitorizza permanentemente la funzionalità mantenendoli nelle migliori
condizioni di funzionamento e di sicurezza: un’ulteriore garanzia per i
cittadini che, osservando i totem ben visibili dove alloggiano i
defibrillatori, avranno la certezza che Roma pensa a loro, col cuore.