“Il reflusso
gastro-esofageo - afferma il Prof. Pier Alberto Testoni -
è sicuramente una problematica emergente, causata da un’alterata
motilità dello stomaco e da un difetto di contenimento della valvola
gastro-esofagea, che fanno sì che il contenuto gastrico, per l’aumento
della pressione intra-gastrica, tenda a risalire nell’esofago, anche
fino a livello oro-faringeo”.
“I sintomi di questa patologia possono essere suddivisi in tipici
dell'esofago, come acidità o rigurgito, atipici sempre dell’esofago,
come dolore toracico, ed extra-esofagei che interessano prevalentemente
la cavità oro-faringea e le vie aeree superiori, causando faringite,
rinite, voce roca, tosse stizzosa, episodi di asma etc…. La
sintomatologia tende a recidivare nella quasi totalità dei pazienti”,
chiarisce il Prof. Testoni.
“I metodi di cura della patologia – prosegue il Professore -
sono diversi e un recente studio pubblicato sul British Medical Journal
li ha comparati, mettendo a confronto il metodo chirurgico con quello
farmacologico su 810 pazienti britannici." Il primo è risultato più
efficace sia nell’attenuare i sintomi relativi al reflusso che al fine
di ottenere un miglioramento nella salute del paziente in generale. Dopo
12 mesi dalla cura, infatti, il ricorso a medicinali anti reflusso si è
verificato:
nel 38% delle persone trattate con intervento chirurgico di
Fundoplicatio
nel 90% di coloro a cui era stata prescritta una cura farmacologica
“L’intervento chirurgico, afferma il Prof. Testoni, ha
avuto una recente evoluzione con il trattamento endoscopico trans-orale,
che non richiede l’incisione dell’addome del paziente. La svolta è stata
quella di poter riprodurre, in corso di endoscopia, lo stesso intervento
che viene praticato con la chirurgia classica – continua il Prof.
Testoni. Ho iniziato a praticare la procedura di Fundoplicatio
Endoluminale con Esophyx, poiché crea un ispessimento dell'anello
cardiale che impedisce meccanicamente il reflusso ed anche perché
riproduce un intervento già noto nella storia della medicina”.
L'ampia diffusione del
Reflusso gastro-esofageo (MRGE), e la richiesta a gran voce da parte dei
pazienti per un trattamento a lungo termine alternativo a quello
farmacologico che richiedesse una minor invasività rispetto
all'approccio chirurgico, hanno portato negli ultimi anni allo sviluppo
di numerose tecnologie endoscopiche dedicate al trattamento della MRGE.
Grazie ad una migliore comprensione anatomica della valvola
gastro-esofagea, solo di recente è stata data maggiore attenzione alla
stessa, quale componente principale della barriera anti-reflusso.
La procedura di Fundoplicatio Endoluminale (ELF) con il dispositivo
EsophyX si pone tra la terapia medica e l’intervento chirurgico,
restaurando la normale geometria della giunzione gastro-esofagea e
ricreando il naturale meccanismo di valvola unidirezionale necessario a
fermare il reflusso.
Il team dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano,
coordinato dal Prof. Testoni, ad oggi ha acquisito una notevole
esperienza, sicuramente la più elevata in Italia e tra le maggiori in
Europa, nell’utilizzo di questo nuovo dispositivo per il trattamento
mini-invasivo del reflusso.
La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)
Consiste nel reflusso di contenuto gastrico verso l'esofago, con una
frequenza tale da interferire con la qualità della vita della persona
che ne è affetta. La MRGE è causata dall’incontinenza anatomica della
barriera anti reflusso e della sua componente principale, la valvola
gastro-esofagea (VGE), e dall’aumento della pressione intra-gastrica.
Nell’individuo sano, il tessuto alla base dell'esofago si piega su se
stesso nell'entrare nello stomaco, creando un ispessimento che ha una
funzione di barriera meccanica, cui si associa un angolo denominato
angolo di His. Questo ispessimento tissutale è formato da un doppio
strato muscolare che funge da valvola appoggiandosi contro la curva
minore dello stomaco; durante la deglutizione, tale valvola (VGE) si
apre e si richiude al fine di prevenire il reflusso del contenuto
gastrico verso l'esofago.
Lo svuotamento gastrico rallentato determina un aumento della pressione
intra-gastrica (che si verifica anche in gravidanza oppure per obesità),
che può a sua volta causare reflusso gastro-esofageo e un allentamento
della muscolatura all'altezza della giunzione gastro-esofagea, con
conseguente perdita dell'angolo di His e quindi della continenza della
valvola.
Il reflusso di acido gastrico, bile ed enzimi può portare ad erosioni e
ulcere della mucosa esofagea. In casi gravi, che sono circa il 10% dei
pazienti affetti da reflusso, l'epitelio esofageo può venire
progressivamente sostituito da quello intestinale. La presenza di questo
nuovo epitelio rappresenta una condizione pre-cancerosa denominata
esofago di Barrett, ed espone al rischio di adenocarcinoma dell'esofago.
Trattamenti tradizionali
La terapia medica o l'intervento chirurgico sono le due metodologie
di cura di comprovata efficacia.
La prima si basa sull'assunzione di farmaci che combattono la produzione
di acido a livello gastrico, togliendo al materiale che ritorna in
esofago le caratteristiche dannose per la mucosa esofagea. Questo
approccio tratta i sintomi della MRGE, ma non la causa. La terapia è
quindi a lungo termine e comporta generalmente regimi alimentari e
restrizioni nello stile di vita del paziente.
L'intervento chirurgico di fundoplicatio laparoscopica secondo Nissen,
pur se in maniera invasiva, mira a ricostruire la naturale barriera
anti-reflusso, approcciando così direttamente la causa della malattia,
ed è effettuato nei diversi Centri europei che hanno un'elevata
esperienza di Chirurgia Laparoscopica.
Procedura di Fundoplicatio Endoluminale con EsophyX
La Fundoplicatio Endoluminale con EsophyX (ELF) si basa sui principi
della procedura chirurgica e si propone di portare benefici analoghi,
riducendo piccole ernie jatali, ricreando l'angolo di His e restaurando
così la valvola gastro-esofagea.
Le differenze fondamentali rispetto alla chirurgia tradizionale si
riscontrano in una procedura endoscopica non invasiva che viene
effettuata attraverso il cavo orale, e che non richiede incisioni di
alcun tipo.
Nell'emulare i principi di Nissen per via laparoscopica, la tecnica
EsophyX è intesa a ridurre l'invasività, consentire tempi di recupero
più rapidi, ed essere più versatile.
Il dispositivo è stato disegnato per rilasciare punti di fissaggio
multipli al fine di creare una valvola robusta e duratura. La procedura
di ELF può essere adattata al singolo paziente e alla sua particolare
anatomia. Gli esami istologici degli studi pre-clinici confermano che
EsophyX è in grado di creare una valvola che incorpora la parete
muscolare del fondo dello stomaco, la quale si fonde attraverso lo
sviluppo di collagene tra i due strati della plica.
E' stato inoltre possibile dimostrare che i legamenti freno-esofagei
sono incorporati all'interno della valvola, stabilizzandola e
aumentandone la tenuta, ancorandola al diaframma.
EsophyX sembrerebbe, inoltre, ridurre eventi sfavorevoli comuni
all'approccio chirurgico quali disfagia, dolore e tempi di guarigione.
EsophyX dunque, sta diventando una valida alternativa all'approccio
chirurgico e farmacologico, di cui si propone di duplicare gli ottimi
risultati clinici. Al tempo stesso, essendo una procedura molto meno
invasiva, si rivolge anche ai pazienti sotto cura farmacologica che
potrebbero beneficiare di un trattamento di effettiva riparazione
anatomica.