Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 29/06/2009

 

Nuovi traguardi contro il reflusso gastro-esofageo


“Il reflusso gastro-esofageo - afferma il Prof. Pier Alberto Testoni - è sicuramente una problematica emergente, causata da un’alterata motilità dello stomaco e da un difetto di contenimento della valvola gastro-esofagea, che fanno sì che il contenuto gastrico, per l’aumento della pressione intra-gastrica, tenda a risalire nell’esofago, anche fino a livello oro-faringeo”.
“I sintomi di questa patologia possono essere suddivisi in tipici dell'esofago, come acidità o rigurgito, atipici sempre dell’esofago, come dolore toracico, ed extra-esofagei che interessano prevalentemente la cavità oro-faringea e le vie aeree superiori, causando faringite, rinite, voce roca, tosse stizzosa, episodi di asma etc…. La sintomatologia tende a recidivare nella quasi totalità dei pazienti”,
chiarisce il Prof. Testoni.

“I metodi di cura della patologia – prosegue il Professore - sono diversi e un recente studio pubblicato sul British Medical Journal li ha comparati, mettendo a confronto il metodo chirurgico con quello farmacologico su 810 pazienti britannici." Il primo è risultato più efficace sia nell’attenuare i sintomi relativi al reflusso che al fine di ottenere un miglioramento nella salute del paziente in generale. Dopo 12 mesi dalla cura, infatti, il ricorso a medicinali anti reflusso si è verificato:

nel 38% delle persone trattate con intervento chirurgico di Fundoplicatio
nel 90% di coloro a cui era stata prescritta una cura farmacologica

“L’intervento chirurgico, afferma il Prof. Testoni, ha avuto una recente evoluzione con il trattamento endoscopico trans-orale, che non richiede l’incisione dell’addome del paziente. La svolta è stata quella di poter riprodurre, in corso di endoscopia, lo stesso intervento che viene praticato con la chirurgia classica – continua il Prof. Testoni. Ho iniziato a praticare la procedura di Fundoplicatio Endoluminale con Esophyx, poiché crea un ispessimento dell'anello cardiale che impedisce meccanicamente il reflusso ed anche perché riproduce un intervento già noto nella storia della medicina”.
 

L'ampia diffusione del Reflusso gastro-esofageo (MRGE), e la richiesta a gran voce da parte dei pazienti per un trattamento a lungo termine alternativo a quello farmacologico che richiedesse una minor invasività rispetto all'approccio chirurgico, hanno portato negli ultimi anni allo sviluppo di numerose tecnologie endoscopiche dedicate al trattamento della MRGE. Grazie ad una migliore comprensione anatomica della valvola gastro-esofagea, solo di recente è stata data maggiore attenzione alla stessa, quale componente principale della barriera anti-reflusso.
La procedura di Fundoplicatio Endoluminale (ELF) con il dispositivo EsophyX si pone tra la terapia medica e l’intervento chirurgico, restaurando la normale geometria della giunzione gastro-esofagea e ricreando il naturale meccanismo di valvola unidirezionale necessario a fermare il reflusso.

Il team dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, coordinato dal Prof. Testoni, ad oggi ha acquisito una notevole esperienza, sicuramente la più elevata in Italia e tra le maggiori in Europa, nell’utilizzo di questo nuovo dispositivo per il trattamento mini-invasivo del reflusso.

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)
Consiste nel reflusso di contenuto gastrico verso l'esofago, con una frequenza tale da interferire con la qualità della vita della persona che ne è affetta. La MRGE è causata dall’incontinenza anatomica della barriera anti reflusso e della sua componente principale, la valvola gastro-esofagea (VGE), e dall’aumento della pressione intra-gastrica.
Nell’individuo sano, il tessuto alla base dell'esofago si piega su se stesso nell'entrare nello stomaco, creando un ispessimento che ha una funzione di barriera meccanica, cui si associa un angolo denominato angolo di His. Questo ispessimento tissutale è formato da un doppio strato muscolare che funge da valvola appoggiandosi contro la curva minore dello stomaco; durante la deglutizione, tale valvola (VGE) si apre e si richiude al fine di prevenire il reflusso del contenuto gastrico verso l'esofago.
Lo svuotamento gastrico rallentato determina un aumento della pressione intra-gastrica (che si verifica anche in gravidanza oppure per obesità), che può a sua volta causare reflusso gastro-esofageo e un allentamento della muscolatura all'altezza della giunzione gastro-esofagea, con conseguente perdita dell'angolo di His e quindi della continenza della valvola.
Il reflusso di acido gastrico, bile ed enzimi può portare ad erosioni e ulcere della mucosa esofagea. In casi gravi, che sono circa il 10% dei pazienti affetti da reflusso, l'epitelio esofageo può venire progressivamente sostituito da quello intestinale. La presenza di questo nuovo epitelio rappresenta una condizione pre-cancerosa denominata esofago di Barrett, ed espone al rischio di adenocarcinoma dell'esofago.

Trattamenti tradizionali
La terapia medica o l'intervento chirurgico sono le due metodologie di cura di comprovata efficacia.
La prima si basa sull'assunzione di farmaci che combattono la produzione di acido a livello gastrico, togliendo al materiale che ritorna in esofago le caratteristiche dannose per la mucosa esofagea. Questo approccio tratta i sintomi della MRGE, ma non la causa. La terapia è quindi a lungo termine e comporta generalmente regimi alimentari e restrizioni nello stile di vita del paziente.
L'intervento chirurgico di fundoplicatio laparoscopica secondo Nissen, pur se in maniera invasiva, mira a ricostruire la naturale barriera anti-reflusso, approcciando così direttamente la causa della malattia, ed è effettuato nei diversi Centri europei che hanno un'elevata esperienza di Chirurgia Laparoscopica.

Procedura di Fundoplicatio Endoluminale con EsophyX
La Fundoplicatio Endoluminale con EsophyX (ELF) si basa sui principi della procedura chirurgica e si propone di portare benefici analoghi, riducendo piccole ernie jatali, ricreando l'angolo di His e restaurando così la valvola gastro-esofagea.
Le differenze fondamentali rispetto alla chirurgia tradizionale si riscontrano in una procedura endoscopica non invasiva che viene effettuata attraverso il cavo orale, e che non richiede incisioni di alcun tipo.
Nell'emulare i principi di Nissen per via laparoscopica, la tecnica EsophyX è intesa a ridurre l'invasività, consentire tempi di recupero più rapidi, ed essere più versatile.
Il dispositivo è stato disegnato per rilasciare punti di fissaggio multipli al fine di creare una valvola robusta e duratura. La procedura di ELF può essere adattata al singolo paziente e alla sua particolare anatomia. Gli esami istologici degli studi pre-clinici confermano che EsophyX è in grado di creare una valvola che incorpora la parete muscolare del fondo dello stomaco, la quale si fonde attraverso lo sviluppo di collagene tra i due strati della plica.
E' stato inoltre possibile dimostrare che i legamenti freno-esofagei sono incorporati all'interno della valvola, stabilizzandola e aumentandone la tenuta, ancorandola al diaframma.
EsophyX sembrerebbe, inoltre, ridurre eventi sfavorevoli comuni all'approccio chirurgico quali disfagia, dolore e tempi di guarigione.
EsophyX dunque, sta diventando una valida alternativa all'approccio chirurgico e farmacologico, di cui si propone di duplicare gli ottimi risultati clinici. Al tempo stesso, essendo una procedura molto meno invasiva, si rivolge anche ai pazienti sotto cura farmacologica che potrebbero beneficiare di un trattamento di effettiva riparazione anatomica.

 

 






 
 
 
 

  



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