La sclerosi sistemica è
già riconosciuta come malattia rara in tutti i Paesi dell’Unione
Europea, fatta eccezione per l’Italia dove il riconoscimento è attivato
solo in Piemonte e Toscana. FESCA, la Federazione delle Associazioni
Europee che si occupano della malattia, chiede che la sclerosi sistemica
sia riconosciuta malattia rara in tutto il nostro Paese, senza
differenze regionali. “È stato firmato un decreto legge più di un
anno fa, ma le misure approvate con il Decreto del 23 aprile 2008 si
sono bloccate alla Corte dei Conti” – chiarisce Ilaria Galetti,
rappresentante FESCA Italia. “Si attende un nuovo Decreto del Governo
che riconosca in tutte le Regioni la sclerosi sistemica come patologia
rara”.
Grave malattia del sistema immunitario, cronica ed invalidante, la
sclerosi sistemica comporta una fibrosi della pelle e degli organi
interni e un danno vascolare irreversibile. Sono circa 25.000 le persone
colpite dalla malattia in Italia, con 1.000 nuovi casi ogni anno,
soprattutto tra le donne. La sclerosi sistemica può manifestarsi a tutte
le età, eccezionalmente anche in età infantile e anche se il picco di
insorgenza è tra i 40 e 50 anni, la forma più grave insorge più
precocemente e colpisce i giovani tra i 20 e i 25 anni.
Fondamentale è il riconoscimento tempestivo della malattia per
rallentarne la progressione. E la diagnosi precoce è al centro del
progetto europeo VEDOSS (Very Early Diagnosis Of Systemic Sclerosys),
promosso da EUSTAR (European League against Rheumatism - EULAR -
Scleroderma Trials and Research), che prevede la creazione di ambulatori
per la diagnosi precoce, un programma educazionale e la realizzazione di
un data base per la centralizzazione dei dati clinici di tutti i
pazienti. Ad oggi sono operativi 160 Centri per un totale di quasi 9.000
pazienti. “Il gruppo EUSTAR ha inoltre identificato le Red Flags per
il Medico di Medicina Generale: il fenomeno di Raynaud e la positività
degli anticorpi anti-nucleo. In presenza di questi due segni” –
spiega Marco Matucci Cerinic, Medicina Interna, Università degli
Studi di Firenze e Presidente EUSTAR – “i pazienti verranno inviati
direttamente ai centri EUSTAR per determinare la natura primaria o
secondaria del fenomeno di Raynaud e poter diagnosticare la sclerosi
sistemica nelle sue fasi più precoci al fine di iniziare un trattamento
adeguato a contenere l’evoluzione della malattia”.
Il fenomeno di Raynaud, un segno clinico costante causato da alterazioni
del microcircolo periferico, si manifesta con un tipico pallore delle
dita delle mani e dei piedi, che si accompagna ad una diminuzione della
temperatura cutanea, a dolore ed ipersensibilità, a lesioni trofiche,
ulcere fino ad arrivare alla cancrena. È una patologia che ha importanti
complicanze dermatologiche.
“La manifestazione clinica più evidente è la variazione della
consistenza della pelle che alla palpazione si presenta liscia e
lucente, di aspetto madreperlaceo – precisa Carlo Crosti,
Direttore U.O. Dermatologia Università degli Studi di Milano.
“L’aspetto del volto è spesso caratteristico e viene definito “amimico”
per l’impossibilità a corrugare la fronte, le labbra si rimpiccioliscono
e si assottigliano ” – aggiunge Crosti.
La sclerosi sistemica
spesso coinvolge organi vitali come l'apparato gastrointestinale, i
polmoni, i reni e il cuore.
Il tratto gastro-intestinale rappresenta, dopo la cute, il secondo più
frequente bersaglio della sclerosi sistemica: l’interessamento
gastroenterico è caratterizzato da alterazioni funzionali e da anomalie
morfologiche. Il cuore, invece, è coinvolto nella malattia per
interessamento del pericardio. “Recentemente il nostro gruppo ha
studiato con attenzione questo aspetto della malattia – afferma
Francesco Indiveri, Medicina Interna, Università di Genova –
“acquisendo dati che dimostrano come anche in pazienti affetti da
sclerosi sistemica che non lamentano alcun sintomo di cardiopatia è
possibile dimostrare un’alterata compliance del circolo coronario e
segni di sofferenza del miocardio rilevabili con la risonanza
magnetica”.
La ricerca clinica ha fatto negli ultimi anni incredibili passi in
avanti nella definizione e nel trattamento di queste complicanze e i
ricercatori clinici italiani sono all’avanguardia in questo campo.
“La sclerosi sistemica può colpire ogni organo del corpo.
L’interessamento polmonare e quello renale sono tra i più gravi e in
grado di condizionare maggiormente la vita del paziente” – dichiara
Carlomaurizio Montecucco, Università di Pavia e Fondazione IRCCS
Policlinico S. Matteo e Presidente Società Italiana di
Reumatologia (SIR). “L’interessamento polmonare è presente nel 70%
circa dei pazienti anche se risulta molto variabile, da caso a caso, per
intensità ed evoluzione. La forma più frequente è una fibrosi polmonare
che insorge in genere nei primi anni nei pazienti con malattia cutanea
diffusa a tutto il corpo” – aggiunge Montecucco.
La sclerosi sistemica può essere curata ma presentando una patogenesi
complessa non esiste un solo farmaco in grado di guarire il paziente
sclerodermico. Oggi però le terapie hanno migliorato la qualità di vita
e la sopravvivenza stessa dei pazienti. “I progressi più importanti
sono stati raggiunti nella terapia della componente vascolare della
malattia. Meno opzioni terapeutiche, invece, per contrastare la fibrosi
cutanea e viscerale. Nella fibrosi polmonare ha una certa efficacia un
farmaco citostatico, la ciclofosfamide e risultati promettenti arrivano
dall’imatinib mesilato, un inibitore delle tirosin chinasi che ha
rivoluzionato la terapia delle leucemie e che sembra avere nella
sclerosi sistemica un forte effetto antifibrotico a livello cutaneo e
anche polmonare” – dichiara Raffaella Scorza, Ordinario di
Medicina Interna dell’Università di Milano, Direttore U. O. Allergologia
e Immunologia Clinica & Centro di Riferimento Regionale per le Malattie
Autoimmuni Sistemiche della Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore
Policlinico, Mangiagalli, Regina Elena.
Il 29 giugno FESCA, a cui aderiscono le associazioni italiane
AILS, ASSMAF e GILS, celebra la prima Giornata Europea dedicata alla
sclerosi sistemica, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulla
malattia, promuovere l’informazione e favorire la diagnosi precoce.
Un’occasione importante per ribadire: stessi diritti per tutti i
pazienti. “A livello europeo i criteri per il riconoscimento della
sclerosi sistemica come malattia rara sono completamente diversi da
quelli italiani: in Francia i pazienti hanno diritto al 100% di
invalidità, lo stesso accade in Germania. Attendiamo con fiducia il
riconoscimento anche in Italia” – conclude Ilaria Galetti.