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Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali
Senza ciclo il cuore è a rischio, ma neanche il 50% lo sa Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it
“I risultati confermano la scarsa cultura che regna nel nostro Paese fra i cittadini ma anche tra di noi – commenta il prof. Gian Benedetto Melis, ordinario di ginecologia e ostetricia all'Università di Cagliari e presidente della SIM -. Ben il 49% delle intervistate afferma infatti di non utilizzare la TOS perché il medico la sconsiglia. Oggi sono invece disponibili terapie capaci di controllare i sintomi e in grado di ridurre anche il rischio cardiovascolare. In particolare Angeliq, l’unica associazione estro-progestinica utile nel controllo della pressione arteriosa: proprio per questo da pochi giorni è stata inserita dall’Aifa in fascia A ed è quindi totalmente gratuita per la paziente. Siamo convinti che con una corretta informazione i disturbi si possano gestire al meglio, con una buona qualità di vita: “Menopausa, meno male!” è il titolo dell’opuscolo informativo che abbiamo promosso, uno slogan che speriamo le donne facciano proprio”.
Il leaflet verrà distribuito tramite i ginecologi, così da favorire anche nei medici più attenzione ai bisogni delle pazienti e una maggiore consapevolezza delle specificità del rischio cardiovascolare femminile. “Queste malattie sono caratterizzate da un’importante differenza di genere – afferma la dr.ssa Silvia Maffei, responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia cardiovascolare ginecologica dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa -. Sono in particolare i fattori di rischio ad incidere in maniera diversa nei due sessi: nelle donne rivestono un peso maggiore gli alti valori pressori, il fumo e i trigliceridi elevati”.
Ma, in base ai risultati del sondaggio, l’ipertensione è paradossalmente uno fra i disturbi meno segnalati, proprio perché silente (solo il 14% delle donne lo dichiara). In testa invece le vampate (78.5%), l’aumento di peso (52%), la sudorazione eccessiva (51.5%), le palpitazioni (51%). Ma anche sbalzi d’umore (42.5%), alterazioni del sonno (41%), irritazione e secchezza vaginale (35%). L’età media della menopausa in Italia è 50 anni (l’81% delle intervistate dichiara che è iniziata fra i 49 e i 51 anni), un momento in cui molto spesso si è nel pieno della vita professionale e di relazione. “Ma la fine dell’età fertile può provocare anche perdita di tono e secchezza vaginale, con ovvie difficoltà nei rapporti sessuali – spiega il prof. Melis -. Anche in questo caso la TOS è indicata. Ma le donne intervistate ne hanno paura e rifiutano di utilizzarla: preferiscono ricorrere ai fitoestrogeni (23%) oppure sopportano senza fare nulla (55.5%)! Questo significa per molte di loro non poter vivere pienamente la sessualità, che a quest’età può essere ancora molto intensa e soddisfacente. La comunità scientifica è ormai concorde sulla sicurezza della terapia ormonale sostitutiva, se iniziata precocemente, prima dei 60 anni o comunque entro 10 anni dalla menopausa. Su questo abbiamo prodotto raccomandazioni e linee guida, ma molto resta ancora da fare”.
Da qui la necessità di materiali informativi come l’opuscolo “Menopausa,
meno male”, che fornisce anche consigli e piccoli trucchi per mantenersi
in forma dopo gli anta. È sufficiente un movimento costante pari a
mezz’ora al giorno di camminata veloce o di bicicletta per ridare
tonicità dei muscoli, migliorare l’equilibrio, mantenere la linea. Per
combattere l’ipertensione e i chili di troppo è bene limitare
l’assunzione di alcol, caffeina e dolci, ma soprattutto del sale. Dal
sondaggio emerge invece che il 33% non fa nulla per tenere sotto
controllo i fattori di rischio cardiovascolare, solo il 28 segue una
dieta e solo il 24.5% pratica sport. Non stupisce quindi che il 70%
delle italiane in menopausa sia sovrappeso, il 33% soffra di sindrome
metabolica e il 49% sia iperteso. Stili di vita adeguati corretti
dunque, ma quando non sono sufficienti un aiuto importante viene dalle
terapie farmacologiche. “Fra le formulazioni della TOS disponibili,
Angeliq, presenta un duplice valore aggiunto – afferma la dr.ssa
Maffei -. In primo luogo il basso dosaggio, poiché contiene un
solo mg di estradiolo. Ma soprattutto la componente progestinica, a base
di drospirenone. Si tratta di un ormone derivato dallo spironolattone,
un farmaco diuretico utilizzato anche per il trattamento degli
scompensati. Il drospirenone possiede proprietà antagoniste del
recettore dell’aldosterone, che regola i livelli pressori, proprietà che
non sono finora ancora state descritte per nessun altro progestinico.
Per questo - conclude la dr.ssa Maffei - risulta
particolarmente efficace per contenere la pressione arteriosa in donne
con valori alterati. Non parliamo di condizioni necessariamente
patologiche (non è un anti-ipertensivo), ma rappresenta una strumento
valido per la gestione ottimale delle alterazioni pressorie così
frequenti nelle donne fin dalla fase premenopausale”.
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